La Signora dei popoli di Amsterdam

Posté par atempodiblog le 2 janvier 2018

La Signora dei popoli di Amsterdam
di Diego Manetti – La nuova Bussola Quotidiana

La Signora dei popoli di Amsterdam dans Apparizioni mariane e santuari Signora_di_tutti_i_popoli

La traccia mariana che andiamo a esaminare insieme questa volta cari amici è davvero particolare poiché non si tratta di un santuario già esistente bensì della richiesta di edificarne uno. Intendo dire che ciò di cui ci occuperemo è un’apparizione mariana – come tante ne abbiamo fin qui viste, essendo le apparizioni mariane il primo passo, se così possiamo dirlo, che il Cielo compie per manifestarsi in terra, primo passo in risposta del quale gli uomini del tempo edificano poi un santuario come ricordo e segno della devozione e pietà mariane lì sviluppatesi, spesso ottemperando con tale opera di edificazione a una precisa richiesta della Vergine che domanda che, laddove Lei è apparsa, venga costruito un edificio sacro come memoria della sua venuta e come prolungamento della sua presenza tra gli uomini, al fine di offrire un luogo in cui i pellegrini possano ritrovarsi per offrire le loro preghiere, necessità e intenzioni a Dio per intercessione della Madonna. Orbene, per quanto vedremo questa volta, non potremo trattare del santuario corrispondente poiché ancora se ne attende l’edificazione, pur avendo ottenuto le apparizioni in questione ufficiale riconoscimento di soprannaturalità da parte della autorità ecclesiastica competente.

Superiamo dunque ogni indugio e andiamo ai fatti. Ci troviamo ad Amsterdam, negli anni tra il 1945 e il 1959. É in questo lasso di tempo, circa 14 anni, che la Madonna appare a una donna del posto, Ida Peerdeman, presentandosi con il titolo di “Signora di tutti i popoli”. Durante le apparizioni la Vergine affida alla veggente diversi messaggi e in particolare una preghiera, rivelata nel 1951, che ottiene l’imprimatur da parte del vescovo di Amsterdam, mons. J. Huibers, nel corso dello stesso anno.  La Commissione d’indagine nominata dallo stesso vescovo nel 1956 ha reso noto un primo giudizio sul fenomeno delle apparizioni a Ida Peerdeman, secondo il quale non era possibile affermare che si trattasse di eventi soprannaturali, precisando però che si trattava di un fenomeno ancora in corso (le apparizioni avranno infatti termine solo nel 1959). Il diffondersi della devozione alla Signora di tutti i popoli aveva reso necessario un pronunciamento mentre ancora le apparizioni perduravano, giungendo a emanare disposizioni di ordine cultuale che vietavano la venerazione pubblica (pur avendo riconosciuto, lo abbiamo già detto, la bontà della preghiera rivelata dalla Madonna nel 1951). Negli anni successivi si raccolsero le nuove esperienze della veggente, mentre il Sant’Ufficio (l’attuale Congregazione per la Dottrina della fede) confermava nel 1957 il giudizio della Commissione d’indagine pronunciato l’anno prima.

A beneficio dei lettori può essere utile ricordare a questo punto le possibili varianti del giudizio esprimibile dalla Commissione ecclesiastica diocesana incaricata di pronunciarsi sul fenomeno. Qualora ci siano elementi per affermare con decisione che non si tratta di un evento soprannaturale, bensì di un fenomeno interamente riconducibile alle dinamiche della psicologia umana, allora si può affermare che in merito al tutto constat de non supernaturalitate, cioè si constata la non soprannaturalità delle apparizioni in questione. Qualora invece non vi siano elementi per dubitare della origine soprannaturale di tali apparizioni, ma neppure si disponga di sufficienti argomenti probatori, ecco che si sceglie la formula del non constat de supernaturalitate, come a dire: al momento non si rilevano evidenti elementi di soprannaturalità, benché non si escluda che a un ulteriore esame questi possano emergere. Infine, quando fossero condotte analisi e valutazioni tali da portare a ritenere indubitabile l’origine soprannaturale delle apparizioni, si può giungere al definitivo giudizio di constat de supernaturalitate, mediante il quale si intende acclarata e affermata la soprannaturalità del fenomeno stesso.

