«I nostri figli non si drogano». La Polizia costretta a convincerli con le foto dello sballo su Facebook

Posté par atempodiblog le 10 février 2014

«I nostri figli non si drogano». La Polizia costretta a convincerli con le foto dello sballo su Facebook
Tratto da: Il Messaggero.it

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I genitori non credono che i loro figli adolescenti si droghino. La Polizia, per convincerli, devono mostrare loro le immagini postate dai ragazzi su Facebook. Immagini che mostrano i giovani in pieno sballo, mentre fumano hashish e marijuana. E’ uno dei retroscena, socialmente il più interessante, dell’inchiesta dei regalini alla droga da Amsterdam. Ovvero la prassi di alcuni ragazzi delle città a sud di Ancona in gita in Olanda di spedire agli amici dosi di stupefacente acquistate nei coffee shop. Nella convinzione, sostengono i ragazzi, che essendo sostanze in libera vendita il loro comportamento non fosse reato.

L’inchiesta è destinata ad allargarsi e coinvolgere studenti di altre città a sud di Ancona. Ai cinque universitari di Osimo e Castelfidardo di 21 anni denunciati per spaccio, potrebbero affiancarsi nuovi indagati. La Polizia sta mettendo in controluce la ragnatela di rapporti che il quintetto aveva intessuto con i coetanei. Il gruppo è, infatti, composto da un trentina di studenti, residenti in varie città della Valmusone. I cinque raggiunti da avviso di garanzia sono tutti ragazzi benestanti, di buona famiglia. Ma nei mesi scorsi anche i loro altri amici erano partiti in mini comitive di 5 o 6, alla volta di Amsterdam.

Gli investigatori sospettano, pertanto, che non siano stati i soli ad aver escogitato il trucco di utilizzare la Posta per recapitare il “fumo” a casa degli amici. Il Commissariato di Osimo per ora ha intercettato alcuni plichi, sequestrando 6-7 dosi e risalendo ai mittenti della lettere olandesi grazie anche agli elementi di prova forniti dai social network. Certo la vicenda ha lasciato un retrogusto di amarezza ai genitori dei 21enni: disorientati ma scettici alle parole dei poliziotti, si sono dovuti ricredere davanti alle foto postate su facebook che ritraevano i loro ragazzi supini intenti a fumare un narghilè.

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