Alla mia venerabile nonna (di J. C. Friedrich Hölderlin)

Posté par atempodiblog le 19 février 2014

“Di Hölderlin voglio ricordare quella lirica per il compleanno di sua nonna che è di grande bellezza, e che a me ha fatto anche tanto bene spiritualmente. È quella che si chiude con il verso Che l’uomo mantenga quel che il fanciullo ha promesso”.

Papa Francesco

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Alla mia venerabile nonna (nel giorno del suo 72° compleanno)
di Johann Christian Friedrich Hölderlin

Molte cose hai sperimentato, tu cara madre!

E ora riposi finalmente,

Da lontano e da vicino il tuo nome è pronunciato con amore,

Anch’io con affetto ti onoro sotto la corona d’argento della vecchiaia

Tra i bambini che maturano, crescono, fioriscono.

La lunga vita ti ha fatto conseguire un’indole dolce

E la speranza ti ha benevolmente sorretto nei dolori.

Poiché serena sei e devota, come la Madre,

Che diede la vita al migliore degli uomini,

L’Amico della nostra terra.

Essi non sanno che l’Altissimo cammina tra i popoli,

Ed è pressoché dimenticata quella che ne fu la vita.

Pochi lo conoscono ancora e spesso,

Tra i tempi tempestosi, brilla rasserenante

La Sua immagine celeste.

Perdonando tutti

E silenzioso andò lì con i poveri mortali,

Quest’uomo incomparabile, divino nello Spirito.

Nessun vivente era fuori la Sua anima

E i dolori del mondo portò nell’amorevole Petto.

Con la morte strinse amicizia, in nome degli altri,

Dal dolore e dalla fatica tornò vittorioso al Padre.

Lo sai bene anche tu, cara madre!

E ne segui l’esempio sublime di fede, pazienza e silenzio.

Guarda! Le filiali parole hanno ringiovanito anche me

E le lacrime scorrono, come una volta, ancora dai miei occhi;

e ripenso ai lontani giorni passati e il mio cuore solitario gioisce

Ricordando la patria, e la casa, dove una volta sono cresciuto con la tua benedizione,

Dove nutrito d’amore, il bambino fiorì più in fretta.

Ahimè, come spesso ho pensato

Che ti avrei reso felice quando mi vedevo attivo nel futuro,

Nel vasto mondo.

Alcune cose le ho inseguite e sognate

E ho il petto ferito dal combattimento,

Ma tu me lo guarisci subito, o amata!

E imparerò a vivere a lungo come te, o madre!

Pia e devota nella vecchiaia.

Voglio venire da te,

Benedici ancora una volta tuo nipote e così

Possa l’uomo portare a compimento la promessa del bambino che è stato.

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