Orbene, nel caso di Amsterdam, nel 1956 la commissione diocesana d’indagine e poi nel 1957 il Sant’Uffizio affermarono la seconda formula, quella – diremmo – attendista e possibilista del non constat de supernaturalitate. A questo giudizio si riferì il Sant’Ufficio per ribadire nel 1961 che non scorgeva l’esigenza di una riapertura dell’indagine, e così pure fece nel 1967 di fronte ad analoga richiesta diocesana. Ancora nel 1974 il vescovo di Amsterdam, mons. Zwartkruis, successore di Mons. Huibers, ribadì tale giudizio, limitandosi a ricordare le puntualizzazioni di ordine disciplinare risalenti al suo predecessore in merito al divieto della venerazione pubblica. Il successore episcopale, mons. H.J.A. Bomers, promosse nuove ricerche sulle apparizioni di Amsterdam. Sotto il suo vescovado morì la veggente Ida Peerdeman, il 17 giugno 1996, pochi giorni dopo che lo stesso monsignore, dopo aver consultato la Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva autorizzato la venerazione pubblica, il 31 maggio 1996, senza però pronunciarsi sull’autenticità del fenomeno, in merito al quale si restava al “non constat de” del 1956. Divenuto vescovo di Amsterdam mons. J. Punt nel 1998, alla luce della scomparsa della veggente e della diffusione a livello mondiale della devozione alla Signora di tutti i popoli, ritenne di avviare una nuova investigazione, ormai a oltre 50 anni dall’inizio del fenomeno. Studiati tutti i documenti, eseguite attente perizie, unendo a tutto ciò preghiera e profondità di valutazione teologica, mons. Punt è giunto alla conclusione che le apparizioni di Amsterdam sono soprannaturali, come ufficialmente dichiarato il 31 maggio 2002: «Come vescovo di Haarlem/Amsterdam mi è stato chiesto di pronunciarmi riguardo l’autenticità delle apparizioni di Maria come Signora di tutti i Popoli ad Amsterdam durante gli anni 1945-1959. … abbiamo permesso la pubblica venerazione nel 1996. … ed io constato che questa devozione ha preso posto nella vita di fede di milioni di fedeli sparsi nel mondo e che viene sostenuta molti vescovi. Mi sono state anche riportate testimonianze di conversione e di riconciliazione, come anche di guarigione e di particolare protezione. Nel pieno riconoscimento della responsabilità della Santa Sede, è in primo luogo compito del vescovo locale pronunciarsi, secondo coscienza, sull’autenticità delle rivelazioni private che stanno avvenendo o che sono avvenute nella propria diocesi. … Considerando questi pareri, testimonianze e sviluppi, e ponderando tutto questo nella preghiera e nella riflessione teologica, tutto ciò mi conduce alla constatazione che nelle apparizioni di Amsterdam c’è un’origine soprannaturale. … E’ mia sincera convinzione che la devozione alla Signora di tutti i Popoli ci può aiutare, nella drammaticità del nostro tempo, a trovare la giusta via, la via verso una nuova e particolare venuta dello Spirito Santo, Lui che solo può sanare le grandi piaghe del nostor tempo».

Ecco, credo che questa dichiarazione del 31 maggio 2002 ci permetta di guardare con un rinnovato interesse alle apparizioni di Amsterdam. Da una parte esiste, infatti, un riconoscimento ufficiale dell’autorità ecclesiastica competente che, per quanto non vincolante per il singolo fedele, è utile indicazione della credibilità e bontà del fenomeno per quanti desiderano praticarne la relativa devozione. Inoltre, appare in tutta la sua drammatica attualità il riferimento all’angoscioso tempo presente in cui gli uomini paiono aver smarrito la strada, perdendosi sulla via del male, dell’errore, della menzogna, della morte, necessitando oggi più che mai di una nuova Pentecoste, di un rinnovato dono dello Spirito Santo che illumini e guidi questa umanità che ormai pare giunta a quel bivio radicale, più volte indicato da san Giovanni Paolo II, in cui l’uomo è chiamato a scegliere tra la vita e la morte, tra Dio e se stesso. Questi sono i motivi che ci portano a esaminare le apparizioni della Signora dei Popoli ad Amsterdam, benché ad esse non abbia fatto (ancora) seguito l’edificazione del santuario richiesto dalla Madonna.

Partiamo dunque dai fatti. E lo facciamo presentando brevemente la figura della veggente, Ida Peerdeman. Ultima di cinque figli, nasce il 13 agosto 1905 ad Alkmaar. Rimasta orfana di madre all’età di otto anni, si trasferisce con la famiglia ad Amsterdam nel 1913. Le apparizioni del 1945 sono state preparate da esperienze mistiche occorse a Ida quando ancora era una ragazzina. Basti pensare che a soli 12 anni, il 13 ottobre 1917 – mentre in quel di Fatima si concludevano le apparizioni della Signora del Rosario con il grandioso segno del miracolo del sole dinnanzi a 70.000 fedeli – mentre rincasava vide sulla strada una “bianca signora”. Subito pensa trattarsi della Vergine Maria. La visione si ripete anche nei due sabati successivi.  Altre esperienze straordinarie furono le visioni che Ida ebbe durante la seconda guerra mondiale, quando poteva assistere a episodi e fatti bellici a distanza. Il tutto fino al 25 marzo 1945, quando le apparve nuovamente quella che riconobbe essere al “bianca Signora” di tanti anni prima. Prima di entrare nel vivo delle apparizioni e dei messaggi, possiamo ancora dire che la vita di Ida fu condotta all’insegna di una profonda normalità, lavorando per circa 30 anni come semplice impiegata d’ufficio, senza che alcuno – tranne i parenti più stretti – sapesse che lei era la veggente di Amsterdam. Un cambiamento si registra invece dal 1970, quando il dipinto della Signora dei Popoli – realizzato secondo le richieste e le indicazioni della stessa Vergine Santissima – viene trasferito nella casa della veggente, in via Diepenbrock, e Ida comincia a mostrarsi più frequentemente in pubblico, al punto che nel 1976 si decide l’edificazione di una cappella presso la sua abitazione, cappella che rappresenta il luogo sacro di riferimento per le apparizioni anche oggi, in attesa che venga edificato il santuario richiesto, come già detto. Gli ultimi anni di vita della Peerdeman furono segnati da sofferenze – fisiche e morali – come aveva predetto la Madonna e dal graduale peggioramento delle condizioni di salute, fino alla morte sopraggiunta il 17 giugno 1996, all’età di 90 anni.

