Il riposo in Dio

Posté par atempodiblog le 30 juin 2025

Il riposo in Dio
Padre Livio Fanzaga – Radio Maria

Il riposo in Dio dans Fede, morale e teologia Vacanze-cristiane

I mesi estivi possono essere un momento di grazia per un vero riposo, che non è solo quello del corpo. Infatti abbiamo bisogno di riposare anche nella mente e nel cuore, per poter riprendere la forza e la serenità di affrontare il nuovo anno di lavoro.

Per questo è necessario innanzi tutto dedicare il tempo alla preghiera personale, perché, come dice la Regina della pace, la preghiera, quando è esperienza di Dio, diventa per noi “gioia e riposo”.

Anche il contatto con la natura, dopo un anno trascorso nel chiuso delle case e dei luoghi di lavoro, allieta l’anima e la apre alla contemplazione della bellezza e della grandezza dell’opera divina.

“Trovate la pace nella natura e scoprirete Dio, il Creatore, al quale potrete rendere grazie con tutte le creature”.

Dedichiamo il tempo anche a qualche buona lettura, in particolare del Vangelo, in modo tale che “nel silenzio lo Spirito Santo vi parli e possa convertirvi e cambiarvi”.

Le vacanze possono così diventare un tempo di grazia, durante il quale il cuore “anela a Dio Creatore”, che è “il vero riposo della vostra anima e del vostro corpo”.

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La devozione al Divin Sangue

Posté par atempodiblog le 30 juin 2025

Preghiera al Preziosissimo Sangue di Gesù dans Maria Valtorta Preziosissimo-Sangue-Ges

Gesù mio, accetta gli ossequi di questo mese, in compenso di tante iniquità degli uomini; e mentre il nemico del bene cerca di allontanare il ricordo del tuo Amore dalla mente dei tuoi figli, la devozione al Divin Sangue avvicini le anime al tuo Cuore.

San Gaspare del Bufalo

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Il Papa: l’unità nelle Chiese si crea con la fiducia e il perdono

Posté par atempodiblog le 30 juin 2025

Il Papa: l’unità nelle Chiese si crea con la fiducia e il perdono
All’Angelus in Piazza San Pietro, Leone XIV ricorda “la grande festa della Chiesa di Roma” nella solennità dei santi Pietro e Paolo, sottolineando che anche in questo tempo ci sono cristiani che muoiono per i valori del Vangelo. Spesso nel diffonderli – afferma – si trova opposizione e persecuzione ma la gloria di Dio brilla “di conversione in conversione”
di Benedetta Capelli – Vatican News

Il Papa: l'unità nelle Chiese si crea con la fiducia e il perdono dans Fede, morale e teologia San-Pietro-e-San-Paolo

Vivere “di conversione in conversione”. Leone XIV all’Angelus nella solennità di Pietro e Paolo, patroni di Roma, ricorda che nel pellegrinaggio sulle tombe degli Apostoli si scopre che si può vivere come loro, nella chiamata di Gesù che avviene più volte, non una sola, e in cui tutti, soprattutto nel Giubileo, possiamo sperare. Il Papa ricorda che nel Nuovo Testamento non sono stati nascosti “gli errori le contraddizioni, i peccati di quelli che veneriamo come i più grandi Apostoli” ma “la loro grandezza è stata modellata dal perdono”.

L’unità nella Chiesa e fra le Chiese, sorelle e fratelli, si nutre di perdono e di reciproca fiducia. A cominciare dalle nostre famiglie e dalle nostre comunità. Se infatti Gesù si fida di noi, anche noi possiamo fidarci gli uni degli altri, nel suo Nome.

A servizio dell’unità e della comunione
C’è anche un altro elemento che Papa Leone sottolinea e che riguarda i “cristiani che il Vangelo rende generosi e audaci persino a prezzo della vita”.

Esiste così un ecumenismo del sangue, una invisibile e profonda unità fra le Chiese cristiane, che pure non vivono ancora tra loro la comunione piena e visibile. Voglio pertanto confermare in questa festa solenne che il mio servizio episcopale è servizio all’unità e che la Chiesa di Roma è impegnata dal sangue dei Santi Pietro e Paolo a promuovere la comunione tra tutte le Chiese.

In contrasto con la mentalità mondana
Un servizio all’unità che nasce dalle pietre scartate, un rovesciamento che si realizza in Cristo, “la pietra, da cui Pietro riceve anche il proprio nome”. “Una pietra scartata dagli uomini e che Dio ha reso pietra angolare”; pietre che sono ai margini, “fuori le mura”, come quelle che edificano Piazza San Pietro e le Basiliche Papali di San Pietro e di San Paolo.

Ciò che a noi appare grande e glorioso è stato prima scartato ed espulso, perché in contrasto con la mentalità mondana. Chi segue Gesù si trova a camminare sulla via delle Beatitudini, dove la povertà di spirito, la mitezza, la misericordia, la fame e la sete di giustizia, l’operare per la pace trovano opposizione e anche persecuzione. Eppure, la gloria di Dio brilla nei suoi amici e lungo il cammino li plasma, di conversione in conversione.

