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Tre cose che la Littizzetto non sa su Bambini Down e Nutella

Posté par atempodiblog le 22 février 2014

Tre cose che la Littizzetto non sa su Bambini Down e Nutella
Tratto da: QQ

Tre cose che la Littizzetto non sa su Bambini Down e Nutella dans Articoli di Giornali e News 25jayya

“C’è un problema tra la gente”. E’ vero, ha ragione la Conad. Questo problema ha un nome: Luciana Littizzetto.

Durante la terza serata del Festival di Sanremo, Luciana Littizzetto, dopo un discorso intriso di un banale moralismo ha lanciato un appello alla Ferrero: “chiamate un bambino down per la pubblicità della Nutella”. Ok, Luciana: i tuoi buoni sentimenti ci colpiscono. Ma perché non l’hai chiesto innanzitutto alla Coop di cui sei testimonial? Se la Coop sei tu, perché non sono anche loro?  Non sarebbe il caso di risolvere i problemi partendo da casa propria? Cos’è? Non vuoi cedere il testimonial?

Facile fare la paladina dei diritti con le vite, la reputazione, e i soldi degli altri. Cosa ha fatto di male il sig. Ferrero per meritarsi questo attacco in prima serata? Cos’hanno fatto i bambini down per vedersi strumentalizzati in una filippica di cui, l’unico scopo, è la ricerca di un facile consenso?

La pubblicità è sempre strumentalizzazione, manipolazione e persuasione. In buona fede, per carità, ma di questo stiamo parlando. Volendo si possono provare a strumentalizzare i bambini down per vendere più Nutella. Ma non sarebbe come usare il corpo delle donne allo stesso fine?

Il signor Ferrero, per come la vedo io, pare avere una cosa chiamata etica. Eh si, Luciana: l’etica.

Per non parlare di alcune cose che, probabilmente, chi lavora in Ferrero sa:

I bambini con la sindrome di down hanno tanta fame e uno su due è in sovrappeso. Altri disturbi correlati sono disturbi dentari, ipotiroidismo, disturbi psicopatologici, anomalie ortopediche, invecchiamento precoce e rischio di demenza più alto rispetto alla popolazione normale. La loro alimentazione dovrà essere composta da alimenti che contengono molti antiossidanti per rafforzare le difese immunitarie come frutta e verdura che dovranno essere consumate crude e solo di agricoltura biologica. Gli alimenti raffinati non dovrebbero far parte dell’alimentazione di persone che hanno un sistema immunitario indebolito come i bambini Down. I prodotti industrializzati sono completamente privi di sostanze nutritive e pieni di grassi idrogenati (cancerogeni), conservanti, sale e zucchero. Ti suggerisco poi una serie di raccomandazioni documentate e scientifiche che fa l’Istituto Superiore di Sanità facilmente reperibili online. Se vuoi approfondire, leggi qui e qui.

Tra l’altro, Luciana, c’è anche un problema di carattere giuridico che riguarda le pratiche commerciali scorrette a danno di consumatori “particolarmente vulnerabili”. Ma non starò lì a tediarti con cose che avresti dovuto sapere e che invece non sai.

Cara Luciana, la prossima volta che decidi di strumentalizzare qualcuno fai una bella cosa: prima di sfoggiare la tua facile retorica, informati! La Coop sei tu e solo tu, Luciana. L’abbiamo capito che non cederai il testimonial.

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Con la Messa domenicale è come con il marito o la moglie: non basta essere «quasi sempre» fedeli

Posté par atempodiblog le 22 février 2014

Con la Messa domenicale è come con il marito o la moglie: non basta essere «quasi sempre» fedeli dans Citazioni, frasi e pensieri wjxvp

Don Vincenzo Cuomo, napoletano, esorcista, è  morto in il 18 luglio del 2009. Fu il figlio spirituale di un grande sacerdote napoletano, morto in odore di santità, don Dolindo Ruotolo.