Abbiamo dunque detto che tutto ebbe inizio il 25 marzo 1945, con la prima apparizione. Leggiamo il racconto reso dalla stessa veggente per rivivere insieme a lei l’inizio delle apparizioni: «Era il 25 marzo 1945, festa dell’Annunciazione dell’angelo a Maria. Le mie sorelle ed io eravamo sedute nella stanza e parlavamo tra noi. Ci trovavamo vicino alla stufa cilindrica di ferro. Era tempo di guerra e un inverno di fame. Quel giorno padre Frehe (che sarà direttore spirituale e confessore della veggente dal 1917 fino alla sua morte, nel 1967, nda) si trovava in città e venne a farci una breve visita. Improvvisamente, mentre parlavamo, mi sentii attratta nell’altra stanza, dove vidi sorgere una luce. Mi alzai e dovetti muovermi verso quella luce. La parete sparì dai miei occhi assieme a tutto ciò che si trovava nella stanza. Era un mare di luce e un vuoto profondo, dal quale vidi a un tratto emergere una figura femminile. Dalla mia posizione la vedevo in alto a sinistra. Indossava un lungo abito bianco con una cintura ed era molto femminile. Era in piedi con le bracci aperte, i palmi delle mani rivolti verso di me. Mentre la osservavo ebbi uno strano sentimento. Pensai che doveva essere la Santa Vergine, non poteva essere altro. All’improvviso la figura inizia a parlarmi e dice: “Ripeti quello che ti dico!”. Comincio dunque a ripetere ogni sua parola. (Questo ricorda quanto accadrà anche a Kibeho, dal 1981 al 1989, dove la ripetizione delle parole della Vergine favorirà la puntuale trascrizione dei messaggi e delle visioni; lo stesso avviene per Ida Peerdeman. nda). Parla molto lentamente. Alza dapprima tre dita, poi quattro e in seguito tutte cinque, dicendomi: “Il 3 significa marzo, il 4 aprile e il 5 il 5 maggio” (questa è la profezia della liberazione del Paesi Bassi, avvenuta il 5 maggio 1945. nda). Le mie sorelle e padre Frehe si erano raccolti attorno a me. Quando iniziai a palare, il sacerdote diceva a una mia sorella: “Scrivi ciò che dice!”. Dopo che avevo ripetuto alcune frasi, udii padre frehe dirmi: “Ascolta, domanda chi è”. E così le chiedo: “Lei è Maria?”. La figura mi sorride e risponde: “Mi chiameranno Signora, Madre”. (…) Dopo scompare la luce e vidi nuovamente tutto ciò che si trovava nella stanza, così com’era sempre stato».

Ecco, questo è l’inizio di una serie di apparizioni che porterà la veggente a ricevere 56 messaggi e visioni. I messaggi possono essere divisi in 3 sezioni: una prima che comprende 23 messaggi, dati tra il 1945 e il 1950, nei quali la Vergine presenta la situazione della Chiesa e del mondo relativa alla seconda metà del XX secolo; quindi una seconda sezione, comprendente i 27 messaggi successivi al 1 novembre 1950, quando Pio XII procamò il dogma della Assunzione di Maria al Cielo: in questi messaggi emerge progressivamente il piano divino che la Signora dei Popoli è venuta a realizzare per salvare il mondo, offrendo a tal fine una speciale preghiera e una immagine di sé, chiedendo che entrambe vengano diffuse nel mondo. Ancora, in questa fase si spiega quello che, a detta della Vergine, sarà l’ultimo dogma mariano ovvero quello della definizione di Maria come “Corredentrice, Mediatrice, Avvocata”. Infine, una terza sezione con gli ultimi messaggi – 6 in tutto – che, una volta all’anno, il 31 maggio, la veggente riceve dal 1955 al 1959, fino al congedo della Signora dei Popoli che conclude il suo ciclo di apparizioni con le parole: «Addio, ci rivedremo in Cielo»

Di questa terza serie di messaggi, significativo pare quello straordinario del 19 febbraio 1958, in cui la Madonna predisse a Ida che papa Pio XII sarebbe stato accolto in Cielo «all’inizio di ottobre». La veggente trascrisse il messaggio e lo consegnò in busta sigillata al proprio confessore, p. Frehe, dicendogli che si trattava di una profezia importante. Il giorno della morte di Pio XII, il 9 ottobre 1958, Ida avvisò p. Frehe che la profezia si era realizzata, consegnandogli copia a carbone della lettera contenuta nella busta sigillata. Lettone il contenuto, il confessore si affrettò a inviare la busta sigillata a Roma.

