Matteo, l’infiltrato di Dio tra i giovani

Posté par atempodiblog le 5 juin 2016

Matteo, l’infiltrato di Dio tra i giovani
La storia del diciannovenne per il quale l’aricidiocesi di Brindisi-Ostuni ha da poco aperto la causa di beatificazione. Il suo impegno per portare Cristo ai coetanei iniziò con un sogno di Padre Pio
di Mimmo Muolo – Avvenire

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Un sogno gli ha cambiato la vita. La malattia e la sofferenza gliene hanno dispiegato pienamente il senso. La morte l’ha resa indelebile non solo per i suoi cari, ma un giorno anche per tutta la Chiesa. Matteo Farina, il giovane di cui recentemente l’aricidiocesi di Brindisi-Ostuni ha aperto la causa di beatificazione, è una figura che colpisce.

Il sogno che gli cambia la vita avviene quando matteo aveva nove anni (era nato ad Avellino il 19 settembre 1990, ma poi si era trasferito con la famiglia a Brindisi). Mentre si preparava alla Prima Comunione, Padre Pio gli rivela:

“Se sei riuscito a capire che chi è senza peccato è felice, devi farlo capire agli altri, in modo che potremo andare tutti insieme, felici, nel Regno dei Cieli”.

Da quel momento l’indicazione del santo cappuccino diventerà la bussola. Soprattutto nei rapporti coni suoi coetanei. Scriverà qualche tempo dopo nel suo diario:

“Spero di riuscire a realizzare la mia missione di ‘infiltrato’ tra i giovani, parlando loro di Dio (illuminato proprio da Lui). Osservo che chi mi sta intorno per entrare tra loro silenzioso come un virus e contagiarli di una malattia senza cura, l’Amore”.

Purtroppo proprio una malattia (questa volta senza metafore) è in agguato. Si manifesta all’improvviso, con forti mal di testa, nel settembre 2003. E sarà l’inizio di una Via Crucis che condurrà Farina a salire sul proprio personale Golgota il 24 aprile 2009, giorno della sua morte, dopo diverse operazioni al cervello, anche in cliniche estere, per cercare di asportare il tumore.

La sofferenza, però, non ne ferma la voglia di vivere (si fidanza con Serena che gli sarà accanto fino alla fine) e lo slancio missionario.
“Matteo – scrive la postulatrice della causa di beatificazione, Francesca Consolini – è sempre attento alle relazioni con gli altri, in particolare con gli amici”. Per lui “l’amicizia è promozione del bene dell’altro, aiuto altruistico, incoraggiamento e sostegno”. E anche gli ‘antipatici’, o coloro che a motivo della sua fede lo bollano come ‘il moralizzatore’ non sono esclusi dalla cerchia delle sue relazioni. Nel diario tutto questo è descritto con grande profondità e anche con una certezza:

“Quando senti che non ce la fai, stringi i denti. Dio non ti ha lasciato solo”.

Matteo, conclude la postulatrice, testimonia con la sua vita le parole di Giovanni Paolo II alla Gmg del 2000:

“In realtà è Gesù che cercate quando sognate la felicità”.

Ed è significativo che la sua causa di beatificazione sia stata aperta nell’anno della Gmg di Cracovia.

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