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Due cuori che battono l’uno nell’altro

Posté par atempodiblog le 8 juin 2024

Due cuori che battono l’uno nell’altro
Si perviene al cuore del Figlio per mezzo del cuore della Madre
Tratto da: L’affidamento a Maria, di Padre Livio Fanzaga – Edizioni Ares

Due cuori che battono l'uno nell'altro dans Fede, morale e teologia Ges-e-Maria

Non si comprende nel suo straordinario valore la devozione al cuore immacolato di Maria (né la consacrazione a Esso richiesta dalla Madonna stessa), se non la si pone in rapporto con la devozione al cuore sacratissimo di Gesù. Queste due devozioni, che non hanno fatto che crescere nella Chiesa in questi ultimi secoli, sono fra loro intimamente connesse, al punto che l’una conduce necessariamente all’altra. Non è, infatti, possibile essere devoti del cuore immacolato di Maria senza approdare al cuore divino del Salvatore, sorgente della grazia e della vita eterna, alla quale anela ogni creatura, prima fra tutte la vergine Maria. Riguardo a questi due cuori vale in modo particolare la felice espressione di san Bernardo “Ad Jesum per Mariam”. Si perviene al cuore del Figlio per mezzo del cuore della Madre.

La consacrazione al cuore immacolato di Maria, che si è particolarmente diffusa in epoca moderna, è uno dei segni che questo è il tempo della Vergine e ha più di un semplice significato devozionale, legato al cammino spirituale mistico delle anime. La richiesta di consacrazione della Russia, che la Madonna ha fatto a Fatima perché questa nazione potesse convertirsi e perché potesse esser evitata la seconda guerra mondiale, sta a indicare il grande valore salvifico che la Divina Sapienza ha posto nella devozione al cuore della Madre della Chiesa e dell’umanità. Tuttavia il cuore di Maria è solo un tramite. In quel mare di infinita purezza e di splendore senza macchia le nostre miserie e ferite vengono sanate e purificate perché noi possiamo essere donati, come nuove creature, al cuore divino del Verbo Incarnato.

Chi ha la grazia di immergersi nel cuore di Maria si troverà ad ardere di amore per il cuore di Gesù. La ragione di questo miracolo risiede nella stessa natura del cuore della Piena di Grazia. Ti sei mai chiesto a chi Maria ha donato tutta sé stessa? Fin dal momento dell’Incarnazione il cuore del Figlio e quello della Madre sono stati una cosa sola. L’amore reciproco li ha fusi insieme; il cuore, come l’amore, esiste per essere donato. Maria ha donato il suo a Gesù e, dal momento in cui il Verbo Incarnato ne ha avuto uno, quello di Maria ha dimorato in esso. Possiamo affermare con certezza che i cuori di Gesù e di Maria battono l’uno nell’altro e che è impossibile separarli.

Questi fiumi di grazia e di amore, che sono le due devozioni ai sacri cuori, in realtà non sono che un unico grande fiume che ha atto fiorire meraviglie di spiritualità nel corso dei secoli. La fonte di ogni grazia è senza dubbio il cuore divino di Gesù Cristo, dal quale attinge anche il cuore immacolato di Maria. L’intento della Madonna, quando raccomanda la consacrazione al suo cuore immacolato, è quella di donarci a Gesù rivestiti della sua purezza e del suo amore. Ella vuole raccoglierci tutti nel suo cuore perché possiamo essere, con lei, una sola cosa nel cuore divino del Salvatore: “Desidero”, afferma la Regina della pace nel messaggio dato a Medjugorje il 25 luglio 1999, “che il mio cuore e il cuore di Gesù e il vostro cuore si fondano in un unico cuore di amore e di pace”.