Un giorno si presentò da don Cuomo una coppia di sposi. La donna era una fervente cattolica, assidua ai Sacramenti e alla Messa domenicale, il marito no… Quest’ultimo chiese al sacerdote una benedizione particolare. Siccome don Cuomo insisteva molto sul fatto che la benedizione ricevuta senza la grazia di Dio è come il francobollo messo sulla lettera senza la colla (cioè, non fa presa), chiese all’uomo: «Ma Voi andate a Messa ogni domenica e festa comandata?». Rispose: «Padre, quasi sempre…». Disse don Cuomo: «Allora, io so che vostra moglie è una santa donna, ma se io le chiedessi: “Signora, lei è fedele a suo marito?” e lei rispondesse: “Padre, quasi sempre”, lei sarebbe contento?».

Tratto da: Il Timone

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La nostra speranza è in Cristo

Posté par atempodiblog le 21 février 2014

La nostra speranza è in Cristo dans Citazioni, frasi e pensieri xc3wax

La nostra speranza è in Cristo, in quella Presenza che, per quanto distratti e smemorati, non riusciamo più a togliere – non fino all’ultimo briciolo, almeno – dalla terra del nostro cuore per tutta la tradizione dentro la quale Egli è giunto fino a noi. È in Lui che io ho speranza, prima di avere contato i miei errori e le mie virtù. Non c’entrano, qui, i conti numerici. Nel rapporto con Lui il numero non c’entra, il peso misurato e misurabile non c’entra, e tutta la possibilità di male che in me può realizzarsi nel futuro, anche questa non c’entra, non riesce ad usurpare il titolo primario che possiede davanti agli occhi di Cristo il «sì» di Simone, da me ripetuto. Allora viene un fiotto dal fondo di noi, come un respiro che salga dal petto e inebri tutta la persona e la faccia agire, le faccia desiderare di agire in modo più giusto: scaturisce, scatta dal fondo del cuore, il fiore del desiderio della giustizia, dell’amore vero, autentico, della capacità di gratuità. Come l’inizio di ogni nostra mossa non è un’analisi di ciò che gli occhi vedono, ma un abbraccio di ciò che il cuore attende, così la perfezione non è l’espletare delle leggi, ma l’adesione a una Presenza.
Solo l’uomo che vive questa speranza in Cristo continua tutta la sua vita nell’ascesi, nello sforzo per il bene. E anche quando egli sia palesemente contraddittorio, desidera il bene. Questo vince sempre, nel senso che è l’ultima parola su di sé, sulla propria giornata, su quello che si fa, su quel che si è fatto, su quello che si farà. L’uomo che vive questa speranza in Cristo continua nell’ascesi. La moralità è una tensione continua al «perfetto» che nasce da un avvenimento in cui un rapporto col divino, col Mistero, è  segnato.

Don Luigi Giussani

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La speranza

Posté par atempodiblog le 20 février 2014

La speranza dans Citazioni, frasi e pensieri 20rvi11

Speravo in me stesso: ma il nulla mi afferra.
Speravo nel tempo, ma passa, trapassa;
In cosa creata: non basta, e ci lascia.
Speravo nel ben che verrà, sulla terra:
Ma tutto finisce, travolto, in ambascia.

Ho peccato, ho sofferto, cercato, ascoltato
La Voce d’Amore che chiama e non langue.
Ed ecco la certa speranza: la Croce.
Ho trovato Chi prima mi ha amato
E mi ama e mi lava, nel Sangue che è fuoco,
Gesù, l’Ognibene, l’Amore infinito,
L’Amore che dona l’Amore,
L’Amore che vive ben dentro nel cuore.

Amore di Cristo che già qui nel mondo
Comincia ed insegna il viver più buono:
Felice amore  di Spirito Santo
Che trasfigura in grazia e morte e pianto,
D’anima e corpo la miseria buia:
Eterna Trinità, dove alfin belli
– Finendo il mondo – saran corpi e cuori
In seno al Padre con la dolce Madre
Per sempre in Cristo amandosi fratelli,
Alleluia.

Clemente Rebora

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Essere parte della bellezza

Posté par atempodiblog le 19 février 2014

Essere parte della bellezza dans Citazioni, frasi e pensieri Ges-la-Bellezza

“Noi non ci accontentiamo di vedere la bellezza, anche se il Cielo sa che gran dono sia questo. Noi vogliamo qualcos’altro, che è difficile esprimere a parole – vogliamo sentirci uniti alla bellezza che vediamo, trapassarla, riceverla dentro di noi, immergerci in essa, diventarne parte”.

