Teresa Manganiello: pregare per la conversione di chi ci fa soffrire
Posté par atempodiblog le 15 mai 2015
Teresa Manganiello: pregare per la conversione di chi ci fa soffrire
Tratto da: Blog Lourdes

La Beata Teresa Manganiello, undicesima di dodici figli, nasce a Montefusco, antica “città regia” del Principato Ultra, oggi Provincia di Avellino, il 1° gennaio 1849; i suoi genitori erano Romualdo Manganiello e Rosaria Lepore, “onesti concittadini” pieni di fede e di profonda pietà cristiana. Il giorno dopo riceve il Battesimo nella Chiesa Palatina di San Giovanni del Vaglio.
Il 15 maggio 1870, a 21 anni, vestì l’abito di terziaria e l’anno seguente fece la professione dei voti.
Sulla sua anima si abbatteranno valanghe di calunnie, di infamia, di malevolenze. La sua risposta fu la preghiera per i nemici.
Ecco la semplice preghiera con la quale Teresa si difendeva dalle tentazioni e dalle insinuazioni del male: “Mamma bella, fate che non entri in me quello che Gesù non vuole”.
Il suo Padre Direttore spirituale la mise terribilmente alla prova con maltrattamenti e rimproveri di ogni genere. Teresa si comunicava tutti i giorni. Ebbene, spesso, il Padre spirituale la minacciava pubblicamente o la scacciava dall’altare, davanti ad una folla di popolo, come indegna della S. Comunione.
A volte, le fu imposto di far penitenza in pubblico e chiedere perdono, a compagne e a inferiori di età; di baciar loro le mani, in ginocchio e con la faccia per terra, esclamando: “Calpestate questa fetente!”.
La giovane Teresa, che tutto accettava, diceva: “Se l’anima mia è pura di tali macchie, non è una grazia del Signore?”.
Umiliazioni e contumelie furono accolte da lei come una grazia e come una benevolenza divina, sempre perdonando e pregando per i suoi denigratori, tanto da rispondere a chi gliene parlava: “Preghiamo, preghiamo per i nostri nemici. Non dubitatene, siatene certi, la nostra fermezza nei doveri, sarà per loro un mezzo di ravvedimento”.

















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