Cerchiamo ora di presentare alcuni dei messaggi più significativi, attraverso l’esame delle predette sezioni, senza però dimenticare che si tratta di una suddivisione puramente umana che vale fino a che aiuta a penetrare meglio il fenomeno soprannaturale ma che non deve in alcun modo far dimenticare la profonda unitarietà e continuità sussistente nell’ambito dei 56 messaggi dati dal 1945 al 1959. Partiamo dunque dai primi messaggi, che descrivono, antiicpandola, la situazione della Chiesa e del mondo nella seconda metà del Novecento. Per il loro forte valore profetico e i contenuti altamente simbolici, non è facile cogliere il corretto significato delle visioni e delle parole affidate dalla Vergine a Ida. Possiamo però trovare importanti profezie che avrebbero ricevuto una conferma storica negli anni successivi. Così, ad esempio, nel secondo messaggio, del 21.04.1945, la veggente assiste a una scena di persone in procinto di emigrare: «Capisco interiormente», è Ida a scrivere, «è l’Esodo degli Ebrei. Mentre la Signora mi indica l’Esodo, dice: “Ma Israele risorgerà”». Questo riferimento a Israele trova effettivamente conferma nella istituzione dello Stato indipendente di Israele il 14 maggio 1948. Ancora, viene predetto l’affermarsi del comunismo in Cina. Si tratta del 5° messaggio, del 7 ottobre 1945:«Vedo la Cina con una bandiera rossa». E così averrà nel 1949. Mentre il mondo intero respira l’aria positiva della ricostruzione post-bellica, che infonde ottimismo e fiducia nelle masse, la Madonna viene ad Amsterdam ad annunciare i gravi pericoli che incombono sulla Chiesa e sul mondo, sempre più avviato verso il rischio dell’autodistruzione. É un mondo che sempre più abbandona Gesù e la sua croce, come la Vergine ribadisce ancora nel 5° messaggio, del quale Ida dice: «Ora vedo una figura luminosa, con un abito lungo, che ci precede. É una figura maschile, completamente trasfigurata. Quest’uomo trascina una croce grandissima, che strascica letteralmente sul suolo. Non vedo il suo viso. È tutto un fascio di raggi. Va con la croce per il mondo ma nessuno lo segue. “Solo!” esclama la Signora. Percorre da solo questo mondo che va di male in peggio fino a quando, a un certo momento, accadrà qualcosa di molto grave e, d’un colpo, la croce si troverà al centro. Dovranno vederla, che lo vogliano o no». In questa profezia della croce al centro del mondo, si potrebbe trovare un rimando al terzo segreto di Medjugorje e al bellissimo segno promesso dalla Regina della Pace sul monte Podbrdo. Tra le profezie che troveranno successiva conferma, pare potersi leggere anche un riferimento allo sbarco dell’uomo sulla Luna, che sarebbe effettivamente avvenuto il 21 luglio 1969. Si tratta del 7° messaggio, del 7 febbraio 1946: «Mi sembra di trovarmi con la Signora sulla sommità del globo terrestre. Ella m’invita a guardare davanti a me e vedo nettamente la luna. Vi è qualcosa che giunge in volo e che scende sulla luna. Dico: “C’è qualcosa che arriva sulla Luna”»

Nei messaggi successivi la Vergine profetizza disastri per l’Europa, catastrofi naturali, calamità, ribadendo però che esiste una sola Via per la salvezza del mondo, cioè suo figlio Gesù, come afferma nel 9° messaggio del 29 marzo 1946: «Ritornate dapprima a Lui, soltanto allora ci sarà la vera pace». La prospettiva della speranza non viene mai meno, come pure la Madonna non manca di precisare che i peggiori disastri verranno dalla mano stessa dell’uomo se questi non si converte, come dice nell’11° messaggio del 4 gennaio 1947: «Questo è il mondo futuro, è molto duro. Si distruggerà da se stesso».

Le predizioni toccano quindi le divisioni tra i popoli orientali, la crisi interna alla Chiesa, i conflitti di politica ecclesiale, fino a indicare chiaramente che la perdita della fede produrrà disastri in tutto il mondo. In questo scenario l’unico rimedio possibile è tornare alla preghiera, come la Madonna afferma nel 18° messaggio del 19 novembre 1949: «Devono pregare maggiormente. Devono pregare per arrestare la corruzione! Il mondo intero si annienterà da se stesso se non lo fanno!». Dinnanzi a queste profezie, a tratti inquietanti, la veggente chiede conferma della identità della Signora, come suggeritole dal padre Frehe. A questa domanda Ella sorride, dicendo: «Il tuo direttore spirituale deve crederti. Dispone di prove sufficienti (alcune delle profezie si erano già avverate, come la creazione dello Stato di Israele del 2° messaggio, nda). Egli non deve preoccuparsi oltre… Non posso per adesso dire di più. Con gli anni tutto si avvererà. Digli questo». A queste parole – è il 19° messaggio, del 3 dicembre 1949 – la veggente si spaventa e si chiede quanto ancora sarebbe durato tutto quello… Nel profetizzare le diverse calamità che potranno colpire il mondo se l’umanità non si converte, la Vergine non manca di richiamare Cristo come unica Via di salvezza, come nel 20° messaggio, del 16 dicembre 1949: «La Signora mette una croce nella mia mano e dice, indicando se stessa: “Non io, ma la croce”». Si arriva così al 23° messaggio, del 15 agosto 1950, in cui la Madonna, a Ida che le chiede «come devo chiamarti», risponde: «Dì loro semplicemente: la Signora». E conclude con un messaggio di speranza: «Devi annunciare questo: Cristianità, non conosci il grande pericolo che ti sovrasta. Vi è uno spirito che intende infiltrarsi in te. Ma – e con la mano fa il segno benedicente – la vittoria è nostra!».