Clive Staples Lewis

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La pratica sovrana dell’umiltà

Posté par atempodiblog le 19 février 2014

La pratica sovrana dell'umiltà dans Citazioni, frasi e pensieri Don-Giustino-M-della-SS-Trinit-Russolillo-Apostolo-delle-Vocazioni

“Il non parlare mai di sé né in bene né in male, mi sembra proprio la pratica sovrana dell’umiltà”.

Beato Giustino M. della SS. Trinità Russolillo

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Maria, Stella del mare

Posté par atempodiblog le 19 février 2014

Maria, Stella del mare dans Citazioni, frasi e pensieri 293d5bn

La Vergine santa è venerata sotto il titolo di “Stella del mare”. Titolo suggestivo, che ci richiama alla nostra condizione di naviganti sul vasto mare della vita, sconvolto spesso da temibili burrasche. Maria è la stella che ci indica la rotta e col suo chiarore amico ci invita alla speranza.

Stella del mare, Maria! Noi veniamo oggi a te, portando ai tuoi piedi i mali che ci opprimono, sicuri di trovare nel tuo cuore di Madre comprensione e perdono, incoraggiamento e conforto. Noi ti affidiamo, o Maria, le nostre gioie e i nostri dolori, le attese e le delusioni, i desideri, i progetti, le speranze. Accogli i propositi di purezza, di altruismo, di coerenza, che custodiamo nel cuore e ottieni alle volontà fragili il dono del coraggio e della perseveranza.

Giovanni Paolo II

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Alla mia venerabile nonna (di J. C. Friedrich Hölderlin)

Posté par atempodiblog le 19 février 2014

“Di Hölderlin voglio ricordare quella lirica per il compleanno di sua nonna che è di grande bellezza, e che a me ha fatto anche tanto bene spiritualmente. È quella che si chiude con il verso Che l’uomo mantenga quel che il fanciullo ha promesso”.

Papa Francesco

Alla mia venerabile nonna (di J. C. Friedrich Hölderlin) dans Citazioni, frasi e pensieri NJXU7742

Alla mia venerabile nonna (nel giorno del suo 72° compleanno)
di Johann Christian Friedrich Hölderlin

Molte cose hai sperimentato, tu cara madre!

E ora riposi finalmente,

Da lontano e da vicino il tuo nome è pronunciato con amore,

Anch’io con affetto ti onoro sotto la corona d’argento della vecchiaia

Tra i bambini che maturano, crescono, fioriscono.

La lunga vita ti ha fatto conseguire un’indole dolce

E la speranza ti ha benevolmente sorretto nei dolori.

Poiché serena sei e devota, come la Madre,

Che diede la vita al migliore degli uomini,

L’Amico della nostra terra.

Essi non sanno che l’Altissimo cammina tra i popoli,

Ed è pressoché dimenticata quella che ne fu la vita.

Pochi lo conoscono ancora e spesso,

Tra i tempi tempestosi, brilla rasserenante

La Sua immagine celeste.

Perdonando tutti

E silenzioso andò lì con i poveri mortali,

Quest’uomo incomparabile, divino nello Spirito.

Nessun vivente era fuori la Sua anima

E i dolori del mondo portò nell’amorevole Petto.

Con la morte strinse amicizia, in nome degli altri,

Dal dolore e dalla fatica tornò vittorioso al Padre.

Lo sai bene anche tu, cara madre!

E ne segui l’esempio sublime di fede, pazienza e silenzio.

Guarda! Le filiali parole hanno ringiovanito anche me

E le lacrime scorrono, come una volta, ancora dai miei occhi;

e ripenso ai lontani giorni passati e il mio cuore solitario gioisce

Ricordando la patria, e la casa, dove una volta sono cresciuto con la tua benedizione,

Dove nutrito d’amore, il bambino fiorì più in fretta.

Ahimè, come spesso ho pensato

Che ti avrei reso felice quando mi vedevo attivo nel futuro,

Nel vasto mondo.

Alcune cose le ho inseguite e sognate

E ho il petto ferito dal combattimento,

Ma tu me lo guarisci subito, o amata!

E imparerò a vivere a lungo come te, o madre!

Pia e devota nella vecchiaia.

Voglio venire da te,

Benedici ancora una volta tuo nipote e così

Possa l’uomo portare a compimento la promessa del bambino che è stato.