Chiesa, casa e scuola di comunione
“Gli Apostoli Pietro e Paolo, insieme con la Vergine Maria,  conclude il Papa – intercedano per noi, affinché in questo mondo lacerato la Chiesa sia casa e scuola di comunione”.

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Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

Posté par atempodiblog le 28 juin 2025

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria
de La Redazione di Luci sull’Est

Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria dans Beato Alano de la Roche Cuore-Immacolato-di-Maria

Cuore…
Anzitutto il Cuore della Madonna è un vero cuore di carne, ma il cuore, in senso biblico, simboleggia la persona nella sua interezza di anima e corpo. Ecco perché il Cuore della Madonna ha non solo un significato materiale ma anche spirituale. Il cuore è il centro della persona umana, è la sua coscienza, il suo intelletto e la sua volontà come pure la sede dell’amore e di tutti i sentimenti. Quando dunque parliamo del Cuore della Madonna dobbiamo aver presenti tutte queste realtà. Nel Vangelo di san Luca troviamo scritto per due volte che la Madonna «serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore» (Lc 2,19; 2,51). La Bibbia ci dice dunque che la Madonna conservava dentro di sé tutto ciò che si diceva di Gesù, tutti gli eventi della vita di Gesù come pure tutte le parole di Gesù e i suoi esempi. Da questo già scopriamo che il Cuore Immacolato di Maria è lo scrigno in cui sono conservati tutti i misteri della vita di Gesù e tutta la sua dottrina. Al riguardo san Gregorio Taumaturgo chiamava il Cuore di Maria «vaso e ricettacolo di tutti i misteri». La Madonna non solamente li custodiva nel suo Cuore ma li meditava pure. Ecco il “proprio” del Cuore Immacolato di Maria: conservare e vivere gli insegnamenti e gli esempi di Gesù e tramandarli agli altri con le sue parole e azioni.

…Immacolato…
Il Cuore della Madonna è prima di tutto immacolato, ovvero privo di ogni macchia, di ogni peccato e imperfezione. Fin dal primo istante in cui fu creata la Madonna, e per tutta la sua vita terrena, il suo Cuore fu sempre immacolato. Già il Concilio di Trento lo aveva confermato in modo solenne: nessuno «può evitare, nella sua vita intera, ogni peccato anche veniale, se non in virtù di un privilegio speciale, come la Chiesa ritiene nei riguardi della Beata Vergine». Il suo Cuore, dunque, non fu mai contaminato né dalla sporcizia del mondo né dalle insidie di satana.

Teologicamente parlando, era moralmente impossibile che questo Cuore si macchiasse anche minimamente.

San Massimiliano spiega così questa impossibilità:

«“Io sono l’Immacolata Concezione”. E questo è il suo primo privilegio.
C’è differenza tra le espressioni “Immacolata Concezione” e “concepita immacolatamente”? La differenza è come quella che esiste ad esempio tra i termini bianco e bianchezza.
Il bianco può sporcarsi ma la bianchezza non subisce alcun cambiamento.
Questo titolo, “Immacolata Concezione”, è molto importante e dimostra che l’Immacolata è tutta bella, senza alcun peccato» (CK 96).

Il Cuore della Madonna fu dunque sempre purissimo, infatti, prima che Pio XII istituisse per tutta la Chiesa la festa del Cuore Immacolato di Maria, si festeggiava la festa del Cuore purissimo di Maria. La Chiesa ha sempre creduto in questa totale purezza del Cuore della Madonna, purezza e immacolatezza che furono solennemente confermate dal dogma dell’Immacolata Concezione. Proprio Pio IX così parla della Madonna nella Bolla Dogmatica: «Giglio tra le spine; terra assolutamente inviolata, verginale, illibata, immacolata, sempre benedetta e libera da ogni contagio di peccato; giardino delle delizie piantato da Dio stesso, senza difetti, splendido, abbondantemente ornato di innocenza e di immortalità e protetto da tutte le insidie del velenoso serpente; legno immarcescibile che il tarlo del peccato mai poté intaccare; fonte sempre limpida [...], del tutto Immacolata; innocente, anzi innocentissima; illibata nel modo più eccelso; santa e assolutamente estranea al peccato; tutta pura, tutta intemerata, anzi l’esemplare della purezza e dell’innocenza; più bella della bellezza; più leggiadra della grazia».

Riflettendo sull’autorivelazione fatta dalla Madonna a Lourdes con le parole “Io sono l’Immacolata Concezione”, san Massimiliano M. Kolbe elabora il seguente ragionamento:

«L’Immacolata a Lourdes, nella sua apparizione, non dice: “Io sono stata concepita immacolatamente”, ma: “Io sono l’Immacolata Concezione”.
Con ciò Ella determina non solo il fatto dell’Immacolata Concezione, ma anche il modo con il quale questo privilegio le appartiene. Perciò, non è qualcosa di accidentale, ma fa parte della sua stessa natura. Ella stessa è la Concezione Immacolata» (SK 486).