Siamo giunti così a quell’evento che possiamo leggere un po’ come spartiacque tra la prima e la seconda fase delle apparizioni, vale a dire la proclamazione del dogma dell’Assunzione di Maria ad opera di Pio XII il 1 novembre 1950. Due settimane dopo, nel 24° messaggio, del 16 novembre 1950, la Vergine rivela il piano celeste che desidera realizzare: «Vedo la Signora ritta su un globo terrestre. Indica il globo e mi dice: “Figlia, sto su questo globo perché desidero essere chiamata la Signora di tutti i popoli”». La Vergine stessa conferma a Ida di aver preparato questa sua venuta con le apparizioni (o meglio, visioni) che ella ebbe quand’era ancora una ragazzina. Nell’aniversario delle apparizioni di Lourdes, l’11 febbraio 1951, la veggente riceve il 27° messaggio, nel quale la Madonna le dice: «Sono la Signora, Maria, Madre di tutti i popoli. Puoi dire: la Signora o la Madre di tutti i popoli, che una volta era Maria. Vengo proprio per dirti che è questo che voglio. Gli uomini di tutti i Paesi devono essere uniti… Il mondo intero è in trasformazione». A conferma dei cambiamenti che stanno per interessare non solo il mondo ma anche la Chiesa, a Ida viene presentata una visione del Papa riunito con tutti i vescovi, immagine che più tardi ella riconoscerà corrispondere a una delle sessioni del Concilio Vaticano II (1962-1965).

Nello stesso messaggio, la Madonna appare d’un tratto avvolta da una luce più intensa e, raccolta in orazione dinnanzi alla croce, dà alla veggente la seguente preghiera: “Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, manda ora il Tuo Spirito sulla terra. Fa’ abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli, affinché siano preservati dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra. Che la Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria, sia la nostra Avvocata. Amen”. Si tratta di una breve preghiera che però compendia il messaggio della Signora di tutti i popoli: Ella è qui come mediatrice, per intercedere presso Suo Figlio e ottenere il dono dello Spirito Santo per il mondo. Notiamo come sia una orazione di ampio respiro, dal sapore trinitario, poiché tutte le persone divine sono citate: il Figlio, il Padre e lo Spirito Santo. Si parla poi di tutti i popoli, alludendo all’umanità intera per la quale la Vergine è venuta nel mondo più e più volte, portando il messaggio del Figlio che già risuonava nel Vangelo, cioè l’invito alla conversione per evitare la morte, sia quella fisica legata al rischio dell’autodistruzione, sia quella dell’anima, cioè la dannazione eterna.

Nel messaggio successivo, il 28°, datato 4 marzo 1951, la Signora offre le indicazioni per far realizzare una immagine di sè che esprima bene il senso della sua venuta: «Imprimi bene questo nella tua memoria: mi trovo sul globo terrestre, dove poso saldamente i piedi. Vedi anche distintamente le mie mani, il mio viso, i miei capelli e il mio velo. Il resto è come nebbia. Guarda bene cosa sporge dai due lati all’altezza delle mie spalle e sopra il mio capo». A questo punto la veggente nota una croce. Riprende la Madonna: «Hai guardato attentamente? Ti ho mostrato il mio capo, le mie mani e i miei piedi come quelli di una persona. Bada bene: sono quelli del Figlio dell’Uomo. Il resto è lo Spirito. Devi far dipingere questa immagine e diffonderla insieme alla preghiera che ti ho dettato… Voglio essere la Signora di tutti i Popoli. Chiedo perciò che questa preghiera sia tradotta nelle lingue più correnti e recitata ogni giorno». Nel proseguo del messaggio la Madonna spiega quindi il significato della immagine, dicendo che il Figlio – cui alludono il capo, i piedi e le mani d’uomo – è venuto nel mondo per volontà del Padre, ma ora deve venire lo Spirito Santo – rappresentato dal corpo spiritualizzato – in tutto il mondo – su cui la Madonna poggia saldamente i piedi. La croce alle spalle della Vergine indica che è il Figlio che la manda e allude altresì alla via da percorrere per guadagnarsi la salvezza.