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Bernadette considerata pericolo pubblico

Posté par atempodiblog le 18 février 2014

Martedì, 18 febbraio, in Francia si festeggia santa Bernadette Soubirous
(In Italia e altrove la festa si celebra il 16 aprile, giorno in cui la santa morì)
 
Alle ore 18:00 Santa Messa nella parrocchia Sacro Cuore a Lourdes con la venerazione delle reliquie della santa.
Ore 21:00 processione mariana con le reliquie dalla parrocchia alla Grotta delle apparizioni

http://fr.lourdes-france.org/tv-lourdes/

Bernadette considerata pericolo pubblico dans Apparizioni mariane e santuari Bernardette

La Madonna apparendo rompe le scatole, distrugge la concezione della religione umanitaria. Ecco il panico! Fateci caso, tutte le volte che la Madonna è apparsa si è scatenata ‘l’ira di Dio’… A Lourdes…

Ma cos’era sta’ Bernadette? Era una povera ragazza asmatica, aveva 12-13 anni, ignorante, era ‘un pericolo pubblico’. Era ‘un pericolo pubblico’? L’hanno chiamata prima i carabinieri, poi i giudici, poi i prefetti, poi i fucilieri… poi cos’han fatto? Palizzate davanti alla grotta, non si poteva passare.

Perché questo? Perché saltava il loro teorema di essere padroni del mondo. La Madonna appare e tutto salta. La religione del mondo è messa in scacco.

Padre Livio Fanzaga (da una catechesi audio, 2004)

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Rendere amabile e facile il cammino agli altri

Posté par atempodiblog le 18 février 2014

“Proposito sincero: rendere amabile e facile il cammino agli altri, dal momento che la vita reca già abbastanza amarezze”.

Rendere amabile e facile il cammino agli altri dans Citazioni, frasi e pensieri r269hu

La nostra carità deve essere anche affetto, calore umano. Ce lo insegna Gesù.  Se il cristiano non ama con le opere, è fallito come cristiano; ed è come dire che è fallito anche come uomo. Non puoi pensare agli altri come fossero dei numeri o degli scalini per arrampicarsi; oppure come fossero massa da esaltare o da umiliare, da adulare o disprezzare, a seconda dei casi. Prima di ogni altra cosa, devi pensare agli altri, a coloro che ti sono vicini, stimandoli per quello che sono: figli di Dio, con tutta la dignità di questo titolo meraviglioso.

Con i figli di Dio dobbiamo comportarci come figli di Dio: il nostro amore deve essere abnegato, quotidiano, ricco di mille sfumature di comprensione, di sacrificio silenzioso, di donazione nascosta. È questo il bonus odor Christi che faceva dire a quelli che vivevano tra i primi fratelli nella fede: Guardate come si amano!

di San Josemaría Escrivá de Balaguer

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Papa Francesco: “Cosa c’è nel nostro cuore?”. Visita pastorale alla Parrocchia ‘San Tommaso Apostolo’ all’Infernetto

Posté par atempodiblog le 17 février 2014

VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA « SAN TOMMASO APOSTOLO »
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Domenica, 16 febbraio 2014

Video

Papa Francesco: “Cosa c’è nel nostro cuore?”. Visita pastorale alla Parrocchia 'San Tommaso Apostolo' all’Infernetto dans Commenti al Vangelo papa_all_infernetto