«Con queste parole Ella affermò chiaramente di essere non soltanto “Concepita senza peccato”, ma anzi la stessa “Immacolata Concezione”; ne viene di conseguenza che Ella è l’immacolatezza medesima. Per la verità Ella è una concezione, poiché ha cominciato ad esistere nel tempo, tuttavia è Immacolata Concezione [...] l’Immacolata [...] dice di se stessa: “Io sono Concezione”, ma, contrariamente a tutte le altre persone umane, la “Concezione Immacolata”» (SK 1292). In uno scritto in cui commentava la formula di consacrazione all’Immacolata giunse a questa conclusione: «L’Immacolata Concezione appartiene in certo qual modo all’essenza dell’Immacolata» (SK 1331).

Padre Alessandro M. Apollonio chiarisce in che modo si debbano intendere tutte queste affermazioni di san Massimiliano: «L’Immacolata Concezione appartiene alla natura della Vergine Maria nel senso che Ella è nata con essa e non l’ha mai perduta [...]. Se ha trionfato sempre la grazia, non è a motivo della natura, ma della volontà di Dio e della libera e meritoria cooperazione della Vergine». Già prima aveva precisato la differenza tra l’irresistibilità della grazia (dottrina condannata dalla Chiesa) e l’invincibilità della grazia, spiegando in che modo per la Madonna la grazia fu invincibile ma non irresistibile: «La grazia che la Vergine ebbe in pienezza sin dal suo concepimento non poté essere irresistibile per natura sua, se di fatto la Vergine non ha mai resistito, è merito della sua volontà che non ha voluto resistere, anche se, assolutamente parlando, poteva farlo. Ciò significa che Dio ha circondato Maria di una tale sovrabbondanza di grazia e di attrazioni alla verità e al bene, ha sostenuto così potentemente la sua volontà verso il bene, da rendere psicologicamente impossibile il peccato, anche se, dal punto di vista della natura umana, anche in Maria, il peccato rimaneva sempre fisicamente possibile (in senso diviso, nello stesso istante dell’eternità)».

Rifacendosi allo studio e alle dichiarazioni di padre Ernesto Piacentini sulla mariologia di san Massimiliano Kolbe, il padre Apollonio trae la seguente conclusione: «L’essenza soprannaturale di Maria è la sua Immacolata Concezione». Queste argute riflessioni di san Massimiliano e le chiarificazioni fatte dal padre Apollonio ci permettono di riflettere su una verità ancora poco approfondita e dibattuta: l’essenza stessa del Cuore della Madonna è, in certo modo, l’immacolatezza stessa, l’immacolatezza «fa parte della stessa natura» (SK 486), del Cuore di Maria Santissima, come pure che l’Immacolata Concezione «appartiene in certo qual modo all’essenza» del Cuore immacolato di Maria. Non c’è dubbio che siamo di fronte ad un grande mistero.

…di Maria
Ogni cuore umano è il cuore di una persona umana, e il Cuore Immacolato è il Cuore di Colei che si chiama Maria: «Dio Padre ha radunato tutte le acque e le ha chiamate mare, ha radunato tutte le grazie e le ha chiamate Maria. Questo grande Iddio possiede un tesoro e un emporio ricchissimo, dove ha racchiuso tutto quanto possiede di bello, di splendido, di raro e di prezioso, perfino il proprio Figlio. E questo tesoro immenso è Maria, che i santi chiamano: tesoro del Signore, dalla cui pienezza gli uomini sono arricchiti» (TVD 23). Sono le celebri parole del Montfort, utilissime per aiutarci a comprendere il valore e il significato del nome della Madonna, ovvero della persona umana a cui appartiene il Cuore Immacolato.

Questo nome non è stato scelto dagli uomini ma da Dio; al riguardo ecco come il Guéranger giustifica questa tesi: «Sappiamo dalla Scrittura che Dio intervenne qualche volta nella designazione del nome da imporre a qualche suo servo. L’angelo Gabriele previene Zaccaria che suo figlio si chiamerà Giovanni ed egli ancora dice a Giuseppe, spiegandogli l’Incarnazione del Verbo: “Gli porrai nome Gesù”. Si può quindi pensare che Dio in qualche modo sia intervenuto, perché alla Santissima Vergine fosse imposto il nome richiesto dalla sua grandezza e dignità».

Forse qualcuno potrebbe ancora dubitare visto che il Guéran­­ger parla solo di possibilità, di convenienza e non di certezza; occorre dunque rifarsi al grande devoto della Madonna, ovvero a sant’Alfonso, il quale, senza alcun dubbio, ci assicura che «il nome augusto di Maria dato alla divina Madre non fu trovato sulla terra né inventato dalla mente o dalla fantasia degli uomini, come avviene per tutti gli altri nomi, ma scese dal Cielo e fu imposto per ordine divino, come attestano san Girolamo, sant’Epifanio, sant’Antonino e altri. “Il nome di Maria – dice Riccardo di san Lorenzo – è stato tratto dal tesoro della Divinità”. “O Maria, tutta la Trinità ti diede tale nome, superiore a ogni nome dopo quello del Figlio tuo” e lo arricchì di tanta maestà e potenza che “al proferirsi del tuo nome volle che tutti prostrati lo venerassero, il Cielo, la terra e l’inferno”».

