Solennità che prevalgono sulla domenica

Posté par atempodiblog le 6 janvier 2018

Solennità che prevalgono sulla domenica
Quando si celebrano le “festività del Signore” la liturgia è diversa da quella ordinaria
di Edward McNamara – Zenit
[Traduzione dall’inglese 
a cura di Maria Irene De Maeyer]

Solennità che prevalgono sulla domenica dans Fede, morale e teologia Solennit_che_prevalgono_sulla_domenica

Nella sua rubrica settimanale di liturgia, padre Edward McNamara LC, professore di Liturgia e Decano di Teologia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma, risponde oggi a un lettore statunitense.

Ogni 29 giugno la Chiesa celebra la solennità dei Santi Pietro e Paolo, anche quando questa data cade di domenica. Se non erro, la festività della Dedicazione della Basilica Lateranense a Roma ha la caratteristica di “prendere il posto” della normale celebrazione della domenica qualora capiti in quel giorno. Eppure altre solennità e festività che sembrano avere una maggiore importanza dottrinale e spirituale di queste – nello specifico quelle della B.V. Maria – nel caso cadano di domenica, vengono spostate al sabato precedente o al lunedì successivo. Vista l’importanza della domenica nel nostro credo, su quale base viene stabilito quali celebrazioni hanno la precedenza sulla domenica e quali no? – A.H., New York (USA)

Questa domanda dimostra nuovamente che ciò che può sembrare ovvio a chi ha quotidianamente a che fare con questioni liturgiche, non necessariamente è così chiaro al fedele comune. Questa è davvero una buona domanda da parte di un attento cattolico, e ci ricorda che talvolta è bene spiegare questi concetti che creano facilmente confusione.

Il calendario liturgico si è sviluppato nel corso dei secoli ed è stato organizzato in varie modalità differenti. Per molte ragioni la celebrazione liturgica delle preghiere proprie della domenica, specialmente al di fuori dei periodi più importanti, è stata costantemente sul punto di venir sostituita dalle celebrazioni dei santi e delle devozioni più popolari. In varie occasioni la Chiesa è dovuta intervenire per ripristinare il ruolo centrale che la celebrazione domenicale dovrebbe occupare nella devozione dei fedeli.

I tentativi più recenti sono le norme attuali promulgate dopo il Concilio Vaticano II. Queste stabiliscono una nuova gerarchia delle festività e celebrazioni e una nuova tabella dei giorni liturgici che indica la precedenza di una festa sull’altra. La divisione principale di queste celebrazioni è fra solennità, feste, memorie obbligatorie e memorie facoltative.

È stato fatto anche uno sforzo per rinforzare la celebrazione della domenica, che d’ora in poi potrà essere soppiantata solo da celebrazioni maggiori .

Sulla tabella, le domeniche dei tempi liturgici maggiori di Avvento, Quaresima e Pasqua hanno il grado più alto rispetto alle solennità, perciò le solennità che cadono di domenica vengono normalmente trasferite.

Dal momento che l’Immacolata Concezione cade durante l’Avvento, viene perciò spostata, ad eccezione di alcuni Paesi come Spagna e Italia, in cui è anche una festività pubblica ed è sempre celebrata l’8 dicembre.

Questo avviene a volte per San Giuseppe e l’Annunciazione, che capitano sempre durante la Quaresima o il periodo pasquale. Infatti l’anno prossimo, in cui l’Annunciazione cadrà il giorno di Venerdì Santo, essa verrà trasferita a dopo l’ottava di Pasqua e verrà celebrata lunedì 4 aprile.

Alcuni paesi ricevono dalla Santa Sede una speciale eccezione alla regola generale su una base ad hoc. Per esempio, ai vescovi messicani viene quasi sempre dato il permesso di celebrare Nostra Signora di Guadalupe, il 12 dicembre, anche nel caso coincida con una domenica di Avvento. Questo permesso non viene esteso oltre le frontiere nazionali.