Una volta, i discepoli di Gesù mangiavano grano, perché avevano fame; ma era sabato, e il sabato non si poteva mangiare il grano. E lo prendevano, facevano così [strofina le mani] e mangiavano il grano. E [i farisei] hanno detto: “Ma guarda cosa fanno! Chi fa questo, va contro la legge e sporca l’anima, perché non compie la legge!”. E Gesù rispose: “Non sporca l’anima quello che noi prendiamo da fuori. Sporca l’anima quello che viene da dentro, dal tuo cuore”. E credo che ci farà bene, oggi, pensare non se la mia anima è pulita o sporca, ma pensare cosa c’è nel mio cuore, cosa ho dentro, che io so di avere e nessuno lo sa. Dire la verità a noi stessi: e questo non è facile! Perché noi sempre cerchiamo di coprirci quando vediamo qualcosa che non va bene dentro di noi, no? Che non venga fuori, no? Cosa c’è nel nostro cuore: c’è amore? Pensiamo: io amo i miei genitori, i miei figli, mia moglie, mio marito, la gente del quartiere, gli ammalati?… amo? C’è odio? Io odio qualcuno? Perché tante volte noi troviamo che c’è odio, no? “Io amo tutti tranne questo, questo e questa!”. Questo è odio, no? Che cosa c’è nel mio cuore, perdono? C’è un atteggiamento di perdono per quelli che mi hanno offeso, o c’è un atteggiamento di vendetta – “me la pagherai!”. Dobbiamo domandarci cosa c’è dentro, perché questo che è dentro viene fuori e fa il male, se è male; e se è buono, viene fuori e fa il bene. Ed è tanto bello dire la verità a noi stessi, e vergognarci quando ci troviamo in una situazione che non è come Dio la vuole, non è buona; quando il mio cuore è in una situazione di odio, di vendetta, tante situazioni peccaminose. Come è il mio cuore?…

Gesù diceva oggi, per esempio – darò soltanto un esempio: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”. Ma io vi dico, chiunque si adira con il proprio fratello, lo ha ucciso, nel suo cuore». E chiunque insulta suo fratello, lo uccide nel suo cuore, chiunque odia suo fratello, uccide suo fratello nel suo cuore; chiunque chiacchiera contro suo fratello, lo uccide nel suo cuore. Noi forse non ci accorgiamo di questo, e poi parliamo, “spediamo” all’uno e all’altro, sparliamo di questo e di quello… E questo è uccidere il fratello. Per questo è importante conoscere cosa c’è dentro di me, cosa succede nel mio cuore. Se uno capisce suo fratello, le persone, ama, perché perdona: capisce, perdona, è paziente… E’ amore o è odio? Dobbiamo, questo, conoscerlo bene. E chiedere al Signore due grazie. La prima: conoscere cosa c’è nel mio cuore, per non ingannarci, per non vivere ingannati. La seconda grazia: fare quel bene che è nel nostro cuore, e non fare il male che è nel nostro cuore. E su questo di “uccidere”, ricordare che le parole uccidono. Anche i cattivi desideri contro l’altro uccidono. Tante volte, quando sentiamo parlare le persone, parlare male di altri, sembra che il peccato di calunnia, il peccato della diffamazione siano stati tolti dal decalogo, e parlare male di una persona è peccato. E perché parlo male di una persona? Perché ho nel mio cuore odio, antipatia, non amore. Chiedere sempre questa grazia: conoscere cosa succede nel mio cuore, per fare sempre la scelta giusta, la scelta del bene. E che il Signore ci aiuti a volerci bene. E se io non posso volere bene a una persona, perché non posso? Pregare per questa persona, perché il Signore mi faccia volerle bene. E così andare avanti, ricordando che quello che sporca la nostra vita è ciò che di cattivo esce dal nostro cuore. E che il Signore ci aiuti.

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Basket NBA, Belinelli re del tiro da tre!

Posté par atempodiblog le 16 février 2014

Basket NBA, Belinelli re del tiro da tre!
L’azzurro vince il concorso individuale nell’All Star Saturday, superando Bradley Beal nello spareggio della finale. “E’ un sogno che si avvera”
Tratto da: TuttoSport

Basket NBA, Belinelli re del tiro da tre! dans Sport 29zdlhz

NEW YORK – Se a New Orleans, tre anni fa, Marco  Belinelli trovò la nobilità NBA, ora nella stessa città ha trovato la  consacrazione, vincendo la gara del tiro da tre dell’All Star Saturday,  battendo nello spareggio della finale Bradley Beal per 24-18. In  precedenza, Belinelli (capace di riprendersi da un paio di airball)  aveva sgominato la concorrenza dei tiratori convocati per l’ovest, cioè  Kevin Love, Damian Lillard e Stephen Curry, tre che giocheranno l’All  Star Game vero e proprio.

ALBO D’ORO – Dopo  essere stato il primo azzurro a vincere una serie di playoff, Belinelli è  il primo italiano a vincere un concorso individuale all’All Star Game. “E’ un sogno che si avvera”  ha detto il 27enne bolognese dei San Antonio Spurs, che entra in una  galleria di vincitori di altissimo livello, con Larry Bird (che vinse le  prime tre edizioni), Glen Rice, lo specialista Steve Kerr, Peja  Stojakovic, Ray Allen, Dirk Nowitzki, Paul Pierce e, negli ultimi due  anni, Kevin Love e Kyrie Irving.