Nel provare quanto è potente il santissimo nome di Maria, dimostreremo anche quanto è potente il Cuore Immacolato di Maria. «Fugge il demonio e trema l’inferno quando dico: Ave Maria», scrive il beato Alano e similmente aveva già detto san Germano: «Con la sola invocazione del tuo nome onnipotente rendi sicuri i tuoi servi da tutti gli assalti del nemico». E anche Tommaso da Kempis ci assicura che «al tuono di questo grande nome il demonio fugge e l’inferno trema». Questa verità ci viene assicurata anche da un gran numero di esorcisti, i quali testimoniano che durante gli esorcismi non c’è cosa che il demonio odi di più e che lo tormenti maggiormente che il sentir invocare il santissimo nome di Maria, poiché fu tramite Lei, tramite questa pura creatura umana, che Dio gli schiacciò la testa e gliela schiaccerà per tutta l’eternità. Il diavolo è superbo e non sopporta di essere vinto da una creatura di natura a lui inferiore, per questo odia tanto la Madonna. Dio, da parte sua, vuole sempre umiliare il diavolo per mezzo della Vergine Maria: «La Santissima Vergine, unita con Cristo da un legame strettissimo e indissolubile, poté esprimere, con Lui e per mezzo di Lui, un’eterna inimicizia contro il velenoso serpente e, riportando nei suoi confronti una nettissima vittoria, gli schiacciò la testa con il suo piede immacolato [...]. Scelta e preparata dall’Altissimo da tutta l’eternità e da Lui preannunciata quando disse al serpente: “Porrò inimicizia fra te e la donna”, schiacciò veramente la testa di quel velenoso serpente» (beato Pio IX, Bolla Dogmatica Ineffabilis Deus). Per tutto questo sant’Alfonso conclude: «Beato chi, nelle battaglie con l’inferno, invoca sempre il bel nome di Maria. Quante vittorie su questi nemici hanno riportato i devoti di Maria con il suo santissimo nome». Ecco quanto è potente il Cuore Immacolato di Maria!

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Una vita donata per amore: il sacerdozio nella luce del Sacro Cuore

Posté par atempodiblog le 27 juin 2025

Una vita donata per amore: il sacerdozio nella luce del Sacro Cuore
La frase del Curato d’Ars, “Il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù”, esprime l’essenza spirituale del ministero sacerdotale. Radicato nel Sacro Cuore, il sacerdote è segno dell’amore redentivo di Cristo, chiamato a vivere nella comunione e a servire con umiltà ogni persona, senza distinzioni
di Paolo Morocutti – AgenSIR

Una vita donata per amore: il sacerdozio nella luce del Sacro Cuore dans Fede, morale e teologia Ges-e-il-Sacerdote

“È il sacerdote che continua l’opera della redenzione sulla terra. Se si comprendesse bene il sacerdote qui in terra, si morirebbe non di spavento, ma di amore. Il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù”. Con queste toccanti parole san Giovanni Maria Vianney definisce la natura e l’opera del sacerdote.
L’espressione “Il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù” del Santo Curato d’Ars è diventata una delle sintesi più alte della spiritualità sacerdotale. Essa racchiude in sé una visione teologica, ecclesiologica e spirituale che merita di essere esplorata in profondità, perché illumina la natura stessa del sacerdozio ministeriale, la sua radice cristologica e la sua funzione nella Chiesa e nel mondo.

La spiritualità sacerdotale è da sempre intrinsecamente legata al Sacro Cuore di Gesù.

I sacerdoti sono invitati a vivere e ad agire con “anima sacerdotale”, cioè con gli stessi sentimenti di Cristo. Per questo la Giornata mondiale di preghiera per la santificazione dei sacerdoti, istituita da Giovanni Paolo II, si celebra proprio nella solennità del Sacro Cuore, sottolineando questo profondo legame spirituale e teologico.

Nel linguaggio biblico e patristico, il “cuore” indica il centro della persona, la sede degli affetti, della volontà e delle decisioni. Parlare del “Cuore di Gesù” significa riferirsi alla totalità della sua persona, alla profondità del suo amore per il Padre e per l’umanità. Il sacerdozio nasce proprio da questo “cuore”, che è stato “trafitto” sulla croce (Gv 19,34), segno supremo di un amore che si dona fino alla fine. Il sacerdote, configurato a Cristo mediante il sacramento dell’Ordine, è chiamato ad essere presenza viva di questo amore: non solo a parlarne, ma a renderlo visibile e operante nella storia.

Ogni azione sacerdotale, soprattutto la celebrazione dell’Eucaristia e della riconciliazione, è radicata nell’amore redentivo di Cristo, che si offre per la salvezza di tutti.

La frase del Curato d’Ars sottolinea che il sacerdozio non è solo un’istituzione funzionale, ma un dono gratuito e immeritato: “un qualcosa di immenso, che se il sacerdote stesso lo comprendesse, ne morirebbe”. Chiamato ad essere “amico di Cristo”, scelto e inviato per essere segno e strumento dell’amore divino, soprattutto nelle situazioni di fragilità, sofferenza, ricerca di senso, il sacerdote è immagine del Cuore del Salvatore.

Il sacerdozio, come “amore del cuore di Gesù”, si esprime in una vita di servizio umile, spesso nascosto, fatto di ascolto, accompagnamento, condivisione delle gioie e delle fatiche del popolo di Dio. La fraternità presbiterale e la comunione con il vescovo, infine, sono segni eloquenti dell’amore di Cristo, che vuole i suoi discepoli “uno” come Lui è uno con il Padre.

