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La Madonna ferita, storia della Vergine lignea di Nagasaki

Posté par atempodiblog le 8 août 2015

La Madonna ferita, storia della Vergine lignea di Nagasaki dans Riflessioni 124k1s0

[…] Scrive il rinomato quotidiano Asahi Shinbun: “La bomba atomica ‘Fat Man’ (il grassone) il 9 agosto del 1945 ha ridotto in macerie anche la magnifica cattedrale di Urakami, allora la più grande chiesa dell’Asia.

L’accecante lampo nucleare che in un istante ha ucciso 70.000 persone, ha ridotto in frantumi vetrate istoriate, ha fatto crollare pareti, incendiato l’altare e fuso le campane. Ma tra le macerie incenerite, è stata trovata quasi intatta la testa di un statua in legno della Vergine Maria. L’aspetto dell’icona religiosa, devastata dalla guerra, è impressionante: gli occhi della Madonna sono due cavità bruciacchiate; una fessura carbonizzata sulla guancia destra assomiglia a una lacrima che ne riga il volto”. Per molti fedeli quella testa è sopravvissuta in modo miracoloso; per tutti è un simbolo religioso di speranza.

La signora Shigemi Fukaori, anziana parrocchiana di Urakami, fissando quietamente la statua ha detto: “Quando l’ho vista per la prima volta, ho pensato che la Vergine Maria piangesse. Questo è un eloquente simbolo di pace che dovrebbe essere conservato per sempre”.

E così è avvenuto. Tra le vittime di quella esplosione atomica circa 8.500 erano cattolici; parecchi di loro, in quel momento erano raccolti a pregare nella chiesa di Urakami. Ora i cattolici di Nagasaki, sotto la guida dell’arcivescovo Takami il collaborazione con il sindaco Taue, che rappresenta tutti gli altri cittadini, sono diventati promotori del movimento per l’abolizione delle armi nucleari. La venerata testa della Madonna ferita è fonte di ispirazione e stimolo alla preghiera.

“La potente reliquia- scrive l’Asahi – ha viaggiato molto come simbolo della pace. Ma il viaggio più lungo l’ha intrapreso (nel 2010, n.d.c.) quando è stata portata a New York in occasione della conferenza per la revisione del trattato di non-proliferazione nucleare. Nel tragitto i leader religiosi l’hanno portata in Vaticano, dove è stata benedetta dal papa Benedetto XVI e a Guernica, Spagna, per una cerimonia in memoria delle vittime di un attacco nazista durante la guerra civile spagnola”.

L’arcivescovo Takami, i cui genitori sono stati uccisi della conflagrazione atomica, ha detto: “Abbiamo viaggiato all’estero con la statua per chiedere alla Vergine di intercedere per la pace. Ci sono molte maniere di rivolgere appelli alla gente – attraverso fotografie, film, racconti sugli orrori della guerra – ma per noi (la statua) di Maria, bombardata dall’atomica ha un differente potere evocativo”.

Fonte: AsiaNews
Tratto da: Luci sull’Est

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