LA GIOIA – «Volevo questo trofeo, ero venuto qui  per vincere. Per tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto e per i miei  compagni. Questo è un momento bellissimo ma i miei obiettivi sono altri: voglio l’anello NBA. Questo successo per me vuol dire tantissimo, mette il mio nome in bella evidenza. E’ troppo presto per capire che  cosa significhi davvero questa vittoria, dovrò metabolizzare. Sono nell’albo d’oro insieme a uno come Larry Bird».

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Non riversare sul prossimo il veleno dell’ira e della calunnia

Posté par atempodiblog le 16 février 2014

Non riversare sul prossimo il veleno dell’ira e della calunnia dans Fede, morale e teologia no_alla_mormorazione_in_chiesa

«Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; … Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio» (vv. 21-22). Con questo, Gesù ci ricorda che anche le parole possono uccidere! Quando si dice di una persona che ha la lingua di serpente, cosa si vuol dire? Che le sue parole uccidono! Pertanto, non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia. Neppure sparlare su di lui. Arriviamo alle chiacchiere: le chiacchiere, pure, possono uccidere, perché uccidono la fama delle persone! È tanto brutto chiacchierare! All’inizio può sembrare una cosa piacevole, anche divertente, come succhiare una caramella. Ma alla fine, ci riempie il cuore di amarezza, e avvelena anche noi. Vi dico la verità, sono convinto che se ognuno di noi facesse il proposito di evitare le chiacchiere, alla fine diventerebbe santo! È una bella strada! Vogliamo diventare santi? Sì o no? [Piazza: Si!] Vogliamo vivere attaccati alle chiacchiere come abitudine? Sì o no? [Piazza: No!] Allora siamo d’accordo: niente chiacchiere! Gesù propone a chi lo segue la perfezione dell’amore: un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo.
[...] Da tutto questo si capisce che Gesù non dà importanza semplicemente all’osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull’intenzione e quindi sul cuore dell’uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie.

Tratto da: l’Angelus di Papa Francesco (Domenica, 16 febbraio 2014)

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Giovani: In piazza San Pietro i fidanzati, «giovani controcorrente»

Posté par atempodiblog le 16 février 2014

Le testimonianze delle coppie arrivate da tutta Italia e non solo per l’incontro con Papa Francesco. Francesca (18 anni), con Michele (23): «È bello iniziare ad essere felici già da giovanissimi»
Tratto da: RomaSette
Giovani: In piazza San Pietro i fidanzati, «giovani controcorrente» dans Riflessioni 280po5k
Poco prima delle 11, continuavano ancora ad arrivare a frotte, l’aria allegra nonostante molti di loro abbiano dovuto viaggiare tutta la notte, per essere presenti all’appuntamento con il Papa. Sono i fidanzati [...] i protagonisti di piazza San Pietro, finalmente baciata da un sole primaverile dopo i molti giorni di pioggia. “Giovani controcorrente”, li ha definiti monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che ha organizzato questa udienza speciale. Come Francesca Calò e Michele Padovano, giovanissimi, 18 anni lei e 23 lui fidanzati già da due anni e mezzo. Vengono da San Giovanni Rotondo, si sono conosciuti nella parrocchia di san Leonardo Abate, che frequentano tuttora. «È bello iniziare ad essere felici già da giovanissimi», racconta con una semplicità disarmante Francesca. «All’inizio era una cosa adolescenziale – dice Michele – poi però abbiamo scoperto lati diversi di ognuno di noi, siamo cresciuti insieme». Seduti dietro di loro, ci sono i loro genitori: «Siamo fieri di loro», esclamano. E Michele: «Scrivilo, mi raccomando!». «È vero, andiamo controcorrente, ma con gioia!», testimoniano all’unisono Francesca e Michele: «Crediamo in quello che facciamo. È facile, quando si mette Dio al centro».