I sacerdoti sono chiamati a vivere e promuovere la comunione, a essere costruttori di unità nella comunità, a discernere e coordinare i carismi per l’utilità comune, sempre sotto l’azione dello Spirito Santo.

L’amore del cuore di Gesù, di cui il sacerdozio è segno e strumento, è universale: abbraccia ogni uomo, senza distinzione di razza, cultura, condizione sociale. L’affermazione “Il sacerdozio è l’amore del cuore di Gesù” racchiude la verità più profonda del ministero sacerdotale: esso è dono e mistero, partecipazione all’amore redentivo di Cristo, chiamata a essere segno vivo della sua presenza nel mondo. In un tempo in cui la figura del sacerdote è spesso fraintesa o contestata, questa espressione invita a riscoprire la bellezza e la grandezza di una vita spesa per amore, nella logica del cuore trafitto di Cristo che continua a battere per l’umanità attraverso i suoi ministri.

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Sprofondare nel Sacro Cuore di Gesù

Posté par atempodiblog le 27 juin 2025

Sprofondare nel Sacro Cuore di Gesù dans Beata Pauline Marie Jaricot Sacro-Cuore-di-Ges

Fonte: Beata Paolina M. Jaricot, “donna dal cuore universale”

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Festa della Madonna del Perpetuo Soccorso

Posté par atempodiblog le 27 juin 2025

Festa della Madonna del Perpetuo Soccorso
Tratto da: Radio Maria GT

Festa della Madonna del Perpetuo Soccorso dans Apparizioni mariane e santuari Nostra-Signora-del-perpetuo-aiuto

Ogni 27 giugno si celebra la Festa della Madonna del Perpetuo Soccorso, un’invocazione mariana diffusa in tutto il mondo, le cui origini ci riportano all’inizio del primo millennio. E’ una speciale devozione alla Vergine Maria, la Madre di Dio, che è presente ogni volta che uno dei suoi figli soffre un dolore profondo, un’emergenza, una catastrofe, una tentazione, un pericolo imminente, una grave malattia. Maria, come Madre Immacolata, non si stanca mai di offrire aiuto e conforto quando ci rivolgiamo a Lei.

Sollievo perpetuo
La Madonna del Perpetuo Soccorso ha innumerevoli patronati, sparsi in vari paesi, ma è considerata, in modo speciale, patrona dei membri della Congregazione del Santissimo Redentore, i cui membri sono conosciuti come Redentoristi. Vegliano sulla diffusione di questa bella invocazione e sul bene spirituale dei loro devoti.
La Madonna del Perpetuo Soccorso è un’icòna (immagine sacra) della Vergine Maria, il cui originale è conservato, fino ad oggi, sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Alfonso dell’Esquilino nella città di Roma (Italia).
L’immagine del Perpetuo Soccorso ricorda la cura materna che la Vergine Maria ebbe per suo Figlio Gesù, prolungata dal momento in cui fu concepito dallo Spirito Santo fino alla sua morte in croce. In virtù dell’esercizio di una così preziosa maternità, oggi, la Madre di Dio esercita la stessa cura spirituale su di noi, suoi figli.

La storia
La storia dell’icona del Perpetuo Soccorso risale chiaramente al XV secolo, quando un ricco mercante del Mar Mediterraneo acquisì l’immagine per la sua grande bellezza – purtroppo non si conoscono ulteriori dettagli, come ad esempio chi l’abbia dipinta o perché sia stata messa in vendita. Al fine di preservarne l’immagine, il mercante che l’acquistò prese la decisione di portarla in Italia. A metà del viaggio si scatenò un terribile temporale che mise in pericolo di affondare l’imbarcazione su cui era trasportata. Prigioniero della paura, il mercante sollevò l’immagine, chiese aiuto al Signore e alla Vergine e, sorprendentemente, il mare si calmò immediatamente. Ciò che accadde quel giorno risvegliò in coloro che assistettero al momento la consapevolezza che Lei, la Vergine Maria, è perpetua – perenne – e vero aiuto per tutti coloro che sono nel bisogno o nel pericolo.

Tornato a Roma, il mercante mostrò il dipinto a un amico, al quale disse: Un giorno il mondo intero renderà omaggio alla Madonna del Perpetuo Soccorso.

Dopo un po’, quel mercante si ammalò, ma prima di morire fece promettere all’amico che avrebbe assolto ai compiti necessari affinché l’immagine potesse essere collocata in qualche chiesa illustre della città. Il desiderio del mercante non fu esaudito, perché la moglie del suo amico si affezionò al dipinto e lo tenne. La leggenda narra che la Vergine apparve in sogno all’amico, esortandolo a mantenere la promessa, tuttavia non lo fece per compiacere la moglie. Dopo la sua morte, la Vergine apparve alla figlia di sei anni e le chiese di pregare la madre di portare l’immagine in una chiesa. La bambina fece come le aveva chiesto la Vergine, ma la madre, pur avendo paura, non riuscì a mantenere la promessa fatta dal marito defunto.
Una vicina, abbastanza consapevole di quello che era successo, trovò in questa storia un motivo di derisione. Pochi giorni dopo, questa donna era così addolorata che riuscì solo a chiedere perdono alla Vergine e a supplicarla di aiutarla. Sentendosi molto male, chiese di vedere il dipinto e, quando lo ebbe davanti, lo toccò con devozione. Il giorno dopo fu guarita.
La Madonna apparve di nuovo alla ragazza e le disse che il dipinto doveva essere collocato nella chiesa di San Matteo, situata tra le Basiliche di Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. Ora sua madre e  la vicina erano pronte ad esaudire il desiderio della Madre di Dio. Da allora, iniziarono ad essere concessi grandi miracoli per intercessione della Vergine del Perpetuo Soccorso.