I messaggi seguenti ribadiscono il pericolo di corruzione della Chiesa: «Sa Roma quale nemico sta in agguato e striscia nel mondo come un serpente? E con ciò non mi riferisco soltanto al comunismo. Ci saranno ancora altri profeti, falsi profeti… Sto perciò davanti a mio Figlio quale Avvocata e portatrice di questo messaggio per il mondo moderno» (29° messaggio, 28 marzo 1951). Quindi, nel 30° messaggio, del 1 aprile 1951, la Madonna approfondisce il simbolismo dell’immagine: «Il mio corpo è come dello Spirito. Perché sto così? Perché sono stata assunta in Cielo, come il Figlio. Ora mi trovo in sacrificio davanti alla croce. In verità, ho sofferto con mio Figlio spiritualmente e soprattutto anche fisicamente. Questo sarà un dogma molto contestato». Ecco: si accenna esplicitamente a quello che sarà l’ultimo dogma mariano, ovvero quello di Maria Corredentrice, Mediatrice, Avvocata. Mentre gli ultimi due titoli paiono forse più facili da riferire alla Vergine – basti pensare alle innumerevoli apparizioni mariane della storia che testimoniano come Maria sia davvero mediatrice per eccellenza tra Gesù e gli uomini, e ancora al fatto che la devozione popolare ha da sempre considerato Maria come la più potente Avvocata, capace di intercedere qualunque grazia presso il Figlio – parlare di Maria come “corredentrice” non è scontato. Anche perché non è difficile essere presi dal timore di svalutare il Cristo in favore della Madre.Ma questo è un falso timore, direbbe il Montfort, poiché non si onora mai così profondamente il Figlio come quando si rende onore alla Madre, poiché dove c’è Uno c’è sempre anche l’Altra.

Nei messaggi successivi la Madonna indicherà proprio nel triplice titolo – Mediatrice, Corredentrice, Avvocata – l’essenza dell’ultimo dogma mariano, chiedendo alla Chiesa cattolica di non scoraggiarsi dinnanzi alle forti polemiche che la discussione intorno a tale dogma susciterà, poiché «la Chiesa, Roma, incontrerà opposizioni e le supererà», anzi addirittura «diventerà più forte nella misura in cui affronterà la disputa» (32 messaggio, 29 aprile 1951). Successivamente, Ida avrà una visione della Madonna di alto valore simbolico: dalle sue mani escono tre raggi – Grazia, Redenzione, Pace – che si irradiano su un immenso gregge di pecore – le genti di tutti i popoli che sono chiamati a conversione. Ancora, la Madonna non mancherà di spiegare il termine di “Corredentrice”, specificando che «dalla Signora il Redentore ricevette soltanto – e sottolineo la parola soltanto – la carne e il sangue, ossia il corpo. Egli ricevette la sua Divinità dal mio Signore e Maestro. In questo modo la Signora è divenuta Corredentrice» (34° messaggio, 2 luglio 1951). Vale a dire che la Vergine ha partecipato all’opera grandiosa della Redenzione offrendosi come mezzo per il dono di Gesù al mondo, nell’incarnazione. In più messaggi verrà ribadito che questo dogma mariano di cui la Vergine viene a chiedere la proclamazione – giocando d’anticipo, se così possiamo dire, rispetto a Lourdes dove invece la Vergine appare come “Immacolata Concezione” nel 1858, confermando così il dogma proclamato nel 1854 da Pio IX – è l’ultimo dogma mariano che deve essere proclamato per indicare in modo pieno e completo il ruolo di Maria nella storia della salvezza. É degno di rilievo che questo ruolo elevi Maria ben al di sopra di quello che è stato il suo ruolo storico – ricalcando in ciò quanto già disse il Montfort nel celebre “Trattato della vera devozione a Maria”, quando ribadì che Gesù era venuto al mondo per mezzo di Maria e per mezzo suo sarebbe anche tornato alla sua seconda venuta: questo viene indicato dalla Signora di tutti i popoli dicendo: «Sono stata chiamata Miriam o Maria. Ora voglio essere la Signora di tutti i popoli. Figlia, riferisci che il tempo stringe» (36° messaggio, 20 settembre 1951).

