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“Buon compleanno Mamma”. Nel giorno natale della Beata Vergine Maria (8 settembre)

Posté par atempodiblog le 7 septembre 2014

Nel giorno natale della Beata Vergine Maria (8 settembre)
del beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

“Buon compleanno Mamma”. Nel giorno natale della Beata Vergine Maria (8 settembre) dans Amicizia Nostra-Signora-di-Lourdes

O SS. Maria, vergine madre di Dio, ti salutiamo nel tuo primo apparire in mezzo a noi e onoriamo nel gaudio il tuo natale, unendoci alla festa di amore di san Gioacchino e di sant’Anna, tuoi santi genitori, e di tutti i giusti del Vecchio e del Nuovo Testamento!

Glorifichiamo con tutta la Chiesa e con te stessa, o celeste figlia, la festa dell’amore infinito del Creatore e le sue eterne compiacenze in te, nel suo pensiero divino, che solo in te si attuava senza attenuazioni, nel suo desiderio divino che solo in te riceveva ogni sua soddisfazione.

O SS. Maria, vergine madre di Dio, quanto la grazia dell’immacolata concezione ha già progredito in te dal suo inizio al giorno della tua nascita!
E così sarà del natale di ogni tuo anno, di ogni tuo mese, di ogni tuo giorno, di ascensione in ascensione!

Glorifichiamo in questi tuoi inizi dei periodi della vita, in gradi di grazia e meriti sempre superiori, l’idea divina anche dei nostri e ti supplichiamo di ottenerci che la nostra realtà corrisponda sempre, di giorno in giorno, al pensiero, al desiderio e ai disegni del Signore.

O SS. Maria, vergine madre di Dio, ora che sei madre nostra nella grazia, dipendono anche da te tutti i natali dei nostri anni, dei nostri mesi, dei nostri giorni nell’ordine soprannaturale! E da te li avremo in una perenne elevazione, se tutto e sempre cominceremo da te, come vogliamo fare con la grazia di Gesù.

O Maria, noi crediamo che come un giorno il divin Verbo, mandato a noi dal Padre, venne a noi per mezzo tuo, così ogni grazia a noi meritata da Gesù e donata dal Padre, sarà affidata a te dallo Spirito Santo perché tu sei per noi il perenne natale di tutte le grazie!

O Maria, o Maria, che cosa è nato con te sulla terrà? Che cosa nasce continuamente dalla tua mente? Dal tuo cuore? Nella mente ha sede la divina sapienza, nel tuo cuore risiede il Santo Spirito, da te nasce continuamente la luce della grazia di Dio!

Da te nasce continuamente il fiore dell’amore di Dio; e un giorno questo tuo fiore di luce ci darà il frutto della vita, Gesù! Gloria a Dio nel più alto dei cieli e vita di grazia ai poveri mortali, e pace e santità a tutte le anime che nella loro buona volontà cercano Dio Gesù, da te, o Maria!

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La correzione fraterna: evitare il clamore della cronaca e il pettegolezzo della comunità

Posté par atempodiblog le 7 septembre 2014

“Davanti a Dio siamo tutti peccatori e bisognosi di perdono”. E’ quanto affermato da Papa Francesco all’Angelus, in Piazza San Pietro, incentrato sulla “correzione fraterna” nella comunità cristiana. Il Pontefice ha inoltre levato un forte appello per la pace in Ucraina e nel Lesotho, dove nei giorni scorsi vi è stato un colpo di Stato. Quindi, ha rivolto il pensiero ai cristiani perseguitati in Iraq e a quanti sono impegnati a sostenerli.
di Alessandro Gisotti – Radio Vaticana

La correzione fraterna: evitare il clamore della cronaca e il pettegolezzo della comunità dans Commenti al Vangelo 1zzrpdu

Ucraina e Lesotho, due Paesi molto lontani tra loro e tuttavia, purtroppo, accomunati in questo momento dalla violenza. Ai loro popoli che soffrono è andato il pensiero e la vicinanza di Papa Francesco all’Angelus. Il Pontefice ha osservato che, negli ultimi giorni, “sono stati compiuti passi significativi nella ricerca di una tregua nelle regioni interessate dal conflitto in Ucraina orientale, pur avendo sentito oggi delle notizie poco confortanti”:

“Auspico che essi possano recare sollievo alla popolazione e contribuire agli sforzi per una pace duratura. Preghiamo affinché, nella logica dell’incontro, il dialogo iniziato possa proseguire e portare il frutto sperato. Maria, Regina della Pace, prega per noi. Unisco inoltre la mia voce a quella dei Vescovi del Lesotho, che hanno rivolto un appello per la pace in quel Paese. Condanno ogni atto di violenza e prego il Signore perché nel Regno del Lesotho si ristabilisca la pace nella giustizia e nella fraternità”.