Tra Redentoristi e Agostiniani
Alla fine del XVIII secolo, Napoleone, che occupò la città, ordinò la distruzione di molte chiese romane, tra cui quella di San Matteo. Provvidenzialmente, un sacerdote agostiniano riuscì a prendere segretamente il quadro della Madonna del Perpetuo Soccorso. In seguito, l’immagine sarebbe stata collocata nella cappella agostiniana in Posterula. Allo stesso tempo, i Redentoristi iniziarono la costruzione della Chiesa di Sant’Alfonso sulle rovine della vecchia chiesa di San Matteo. Appresero che il quadro miracoloso del Perpetuo Soccorso era stato sul posto e che in quel momento era nelle mani degli Agostiniani. A favore dei Redentoristi si aggiunse la testimonianza di un sacerdote gesuita che conosceva il desiderio della Vergine che desiderava essere onorata in quel luogo.

La Vergine, il Papa e la Congregazione del Santissimo Redentore
Il superiore dei Redentoristi, così, chiese al Beato Papa Pio IX che il dipinto fosse riportato al suo posto originale. Il Papa dispose che ciò avvenisse, cosa che gli Agostiniani accettarono; e affidò ai Redentoristi la missione di propagare la devozione alla Madonna.
Oggi, la devozione a Nostra Signora del Perpetuo Soccorso è diffusa in tutto il mondo cristiano. Chiese, santuari, scuole cattoliche e altri edifici sono dedicati in suo onore. I suoi devoti la venerano e chiedono il suo aiuto in tutto il mondo.

Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, prega per noi!

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Oggi ricorrono i 50 anni dalla nascita al Cielo di san Josemaría!

Posté par atempodiblog le 26 juin 2025

Oggi ricorrono i 50 anni dalla nascita al Cielo di san Josemaría!
Tratto da: San Josemaría Escrivá Fb

Oggi ricorrono i 50 anni dalla nascita al Cielo di san Josemaría! dans Fede, morale e teologia Nostra-Signora-di-Guadalupe-porge-una-rosa-a-San-Juan-Diego

Accadde Oggi
26/06/1975

A mezzogiorno, muore improvvisamente a Roma, dopo aver rivolto l’ultimo sguardo, con immenso affetto, a un quadro della Madonna nella sua stanza di lavoro.

Cinque anni prima, durante il suo soggiorno in Messico, aveva sussurrato davanti ad un’immagine in cui la Madonna dà una rosa a San Juan Diego:

“Così vorrei morire: guardando la Santissima Vergine, mentre Lei mi dà un fiore”.

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Al di là dell’Ombra, eterna luce e splendida bellezza

Posté par atempodiblog le 25 juin 2025

Al di là dell'Ombra, eterna luce e splendida bellezza dans Citazioni, frasi e pensieri Al-di-l-dell-Ombra-eterna-luce-e-splendida-bellezza

«E lì Sam, sbirciando fra i lembi di nuvole che sovrastavano un’alta vetta, vide una stella bianca scintillare all’improvviso. Lo splendore gli penetrò nell’anima, e la speranza nacque di nuovo in lui.

Come un limpido e freddo baleno passò nella sua mente il pensiero che l’Ombra non era in fin dei conti che una piccola cosa passeggera: al di là di essa vi erano eterna luce e splendida bellezza».

Tratto da: Il Signore degli Anelli, di J.R.R. Tolkien. Ed. BOMPIANI 

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Novena alla Madonna delle Grazie

Posté par atempodiblog le 23 juin 2025

Novena in preparazione alla festa liturgica della Madonna delle Grazie, il 2 luglio, da recitarsi dal 23 giugno al 1 luglio

La corona stretta fra le dita/ Il Rosario di Padre Pio dans Fede, morale e teologia San-Padre-Pio-da-Pietrelcina-dinnanzi-al-mosaico-della-Madonna-delle-Grazie

O Celeste Tesoriera di tutte le grazie, Madre di Dio e Madre mia Maria, poiché sei la Figlia Primogenita dell’Eterno Padre e tieni in mano la Sua onnipotenza, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia di cui fervidamente Ti supplico.

Ave Maria

O Misericordiosa Dispensatrice delle grazie divine, Maria Santissima, Tu che sei la Madre dell’Eterno Verbo Incarnato, il quale Ti ha coronato della Sua immensa sapienza, considera la grandezza del mio dolore e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno.