Numerosi sono pure i richiami all’unità dei cristiani, le esortazioni a superare le divisioniall’interno della Chiesa, l’invito a praticare il primo e più grande comandamento, ovvero quello dell’amore. La Signora insiste proprio su questo punto: viene come Signora di tutti i popoli per favore l’unità tra le genti – tra cristiani e non, tra cattolici e protestanti – nel nome del supremo imperativo all’amore. Ancora, torna a sottolineare l’importanza di pregare dinnanzi all’immagine che ha fatto vedere a Ida, in cui è raffigurata in piedi sul globo terrestre, con alle spalle la croce e il corpo spiritualizzato, promettendo «a tutti coloro che pregano davanti a questa immagine e invocano Maria, Signora di tutti i Popoli, di elargire grazie per l’anima e il corpo, nella misura che vorrà il Figlio» (33° messaggio, 31 maggio 1951). Non mancano gli appelli a far presto affinché sia proclamato il dogma di Maria Corredentrice, Mediatrice e Avvocata, la cui data è stabilita (32° messaggio, 29 aprile 1951), e alla cui proclamazione è legata la salvezza del mondo: «Quando sarà proclamato il dogma, l’ultimo della storia mariana, la Signora di tutti i Popoli darà al mondo la pace, la vera pace» (50° messaggio, 31 maggio 1954). Ma occorre fare presto, poiché «il tempo stringe… Tutti i popoli gemono sotto il giogo di Satana» (38° messaggio, 31 dicembre 1951), intendendo con ciò ribadire quanto anche la Regina della Pace ribadisce in merito al crescente scatenamento diabolico degli ultimi tempi. La Madonna torna quindi sul testo della preghiera, ribadendo la necessità di conservare l’espressione «che un tempo era Maria», espressione che inizialmente fu rimossa dalla preghiera a causa di una obiezione del vescovo. Ancora, si profetizzano grandi sconvolgimenti nel mondo e nella Chiesa, ma si ribadisce che tutto questo «il Signore Gesù Cristo lo permette. Il Suo tempo verrà. Vi sarà dapprima ancora un periodo di agitazione, umanesimo, paganesimo, ateisti e serpenti che per di più cercheranno di dominare questo mondo» (42° messaggio, 15 giugno 1952). Questo è un messaggio molto importante: da una parte si dice chiaramente che ci sarà il tempo della prova, della persecuzione, della sofferenza. Però si ribadisce che tutto accade sotto la Divina Permissione, ricordando che Cristo è il solo Signore della Storia e dell’Universo e dunque con Lui non c’è nulla da temere, benché si stia abbattendo sul mondo il flagello dell’umanesimo che coincide con l’ateismo: laddove l’uomo esalta se stesso, e si pone come nuovo dio al posto di Dio, l’esito non può che essere quello di una impostura anticristica che, negando la divinità di Gesù Figlio di Dio, afferma invece il nuovo idolo della Umanità, cadendo nella trappola del Serpente, cioè del demonio, la cui originaria ribellione si trova rinnovata nel mondo contemporaneo che rifiuta Dio.  E da questo rischio di corruzione il mondo non è così lontano, al punto che la Madonna dirà: «Il Nemico del Signore Nostro Gesù Cristo ha lavorato lentamente, ma con sicurezza. Le postazioni sono disposte. Il suo lavoro è quasi terminato. Popoli, state attenti! Lo spirito della falsità, della menzogna e dell’inganno trascinerà molti con sé». (44° messaggio, 8 dicembre 1952).

Giunge infine la richiesta di una Chiesa dedicata alla Signora di tutti i Popoli e destinata adaccogliere il quadro dipinto secondo le indicazioni della Madonna (44° e 45° messaggio, 8 dicembre 1952 e 20 marzo 1953). La Vergine pare voler accelerare le cose: «La nuova chiesa andrà però costruita il più presto possibile», e ancora: «Questo quadro dovrà andare in Olanda, ad Amsterdam, nel 1953» – in effetti verrà portato dalla Germania, dove era stato realizzato dall’artista Enrico Repke nel 1951, nella Chiesa di San Tommaso, in Amsterdam, nel 1954. Dopo le norme disciplinari che proibirono la venerazione e la devozione pubblica, l’immagine fu ritirata dalla cappella mariana dove era stata collocata, per finre in una biblioteca, poi in una cantina della canonica. Dopo alcuni anni di “pellegrinaggio”, tra il 1966 e il 1969, finalmente giungerà a casa di Ida, nel 1970, per essere collocato nella sua cappella nel 1976, in attesa di poter essere accolto dalla futura Chiesa della Signora di tutti i Popoli. In merito alla chiesa, Maria giunge addirittura a mostrare il luogo dove dovrà sorgere l’edificio sacro: è un prato sito presso il Wandelweg, vicino alla casa di Ida Peerdeman. E offre addirittura una visione a Ida affinchè si renda conto di come dovrà essere la nuova Chiesa (52° messaggio, 31 maggio 1956): edificata in pietra naturale di colore beige, avrà tre cupole – una grande, sormontata dalla croce, affiancata da due piccole – di color verde chiaro. L’interno della chiesa è a semicerchio, con il pavimento leggermente inclinato, tipo anfiteatro. Al centro, tre altari: quello del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Quello del Figlio è al centro, a ribadire la centralità del sacrificio eucaristico.  La Madonna ribadisce poi che ha scelto Amsterdam proprio peiché è la città del miracolo eucaristico. Si tratta di un miracolo risalente al 25 marzo 1345 (esattamente 600 anni prima dell’inizio delle apparizioni a Ida) allorchè un moribondo, fatta la Comunione, aveva rigettato l’ostia per le precarie condizioni fisiche. Ripulito il pavimento, la domestica gettò il tutto nel caminetto.Il giorno dopo, allorché accese il fuoco, vide l’ostia intatta librarsi sulle fiamme. L’ostia venne portata solennemente in processione presso la Chiesa di San Nicola, ripetendo poi solenni celebrazioni fino al 1578 quando la processione venne soppressa dalla amministrazione comunale riformata, per essere ripresa solo tre secoli dopo, nel 1881, ma in forma più discreta. Solo dal 2004 la processione eucaristica ha ripreso a svolgersi in pieno giorno per le strade di Amsterdam. Comunque, riferendosi a questo miracolo, la Madonna intese sottolienare la centralità dell’Eucaristia, invitando i fedeli più e più volte a ritornare a celebrare il supremo sacrificio eucaristico anche ogni giorno. Questo perché è sempre più necessario fortificarsi nella grazia divina per sostenere il combattimento spirituale quanto mai intenso ora che il diavolo si prepara all’assalto decisivo: «Le forze dell’inferno si scateneranno. Ma non riusciranno a sconfiggere la Signora di tutti i Popoli». (48° messaggio, 3 dicembre 1953).