Per le domeniche del periodo natalizio e del tempo ordinario, le norme sono meno rigide. Anche in questo caso, tuttavia, solo le solennità e le festività del Signore prendono il posto della domenica. Tutte le altre feste e memorie vengono omesse quando coincidono con il Giorno del Signore.

Questo è il motivo per cui la solennità dei Santi Pietro e Paolo prende il posto della domenica; lo stesso avviene per ogni altra solennità di questo tipo, anche nel caso non si tratti di un giorno di precetto (come ad esempio la Natività di san Giovanni Battista, il 24 giugno). Questo è vero anche per le solennità proprie, come ad esempio la Festa del Patrono della parrocchia, sia se coincide con la domenica sia se viene trasferita alla domenica più prossima del tempo ordinario.

Anche la speciale categoria delle “festività del Signore” ha la precedenza sulla domenica. Queste si differenziano dalle solennità, in quanto vengono celebrate come festa (il che significa che vengono officiate con il Gloria, ma solamente con due letture e niente Credo) a meno che non coincidano con la domenica o vengano comunque normalmente celebrate di domenica.

Si tratta delle seguenti feste:

– il Battesimo del Signore, che viene celebrato la prima domenica dopo il 6 gennaio (o, laddove la solennità dell’Epifania venga trasferita alla domenica che cada il 7 o l’8 gennaio, il lunedì successivo);

– la Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, celebrata la domenica nell’ottava di Natale, oppure, se non c’è una domenica, il 30 dicembre;

– la Presentazione del Signore, celebrata il 2 febbraio;

– la Trasfigurazione del Signore, celebrata il 6 agosto;

– l’Esaltazione della Santa Croce, celebrata il 14 settembre (in alcuni Paesi, in particolare dell’America Latina, viene celebrata il 3 maggio per ragioni storiche e pastorali);

– la Dedicazione della Basilica Lateranense, celebrata il 9 novembre.  Questa è una festività del Signore perché la basilica era dedicata dapprima al Santissimo Salvatore, il cui nome ufficiale finora è “Sacrosanta Cattedrale Papale Arcibasilica Romana Maggiore del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano”. Le dedicazioni a San Giovanni Battista e a San Giovanni Evangelista furono aggiunte rispettivamente nel X e XII secolo.

Nessun’altra festività o memoria può il prendere il posto della domenica, eccetto il caso speciale del 2 novembre, commemorazione dei fedeli defunti.

In caso di grave necessità, un vescovo può dare l’ordine o permettere che si celebri una Messa speciale in una domenica di tempo ordinario, come ad esempio una Messa per la pace in un periodo di grande crisi.

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Le feste di precetto
di Padre Angelo Bellon

Le feste di precetto sono dieci in tutto e sono menzionate nel Codice di Diritto Canonico, can. 1246, 2.
Sono le seguenti:
Natale, Epifania, Ascensione, Corpus Domini, Madre di Dio (I gennaio), Immacolata Concezione, Assunzione, S. Giuseppe, SS. Pietro e Paolo, Ognissanti.

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Il 6 ed il 7 gennaio 2018 si deve partecipare alla Santa Messa
dal forum di Cattolici Romani

Se per vari motivi riuscissi a partecipare alla messa solo la sera nel caso del 6/1 (Epifania del Signore) adempirei al precetto della Solennità?
Sì, perché l’Epifania, [...] cadrà di sabato, è solennità, quindi anche nelle ore vespertine verrà celebrata la Messa propria, non quella della domenica seguente.

Quindi la domenica sera dovrei partecipare alla Messa?
Sì.

E se riuscissi ad andare solo il venerdì e il sabato (partecipando quindi due volte alla Messa dell’Epifania?)
Non adempiresti il precetto domenicale, perché, come ho detto sopra, al sabato sera assisteresti comunque alla Messa dell’Epifania e non a quella della domenica.

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