Ave Maria

O Amorosissima Dispensatrice delle grazie divine, Immacolata Sposa dell’Eterno Spirito Santo, Maria Santissima, Tu che da Lui hai ricevuto un cuore che si muove a pietà delle umane sventure e non può resistere senza consolare chi soffre, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia che io aspetto con piena fiducia della Tua immensa bontà.

Ave Maria

Sì sì, o Madre mia, Tesoriera di tutte le grazie, Rifugio dei poveri peccatori, Consolatrice degli afflitti, Speranza di chi dispera e Aiuto potentissimo dei cristiani, io ripongo in Te ogni mia fiducia e sono sicuro che mi otterrai da Gesù la grazia che tanto desidero, qualora sia per il bene dell’anima mia.

Salve Regina

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Corpus Domini (1891)

Posté par atempodiblog le 22 juin 2025

L’arte racconta
Corpus Domini (1891)
Paul Schad-Rossa, pittore tedesco 1862-1916

Corpus Domini (1891) dans Fede, morale e teologia Corpus-Domini

Il Corpus Domini. Nostro Signore Gesù Cristo realmente presente nel Santissimo Sacramento è portato in processione solenne in un piccolo villaggio di campagna.

Un repositorio coperto di fiori è stato preparato per riceverlo. Prima di ripartire, sotto il baldacchino tenuto dai notabili del luogo, il Sacerdote impartisce la benedizione. Tutti si inginocchiano per adorare in silenzio il loro Creatore e Salvatore.

Alcune ragazze vestite di bianco si danno i turni per portare la statua della Madonna. Fuori dall’inquadratura scelta dall’artista, si suppone che il corteo continui con il resto della popolazione, che sicuramente porta gli stendardi e la statua del patrono della cittadina.

Professare la fede non è solo un affare personale. Questo popolo è contento che la comunità in quanto tale onori Dio. E la religione, matrice di civiltà, produce una cultura che si esprime anche nelle manifestazioni di pietà popolare.

di Benoît Bemelmans – Radici Cristiane

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Maria, Santuario del Dio tre volte Santo

Posté par atempodiblog le 15 juin 2025

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Da Maria apprendiamo a credere nell’impossibile possibilità di Dio, nei miracoli del Suo amore, sapendo che Egli è fedele all’alleanza stabilita con noi nel Figlio, sempre pronto a dare risposta a chi credendo chiede, chiedendo ama ed amando spera.

La Madonna dei Miracoli ci ottenga questa fede audace, insistente e fiduciosa, che bussa al cuore divino e vi trova accoglienza misericordiosa e fedele.

Chiediamo, allora, con fiducia alla Vergine Madre di esaudire le suppliche che Le rivolgiamo, per sperimentare con Lei la risposta dell’amore eterno e sempre nuovo del Dio tre volte Santo, Signore dei miracoli copiosamente offerti a chi credendo ama e amando spera, anche contro ogni speranza:

Maria, Madre dei piccoli e dei poveri, volgi a noi lo sguardo della Tua tenerezza materna e coprici col manto della Tua misericordia.
In Te la terra e il cielo si sono incontrati nel dono dell’Amore incarnato di Dio.
Per la Tua intercessione e il Tuo esempio si compia in noi il miracolo della fede che accoglie, dell’amore che offre, della speranza che illumina i giorni.
Tu, Santuario del Dio tre volte Santo, aiutaci a essere tempio vivo della gloria del Padre, imitatori del Cristo nella grazia dello Spirito, che Ti coprì con la Sua ombra per abitare in noi, figli resi tali nel Figlio, e facci un giorno partecipi dell’eternità beata.
Amen. Alleluja!

+ Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti – Vasto

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Quel Rosario che unisce Leone XIII e il beato Longo

Posté par atempodiblog le 11 juin 2025

Quel Rosario che unisce Leone XIII e il beato Longo
di Vito Magno– Avvenire
Tratto da: Radio Maria

Quel Rosario che unisce Leone XIII e il beato Longo dans Apparizioni mariane e santuari Santo-Rosario

Terminato il mese di maggio, l’invito di Leone XIV a recitare ogni giorno il Rosario per la pace resta ed è stato accolto da diverse comunità cristiane.
La Madonna stessa ha raccomandato il Rosario nelle sue apparizioni e così hanno fatto i Papi dell’ultimo secolo. Proprio Leone XIII, di cui nei giorni scorsi si è ricordata l’attenzione verso la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale, è stato anche il Papa che più degli altri ha scritto encicliche sul Rosario; ben undici dal 1883 al 1898, tanto da meritarsi il titolo di “Papa del Rosario”. In realtà, alla sua epoca, maggio era “mariano” a tutti gli effetti, contrassegnato dalla recita del Rosario in famiglia, come sacramento supplementare per i duri impegni della vita. Le prime testimonianze che mettono in rapporto il mese appena trascorso e Maria risalgono al medioevo. A Chartres, in Francia, nel XII secolo, sorgeva una scuola di filosofia all’ombra di un santuario mariano molto rinomato. I filosofi locali riuscirono a convertire un gran numero di feste pagane, che si celebravano a maggio, in feste cristiane.