Perché Satana non può nulla contro la Madonna? Perché Ella è l’Immacolata Concezione(49° messaggio, 4 aprile 1954), ovvero Colei che non è stata toccata in nulla dal peccato originale né da alcuna seduzione diabolica. E in virtù di questa sua condizione unica e privilegiata si comprende come Maria sia stata prescelta come Corredentrice. Quindi la Madonna non è venuta ad Amsterdam per annunciare alcunché di nuovo, ma semplicemente per ribadire quanto implicitamente contenuto nella figura e nella vita di Maria come ci viene mostrata dai Vangeli, che ispirano la sintesi dei grandi dogmi mariani: l’Immacolata Concezione, in quanto tale, è anche Assunta in Cielo, a conferma della sua vocazione a Corredentrice, Mediatrice e Avvocata per l’umanità presso il Figlio fino alla fine del mondo.  La Madonna offre ancora una visione molto significativa a Ida: si tratta del 50° messaggio, il 31 maggio 1954, che conclude la seconda sezione delle apparizioni.  La veggente si trova nella basilica di San Pietro: «Vedo riuniti molti cardinali e vescovi. Entra il Papa. Non lo conosco… Improvvisamente la Signora appare di nuovo ritta sul globo terrestre. Sorride e dice: “Figlia, ti ho mostrato qual è la volontà di Gesù Cristo. Questo giorno sarà il giorno dell’incoronazione di Sua Madre, la Signora di tutti i popoli, che una volta era Maria”». La Vergine ribadisce che tale proclamazione del nuovo dogma avverrà il 31 maggio – «Ho scelto questo giorno: sarà il giorno in cui la Signora sarà incoronata» – ma non dice l’anno. Senz’altro è da considerarsi superata l’ipotesi del 1953 (siamo già nel 1954) e così pure che si tratti di Pio XII (Ida afferma di non riconoscere il Papa…). É però un dogma di importanza capitale, dice la Madonna, poichè con la sua proclamazione la predizione «i popoli mi chiameranno beata» si adempirà ancor più di prima e finalmente sarà donata al mondo la vera pace.

Gli ultimi messaggi, annuali, portano con sé un forte richiamo alla necessità di convertirsi, per sottrarsi alle seduzioni si Satana che va ormai corrompendo il mondo, sia con peccati espliciti, sia con il falso profetismo (51° messaggio, 31 maggio 1955, ricevuto nella chiesa di san Tommaso, tra i fedeli). Il 31 maggio 1957 la veggente riceve il 53° messaggio, l’ultimo pubblico, tra i fedeli. La Madonna ribadisce le ragioni della sua venuta: «Per dodici anni ho potuto venire a mettervi in guardia… mediante l’intercessione della Signora di tutti i Popoli, sposa del Signora e regina del Re, è stato possibile salvare ancora una volta il mondo». É come se la Madonna si mostrasse ancora una volta in più Mediatrice e Avvocata: anche se non è stato proclamato il dogma come da Lei richiesto, né ancora si è edificata la Chiesa come da Lei indicato, Ella non ha fatto mancare le preghiere al Figlio Suo, in modo da salvare il mondo dall’autodistruzione.

Quindi Ida vive l’esperienza del Paradiso, sulla scia delle parole della Vergine: «Vale veramente la pena di lasciare il mondo… Voi tutti dovete pur venire in Cielo». Prosegue Ida: «La Signora pronunciò queste parole molto distintamente e con fermezza. Fu come se mi si togliesse un velo e mi vidi trasportata in uno stato particolare, celestiale, sopranaturale. Vidi qualcosa di straordinario, che non posso descrivere. Era come se il Cielo si fosse aperto, era così bello». E la Madonna sottolinea la visione con parole ricche di speranza: «Il Signore vi attende, vi aiuterà, vi ricondurrà…».

Animati dagli stessi sentimenti di speranza, desiderosi di sentirci rivolgere anche noi il saluto di Maria a Ida: «Ci rivedremo in Cielo!» (56° e ultimo messaggio, 31 maggio 1959), rivolgiamoci in preghiera alla Signora di Tutti i Popoli, chiedendo il dono della conversione. Lo facciamo seguendo la versione della preghiera che ha ricevuto l’imprimatur diocesano il 6 gennaio 2009, nella quale la dicitura “che una volta era Maria” è stata sostituita da “la Beata Vergine Maria”. In obbedienza alle indicazioni dell’autorità ecclesiastica competente, volentieri recitiamo dunque insieme la preghiera ufficialmente approvata:

Preghiera della Signora di tutti i popoli
Signore Gesù Cristo,
Figlio del Padre,
Manda ora il Tuo Spirito sulla terra.
Fa’ abitare lo Spirito Santo
Nei cuori di tutti i popoli,
Affinché siano preservati
Dalla corruzione, dalle calamità
E dalla guerra.
Che la Signora di tutti i popoli,
La Beata Vergine Maria,
Sia la nostra Avvocata.
Amen

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