Stare con Gesù è stare nel Paradiso

Posté par atempodiblog le 25 mars 2016

Stare con Gesù è stare nel Paradiso dans Diego Manetti 2ljqdxh

Condotto sul luogo dell’esecuzione, il buon ladrone si accorge che insieme a lui verranno giustiziati un altro malfattore e… Gesù! Ma come? Il Nazareno? Ma che cosa può aver combinato di così grave uno come lui, per esser condannato a morte? E poi pensa: “ma guarda la vita! Ho fatto di tutto per evitarlo, sfuggendolo fin da piccolo, e adesso mi trovo qui, per essere ucciso, proprio al suo fianco”. E si sente a disagio, e non vorrebbe incrociare quello sguardo, né fissare quel volto.

Eppure, una volta in croce, è come se sentisse che Gesù lo sta guardando, benché lui quasi si ostini, pur in quella tragica circostanza, a tenere il capo voltato dall’altra parte. A un certo punto non ne può più: si volta, i suoi occhi incontrano gli occhi di Gesù e… che cosa fa il buon ladrone, nell’istante decisivo della sua vita, quando ormai la fine è prossima? Fa quello che forse neppure lui avrebbe mai immaginato: prega Gesù, dicendogli: “Ricordati di me”. Immaginiamo la drammaticità del momento, tale per cui le parole devono essere state davvero una supplica accorata, come dire: “Ti prego, ricordati di me…”. E questa è appunto una preghiera, quell’ultima – e forse unica – preghiera della sua vita.


E cosa risponde Gesù? Gli dice: “Oggi sarai con me, in Paradiso”. Cioè nella beatitudine e nella gioia eterna, laddove questa non consiste tanto in un luogo paradisiaco, quanto nell’essere in comunione con Gesù. Per cui dovremmo rileggere la risposta di Gesù più come una forma del tipo: “Oggi sarai con me, cioè in Paradiso, perché stare con me è stare nel Paradiso”.

di Diego Manetti Oltre. La vita eterna spiegata a chi cerca, Ed. San Paolo

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