Luca e Serena Romano si sono sposati solo due mesi fa, lei fa vedere con orgoglio la fede al dito. Vengono da Napoli, dalla parrocchia di Monte di Procida, hanno preso un treno alle quattro di mattina. Fino a due mesi fa, erano “colleghi” dei fidanzati che oggi affollano questa piazza: il loro fidanzamento è durato due anni e mezzo. Luca ha 36 anni e Serena 32, lei sta ancora studiando e lui ha un lavoro. «Ci vuole coraggio e incoscienza per sposarsi oggi», dice Luca, che però ci tiene a consigliare ai fidanzati di non metterci troppo a fare il grande passo: «Se sono convinti, il mio consiglio è sposarsi quanto prima, non ha senso trascinarsi. Non bisogna far precedere il matrimonio da un fidanzamento lunghissimo: è bello continuare a scoprirsi anche dopo il matrimonio, altrimenti il rischio è quello di diventare “sterili”». Luigi Bruno e Manuale Mirabelli vengono da Petilia, diocesi di Crotone, hanno rispettivamente 24 e 22 anni. «È la prima volta che vediamo il Papa», dicono facendo trapelare l’attesa per l’incontro. Per essere qui oggi, hanno preso un treno alle 24 e hanno viaggiato tutta la notte. Sono fidanzati da quattro anni, ma si sposerebbero subito, assicurano, se solo avessero un lavoro. Ma nessuno dei due ce l’ha: anche su questo aspettano una parola di Papa Francesco.

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L’abbraccio di Papa Francesco ai fidanzati: “Entrare con cortesia nella vita degli altri”

Posté par atempodiblog le 16 février 2014

L'abbraccio di Papa Francesco ai fidanzati: “Entrare con cortesia nella vita degli altri” dans Fede, morale e teologia Gesu

“Signore, dacci oggi il nostro amore quotidiano”. È un suggerimento per la preghiera quello che Papa Francesco ha voluto dare ai fidanzati di tutto il mondo, ispirandosi al Padre Nostro. Ha chiesto di ripeterlo più volte in Piazza. Rispondendo alle domande di tre coppie, il Pontefice ha fatto un quadro della società contemporanea: “Tante persone – ha detto – hanno paura di fare scelte definitive, per tutta la vita, sembra impossibile”. “Oggi – ha aggiunto – tutto cambia rapidamente, niente dura a lungo”. Eppure, ha spiegato il Papa nel suo primo incontro ufficiale coi fidanzati, l’amore è una relazione, “è una realtà che cresce”, “che si costruisce come una casa. E la casa si costruisce assieme, non da soli”: “Costruire – ha proseguito – qui significa favorire e aiutare la crescita”:

“Cari fidanzati, voi vi state preparando a crescere insieme, a costruire questa casa, per vivere insieme per sempre. Non volete fondarla sulla sabbia dei sentimenti che vanno e vengono, ma sulla roccia dell’amore vero, l’amore che viene da Dio. La famiglia nasce da questo progetto d’amore che vuole crescere come si costruisce una casa che sia luogo di affetto, di aiuto, di speranza, di sostegno. Ma tutti insieme: affetto, aiuto, speranza, sostegno! Come l’amore di Dio è stabile e per sempre, così anche l’amore che fonda la famiglia vogliamo che sia stabile e per sempre. Per favore non dobbiamo lasciarci vincere dalla “cultura del provvisorio”! Questa cultura che oggi ci invade tutti, questa cultura del provvisorio. Questo non va!”.

Di fronte alla “paura del ‘per sempre’”, la “cura” giorno per giorno è quella di affidarsi “al Signore Gesù in una vita che diventa un cammino spirituale quotidiano, fatto di passi, di crescita comune, di impegno a diventare donne e uomini maturi nella fede”. Perché, ha spiegato il Papa, il “per sempre” non è solo una questione di durata:

“Un matrimonio non è riuscito solo se dura, ma è importante la sua qualità. Stare insieme e sapersi amare per sempre è la sfida degli sposi cristiani”.

Rifacendosi al miracolo delle nozze di Cana, il Santo Padre ha ricordato ai fidanzati che “il Signore può moltiplicare” il loro amore e donarlo “fresco e buono ogni giorno” perché “ne ha una riserva infinita”, “lo rinnova”, “lo rafforza” e “lo rende ancora più grande quando la famiglia cresce con i figli”. In questo cammino, vanno osservate “delle regole”, già ricordate dal Papa incontrando le famiglie: permesso, grazie, scusa. “Permesso” è una “richiesta gentile”:

“Chiedere permesso significa saper entrare con cortesia nella vita degli altri. Ma sentite bene questo: saper entrare con cortesia nella vita degli altri non è facile! Non è facile! A volte invece si usano maniere un po’ pesanti, come certi scarponi da montagna! L’amore vero non si impone con durezza e aggressività”.