Nasce in quest’epoca il Rosario, come un insieme di Ave Maria da recitare ispirandosi, quanto al nome, alle ghirlande di rose con cui veniva ornata la statua della Vergine. Fu poi san Domenico di Guzman a propagare in tutta Europa la devozione. Da allora il cammino della fede cristiana è stato sempre costellato di anime anonime, ma non per questo meno grandi, che sono ricorse al rosario per meditare sul Vangelo, ma anche per trasmetterlo. Santa Teresina del Bambin Gesù ha pagine stupende sui Rosari recitati in famiglia, con lei sulle ginocchia del padre. San Pio X attribuiva la sua prima conoscenza del Vangelo ai Rosari e alle spiegazioni dei misteri che, nella stalla, al caldo, nelle lunghe notti invernali, mamma Margherita usava per tenere unita ed educare alla fede la famiglia Sarto.

Anche quest’anno il mese di maggio è stato l’occasione per riscoprire la spiritualità mariana attraverso la devozione popolare fatta soprattutto di pellegrinaggi ai santuari, che, a dire del Collegamento Santuari Italiani, hanno registrato un incremento di pellegrini grazie al Giubileo. Quello di Pompei, tra i più frequentati, conserva le spoglie del beato Bartolo Longo, di cui venerdì verrà annunciata la data di canonizzazione. Per Longo il Rosario era considerato uno strumento di sviluppo spirituale e sociale e come tale lasciò la sua personale testimonianza, con opere di carità rivolte agli orfani e ai figli dei carcerati. Nella Supplica alla Madonna di Pompei, da lui composta e che si è recitata l’8 maggio, il Rosario viene descritto con una metafora poetica, “la dolce catena che ci rannoda a Dio”. Ma in quel fine Ottocento di acceso anticlericalismo, neppure a Bartolo Longo fu facile promuovere la “dolce catena”. Lo si vedeva girare per Napoli con grosse corone e bussare casa per casa per raccogliere fondi per l’erigendo santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, non curante degli insulti e dei torsoli che gli venivano scagliati. Per propagare la devozione alla Madonna mediante il Rosario si inventò più di qualche iniziativa. Nel 1877 iniziò la pubblicazione dei “Quindici sabati”; nel 1883 compose la Supplica e l’anno successivo diede vita al bollettino “Il Rosario e la Nuova Pompei. Era convinto che il Rosario servisse ad affratellare i cristiani appartenenti a culture diverse. In questa convinzione va inquadrata l’attualità del Rosario, forse oggi meno praticato, ma non con minore intensità, del tempo in cui la corona scorreva tra le mani dei componenti di una famiglia insieme ai propri vicini di casa.

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Maria, Madre della Chiesa

Posté par atempodiblog le 9 juin 2025

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Con la sua fede nel momento dell’Annunciazione Maria è divenuta la Madre di Dio. Con la sua fede perseverante durante l’intero arco di una vita totalmente dedicata al Figlio, Maria è diventata la Madre della Chiesa.

Tratto da: La dottrina cattolica – Il Credo antimodernista di San Paolo VI, di Padre Livio Fanzaga. SUGARCO EDIZIONI

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Pentecoste

Posté par atempodiblog le 8 juin 2025

Pentecoste dell’anno 1938.
Mi sono alzata molto prima del solito e sono andata in cappella ad immergermi nell’amore di Dio. Prima di ricevere la santa Comunione ho rinnovato a bassa voce i miei voti religiosi. Dopo la santa Comunione si è impadronito di me l’inconcepibile amore di Dio.
La mia anima è stata in contatto diretto con lo Spirito Santo, che è lo stesso Signore, come il Padre ed il Figlio. Il Suo soffio ha riempito la mia anima di una tale gioia che invano mi sforzerei di descriverla, se volessi dare anche solo in parte un’idea di ciò che ha provato il mio cuore. Ovunque, per tutta la giornata, in qualunque parte fossi, con chiunque parlassi mi è stata compagna la viva presenza di Dio.
La mia anima si è immersa nel ringraziamento per queste grandi grazie.

Santa Faustina Kowalska

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Spirito Santo dimora in me stabilmente
O Spirito di Dio, Spirito di verità e di luce,
Dimora in me stabilmente con la Tua divina grazia,
Il Tuo soffio disperda le tenebre,
E nella Tua luce si moltiplichino le opere di bene.

O Spirito di Dio, Spirito di amore e di Misericordia,
Che infondi nel mio cuore il balsamo della fiducia,
La Tua grazia conferma nel bene la mia anima,
Dandole una forza invincibile: la perseveranza.

O Spirito di Dio, Spirito di pace e di letizia,
Che dai sollievo al mio cuore assetato,
Riversandovi la sorgente viva dell’amore di Dio,
E lo rendi intrepido per la battaglia.

O Spirito di Dio, ospite amabilissimo della mia anima,
Desidero da parte mia esserti fedele,
Sia nei giorni lieti, sia nello strazio delle sofferenze.

O Spirito di Dio, desidero vivere sempre alla Tua presenza.

O Spirito di Dio, che penetri nel mio essere da parte a parte,
E mi fai conoscere la Tua vita divina e trina
E mi sveli i misteri della Tua Essenza divina,
Unita a Te vivrò per l’eternità.

Santa Faustina Kowalska

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