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Puljic: su Medjugorie, il Papa strumentalizzato

Posté par atempodiblog le 25 septembre 2015

Puljic: su Medjugorie, il Papa strumentalizzato
Il cardinale arcivescovo di Sarajevo ha lamentato una frettolosa e sommaria distorsione delle espressioni di Papa Francesco circa il pronunciamento sulle presunte apparizioni nella cittadina bosniaca. Il porporato, che è pure membro della commissione di studio voluta da Benedetto XVI, aggiunge: «Abbiamo fatto un bel lavoro, ora attendiamo le parole del Santo Padre»
di Giuseppe Brienza – La Croce – Quotidiano

medjugorje

Rientrando dal suo viaggio a Sarajevo, il 6 giugno scorso, Papa Francesco aveva accennato al “caso Medjugorje”, dal nome della piccola e povera località in Bosnia nella quale, il 24 giugno 1981, sarebbero iniziate le apparizioni della Madre di Dio, sotto il titolo di “Regina della Pace”, a sei bambini. Il Pontefice aveva ricordato l’ottimo lavoro fino allora realizzato dalla Commissione appositamente istituita da Benedetto XVI, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, per fornire un responso in merito, annunciando che una decisione sarebbe stata resa nota presto. Dopo pochi giorni, in un’omelia a Santa Marta, Bergoglio era tornato a parlare delle apparizioni, senza riferirsi al caso di Medjugorje, affermando nel suo tipico stile provocatorio: «Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna ci manderà alle 4 del pomeriggio?». Nessuno si è mai sognato in Vaticano di presentare questa battuta come un’anticipazione delle risultanze della “Commissione Ruini” né, tantomeno, una opinione del Pontefice sulle specifiche apparizioni della “Gospa”. Eppure molti dei critici, “antipatizzanti” e scettici sul “fenomeno Medjugorjie” le hanno prese a pretesto per accreditare la loro versione della non soprannaturalità dell’evento. Anche la stampa laica ci ha dato giù parecchio in questo senso (cfr., ad es., Serena Sartini, Medjugorje, il Papa isola le veggenti, in Il Giornale, 25 giugno 2015), contribuendo ad alimentare la disinformazione e lo sconcerto tra i fedeli.

Alla domanda su cosa succederà con Medjugorjie, il cardinale Card. Vinko Puljic, Arcivescovo e Metropolita di Sarajevo e membro della commissione internazionale che sta esaminando il caso, ha sempre risposto nel passato di non poter dire nulla, assicurando nel contempo che prega la Vergine Maria per il miglior discernimento da parte della Chiesa.

La Metropoli di Sarajevo copre tutto lo Stato della Bosnia-Erzegovina, dove si trova anche Medjugorje. In alcune recenti dichiarazioni rilasciate al settimanale politico croato “7 Dnevno” (20 settembre 2015), il cardinale slavo è ritornato esplicitamente sull’argomento affermando in modo chiaro che, «Interpretando le dichiarazioni del Papa su Medjugorje, i media hanno agitato gli spiriti dei fedeli, dei pellegrini e dei sacerdoti legati a quel luogo di pellegrinaggio». «Mi rincresce molto che i media abbiano dato maggiore attenzione, ed anche in un modo errato, ad alcune dichiarazioni del Papa su Medjugorje, rispetto ai suoi messaggi molto più forti connessi ad altre problematiche della Bosnia Erzegovina – ha aggiunto Puljic, che è il primo cardinale bosniaco della storia -. Per dirla meglio, essi hanno distorto e manipolato alcune sue dichiarazioni su Medjugorje, sulle apparizioni della Madonna e su altre cose legate ad esse. Il Papa, tuttavia, ha soltanto voluto dire in qualche modo ad alcuni veggenti che non possono fare di ciò che vivono e delle loro esperienze uno show mediatico con la Madonna, ed annunciare come ed a che ora essa si manifesterà qui o là. È perciò inaccettabile interpretare come conclusiva una tale dichiarazione del Papa, cosa che determinati Media hanno fatto con molta celerità».

Al ritorno dalla sua visita pastorale nella capitale bosniaca, in effetti, il Santo Padre si era molto più diffusamente soffermato sui problemi della pace nel mondo minacciata dai trafficanti di armi, sul rapporto dei giovani con le nuove tecnologie e, infine, sulla controversia Francia-Vaticano riguardo alla nomina del nuovo ambasciatore subalpino. Nella sua conversazione in aereo con i giornalisti durante il volo Sarajevo-Roma, il Papa è stato sicuramente interpellato sull’attuale posizione della Chiesa in merito alle apparizioni di Medjugorje ma, molto laconicamente, ha risposto semplicemente che la Santa Sede stava per «prendere delle decisioni», che sarebbero state presto comunicate, mentre «per il momento si danno soltanto alcuni
orientamenti ai vescovi».

Sottolineando il «bel lavoro», consegnatogli dalla commissione d’inchiesta su Medjugorje, il Pontefice aveva poi riferito che il cardinale Gerard Müller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe convocato una riunione dicasteriale proprio sul tema delle apparizioni mariane nella località bosniaca. La commissione guidata dal cardinale Ruini, in effetti, ha terminato già da tempo il suo lavoro, consegnato appunto alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale sta continuando a svolgere ulteriori studi e approfondimenti. Il tema dovrebbe poi approdare alla plenaria della Congregazione ma, ora come ora, non pare esservi nessuna previsione di tempi e di modi specifici della conclusione. Le dichiarazioni del Card. Vinko Puljic su Medjugorje, quindi, vanno a nostro avviso salutate in modo molto positivo, soprattutto alla luce di giudizi negativi, anche da parte di buoni cattolici, che allo stato però troppo acriticamente sono anche pubblicamente espressi a proposito della veridicità delle apparizioni.

Dodicesimo di tredici figli, il cardinale Puljic è rimasto orfano di madre a soli tre anni. Dopo un anno dalla sua nomina ad arcivescovo, avvenuta il 19 novembre 1990, in Bosnia iniziarono i combattimenti. Durante l’assedio di Sarajevo si distinse per gli accorati appelli di pace alla comunità internazionale e la difesa dei diritti inalienabili della persona. Rischiò la vita, fu imprigionato per 12 ore dai militari serbi. Come segno di vicinanza alle popolazioni colpite dal conflitto armato, fu creato cardinale da Giovanni Paolo II nel Concistoro del 26 novembre 1994, a 49 anni.

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