Francesco ha quindi rivolto il pensiero ad un convoglio di volontari della Croce Rossa italiana partito per l’Iraq e che si recherà ad Erbil “dove si sono concentrate decine di migliaia di sfollati iracheni”:

“Esprimendo un sentito apprezzamento per questa opera generosa e concreta, imparto la benedizione a tutti loro e a tutte le persone che cercano concretamente di aiutare i nostri fratelli perseguitati ed oppressi. Il Signore vi benedica”.

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Prima degli appelli di pace, Francesco si era soffermato sul tema della “correzione fraterna” presentato dal Vangelo domenicale. Gesù, ha detto, “suggerisce un progressivo intervento” quando devo correggere un fratello cristiano che “fa una cosa non buona”. Le “tappe di questo itinerario – ha osservato – indicano lo sforzo che il Signore chiede alla sua comunità per accompagnare chi sbaglia, affinché non si perda”:

“Occorre anzitutto evitare il clamore della cronaca e il pettegolezzo della comunità – questa è la prima cosa, evitare questo -.  «Va’ e ammoniscilo fra te e lui solo» (v. 15). L’atteggiamento è di delicatezza, prudenza, umiltà, attenzione nei confronti di chi ha commesso una colpa, evitando che le parole possano ferire e uccidere il fratello. Perché, voi sapete, anche le parole uccidono! Quando io sparlo, quando io faccio una critica ingiusta, quando io ‘spello’ un fratello con la mia lingua, questo è uccidere la fama dell’altro! Anche le parole uccidono”.

Nello stesso tempo, ha soggiunto, questa discrezione di parlargli da solo ha lo scopo di non mortificare inutilmente il peccatore”. Scopo della correzione fraterna, ha ribadito, “è quello di aiutare la persona a rendersi conto di ciò che ha fatto, e che con la sua colpa ha offeso non solo uno, ma tutti”:

“Ma anche di aiutare noi a liberarci dall’ira o dal risentimento, che fanno solo male: quell’amarezza del cuore che porta l’ira e il risentimento e che ci portano ad insultare e ad aggredire. E’ molto brutto vedere uscire dalla bocca di un cristiano un insulto o una aggressione. E’ brutto. Capito? Niente insulto! Insultare non è cristiano. Capito? Insultare non è cristiano”.

In realtà, ha detto, “davanti a Dio siamo tutti peccatori e bisognosi di perdono. Tutti! Gesù infatti ci ha detto di non giudicare”. La correzione fraterna è, allora, “un aspetto dell’amore e della comunione che devono regnare nella comunità cristiana, è un servizio reciproco che possiamo e dobbiamo renderci gli uni gli altri”. Ma, ha ammonito, “correggere il fratello è un servizio ed è possibile ed efficace solo se ciascuno si riconosce peccatore e bisognoso del perdono del Signore”. Francesco ha evidenziato che “la stessa coscienza che mi fa riconoscere lo sbaglio dell’altro, prima ancora mi ricorda che io stesso ho sbagliato e sbaglio tante volte”. Per questo, all’inizio della Messa, “ogni volta siamo invitati a riconoscere davanti al Signore di essere peccatori”:

“Tra le condizioni che accomunano i partecipanti alla celebrazione eucaristica, due sono fondamentali, due condizioni per andare bene a Messa: tutti siamo peccatori e a tutti Dio dona la sua misericordia. Sono due condizioni che spalancano la porta per entrare a Messa bene. Dobbiamo sempre ricordare questo prima di andare dal fratello per la correzione fraterna”.

Al momento dei saluti ai pellegrini, il Papa ha ricordato che domani celebreremo “la ricorrenza liturgica della Natività della Madonna”. Questo, ha affermato, è “il suo compleanno”:

“E cosa si fa quando la mamma fa la festa di compleanno? La si saluta, si fanno gli auguri… Domani ricordatevi, dal mattino presto, dal vostro cuore e dalle vostre labbra, di salutare la Madonna e dirle: “Tanti auguri!”. E dirle un’Ave Maria che venga dal cuore di figlio e di figlia. Ricordatevi bene!”.

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Per approfondire:

2e2mot5 dans Diego Manetti Guadagnare un fratello (di don Fabio Rosini)

2e2mot5 dans Diego Manetti La correzione non sia un atto di accusa (di padre Raniero Cantalamessa)

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Le parole fanno un effetto in bocca, e un altro negli orecchi

Posté par atempodiblog le 7 septembre 2014

Le parole fanno un effetto in bocca, e un altro negli orecchi dans Alessandro Manzoni vp9ego

[Renzo] Prima d’allora era stato un po’ lesto nel sentenziare, e si lasciava andar volentieri a criticar la donna d’altri, e ogni cosa. Allora s’accorse che le parole fanno un effetto in bocca, e un altro negli orecchi; e prese un po’ più d’abitudine d’ascoltar di dentro le sue, prima di proferirle.

Alessandro Manzoni - I promessi sposi
Tratto da: Congregazione per il clero

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