D’altra parte, ha riflettuto il Santo Padre, “nelle nostre famiglie, nel nostro mondo, spesso violento e arrogante, c’è bisogno di molta più cortesia”. Poi, ha parlato della gratitudine, altro “sentimento importante”:

“Nella vostra relazione, e domani nella vita matrimoniale, è importante tenere viva la coscienza che l’altra persona è un dono di Dio e ai doni di Dio si dice: ‘Grazie!’. Ai doni di Dio si dice: Grazie! E in questo atteggiamento interiore dirsi grazie a vicenda, per ogni cosa”.

Quindi, un esame di coscienza, perché “nella vita facciamo tanti errori, tanti sbagli”: l’uomo è portato “ad accusare l’altro e a giustificare se stesso”, è “un istinto che sta all’origine di tanti disastri. Impariamo a riconoscere i nostri errori e – ha aggiunto Papa Francesco – a chiedere scusa”; mai finire la giornata “senza fare la pace”:

“Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta. Non parliamo della suocera perfetta! Esistiamo noi, peccatori. Gesù, che ci conosce bene, ci insegna un segreto: non finire mai una giornata senza chiedersi perdono, senza che la pace torni nella nostra casa, nella nostra famiglia”.

Quindi, una riflessione sulla festa per le nozze: l’invito del Papa è stato quello a fare in modo “che sia una vera festa, una festa cristiana, non una festa mondana”, perché ciò che rende “pieno e profondamente vero” il matrimonio è “la presenza del Signore che si rivela e dona la sua grazia”. È “Lui il segreto della gioia piena, quella che scalda il cuore veramente”:

“E’ bene che il vostro matrimonio sia sobrio e faccia risaltare ciò che è veramente importante. Alcuni sono più preoccupati dei segni esteriori, del banchetto, delle fotografie, dei vestiti e dei fiori… Sono cose importanti in una festa, ma solo se sono capaci di indicare il vero motivo della vostra gioia: la benedizione del Signore sul vostro amore”.

Infine, un pensiero per questi giovani che hanno frequentato o stanno ancora vivendo i percorsi di preparazione al matrimonio, in vista delle nozze nei prossimi mesi: una riflessione sul matrimonio, come “lavoro di tutti i giorni”, “lavoro artigianale”, per “crescere anche in umanità, come uomo e come donna”:

“Arrivare a questo, arrivare a questo: farci crescere insieme, l’uno all’altro. E i figli avranno questa eredità di aver avuto un papà e una mamma che sono cresciuti insieme, facendosi – l’uno all’altro – più uomo e più donna!”.

Dopo le risposte del Papa alle coppie, la piazza ha recitato una “Preghiera dei fidanzati”, appositamente composta per l’occasione. Nel corso della mattinata era stato mons. Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, a introdurre al Papa i fidanzati, definendoli “giovani controcorrente” perché “non hanno paura di sposarsi” e di creare una famiglia “in un mondo in cui si crede che è bene che ciascuno pensi a se stesso”:

“Tutti vediamo che voi rifiutate di edificare una casa sulle sabbie mobili dei sentimenti egocentrici che vanno e vengono, e spesso falsamente scambiati per amore, ma che piegano tutto e tutti a se stessi, anche con la violenza. Penso e preghiamo per quella fidanzata romana picchiata dal fidanzato e per tutte quelle ragazze che vengono umiliate da chi scambia per amore i propri sentimenti egocentrici. Basta con la violenza sulle donne sui bambini!”.

Proiettato un video sull’emergenza in Siria, per cui sono direttamente impegnati con programmi di solidarietà il Pontificio Consiglio per la Famiglia e Caritas Italiana, mons. Paglia e i presenti hanno ringraziato il Pontefice per aver donato a ciascuna coppia un cuscinetto portafedi, “la carezza del Papa” per i fidanzati, ha concluso il presule.

di Giada Aqulino – Radio Vaticana

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