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Cuore Immacolato di Maria

Posté par atempodiblog le 8 juin 2024

Cuore Immacolato di Maria
La devozione al Cuore Immacolato di Maria ha superato vari ostacoli, radicandosi anche attraverso alcune delle più grandi manifestazioni mariane della storia, con in testa Fatima. Dove la Madonna chiese la Comunione riparatrice nei primi sabati del mese
a cura di Ermes Dovico – La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Radio Maria

Cuore Immacolato di Maria dans Apparizioni mariane e santuari Sacro-Cuore-di-Maria

Il giorno dopo la solennità del Sacro Cuore di Gesù, la Chiesa celebra la memoria liturgica del Cuore Immacolato di Maria, attendendo con salda speranza il compimento della promessa fatta dalla Madre Celeste ai tre pastorelli di Fatima: “Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà”. Sarà questo trionfo il preludio al tempo di pace “per quanti diranno di  a mio Figlio”, prima dell’ultimo combattimento escatologico che si concluderà con il secondo, definitivo e glorioso avvento dell’Agnello, Nostro Signore Gesù Cristo, come profetizzato da san Giovanni Evangelista nell’Apocalisse. La Madre e il Figlio, dunque, i cui Sacri Cuori sono così intrecciati e perfettamente uniti nello stesso mistero di salvezza da non poter essere separati. Lo insegnava già san Giovanni Eudes (1601-1680), fondatore della Congregazione di Gesù e Maria, il quale fu il primo a celebrare con i suoi confratelli le feste del Sacro Cuore e del Cuore Immacolato.

Le rivelazioni di Gesù a santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) furono poi il più potente impulso alla devozione al Sacro Cuore, che si diffuse nonostante l’ostilità dell’eresia giansenista. Il radicamento del culto al Cuore Immacolato di Maria passerà, anch’esso superando vari ostacoli, attraverso alcune delle più grandi manifestazioni mariane della storia. Come l’apparizione del 27 novembre 1830 a santa Caterina Labouré, che dopo aver contemplato la figura radiosa dell’Immacolata vide apparire i Sacri Cuori di Gesù e Maria, il primo coronato di spine, il secondo trafitto da una spada, oltre a una M intersecata dalla I di Iesus e sormontata da una croce, con tutto intorno 12 stelle. È l’immagine divenuta celebre con la diffusione della Medaglia Miracolosa, lo straordinario compendio di simboli disseminati in tutte le Sacre Scritture e che ricordano in particolare la partecipazione di Maria all’opera redentrice del Figlio. Questa mirabile partecipazione, che fa di Maria la Corredentrice, è già implicita nelle parole rivolte da Dio a Satana subito dopo il peccato originale (Gn 3, 15), è espressa poi nella profezia di Simeone (“E anche a te una spada trafiggerà l’anima”; Lc 2, 35) e culmina nel segno grandioso della Donna vestita di sole (Ap 12).

Questo disegno divino, in cui il dolore acquista senso e diventa tutt’uno con l’Amore, è proseguito con Fatima. Qui, il 13 giugno 1917, la Madonna comunicò alla piccola Lucia dos Santos (1907-2008) la sua missione: “Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”. Il 10 dicembre di otto anni più tardi, Lucia, già in convento, vide Maria e al suo fianco Gesù Bambino, che le disse: “Abbi compassione del Cuore Immacolato della tua Santissima Madre, ricoperto delle spine che gli uomini ingrati in tutti i momenti vi infiggono, senza che ci sia chi faccia un atto di riparazione per strapparle”. Fu allora che la Vergine fece a Lucia la solenne promessa sulla Comunione riparatrice dei cinque sabati: “A tutti coloro che per cinque mesi, al primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per 15 minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

Nel 1944 la memoria liturgica venne estesa da Pio XII a tutta la Chiesa, a ricordo della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria, operata due anni prima dallo stesso pontefice su invito della beata Alexandrina Maria da Costa. La celebrazione, inizialmente stabilita al 22 agosto, nell’Ottava dell’Assunta, venne spostata al giorno attuale (il primo sabato dopo il Sacro Cuore di Gesù) dalla riforma del 1969, con il grado di memoria facoltativa, poi resa obbligatoria da san Giovanni Paolo II. La liturgia ci ricorda che Maria, sede della Sapienza, meditava nel silenzio quotidiano la volontà divina e “custodiva tutte queste cose nel suo cuore”. La Madre Celeste ha assecondato ogni ispirazione della Grazia. Proprio per questo è necessario imitarla e combattere al suo fianco contro il male, affinché Lei e il Figlio possano regnare – come diceva san Massimiliano Maria Kolbe – “in ogni cuore che batte sulla terra”. In vista della gloria eterna.

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