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Commento di p. Livio al messaggio di Medjugorje del 25/05/2013

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

“Cari figli,
oggi vi invito ad essere forti e decisi nella fede e nella preghiera affinché le vostre preghiere siano tanto forti da aprire il Cuore del mio amato Figlio Gesù.
Pregate, figlioli, senza sosta affinché il vostro cuore si apra all’Amore di Dio.
Io sono con voi, intercedo per tutti voi e prego per la vostra conversione.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La preghiera di memoria dans Fede, morale e teologia gessacrocuoreh

Commento di Padre Livio di Radio Maria al messaggio del 25 maggio

Per capire l’importanza di questo messaggio, bisogna tener presente che questo messaggio ci accompagna, ci introduce nel mese di Giugno, che è il mese dedicato al Sacro Cuore di Gesù, festa che tra poco celebreremo, preceduta dalla festa del Cuore Immacolato di Maria.

Quindi non dobbiamo meravigliarci se al centro di questo messaggio ci sia da una parte “il Cuore del mio amato Figlio Gesù”, dall’altra i nostri cuori che si devono aprire all’Amore di Dio.

Quindi la Madonna ci invita, in questo mese di Giugno, all’incontro dei cuori, cioè del nostro cuore col Cuore di Gesù in modo tale che, come ha detto in un altro messaggio: “il nostro cuore, il suo Cuore, il Cuore di Gesù siano un solo cuore di amore e di pace”.

Questa è la prospettiva dunque, però quello che colpisce in questo messaggio è che la Madonna ci invita ad “essere forti e decisi nella fede e nella preghiera”, cioè la Madonna si rende conto, lo sa benissimo, ce lo ha ripetuto attraverso il Papa più volte, specialmente quando il Papa si è rivolto ai giovani e ha detto: “oggi dovete essere forti e decisi per andare contro corrente”, la Madonna sa che viviamo in un mondo che “è immerso nelle tenebre della menzogna e della morte”, come ha detto in tanti messaggi. Nell’ultimo messaggio a Mirjana ha detto: “non correte sulla via della perdizione”.

Quindi la Madonna vede questa deriva del mondo che rischia di trascinare con sé molti cristiani, perché non sono forti e decisi nella fede, non hanno detto il loro “sì, sì!”. Come la Madonna ci ha detto più volte, rimangono come canne sbattute dal vento, si lasciano influenzare dalle menzogne del mondo, dalle false luci, dalle false gioie, dai falsi proclami, dai falsi profeti!

Molto spesso noi cristiani cerchiamo da una parte di accontentare il mondo che è dentro di noi e quindi schiacciamo l’occhio al mondo e dall’altra cerchiamo di tener buono Dio, perché abbiamo paura che ci manchi la Sua benedizione.

Cioè sono i famosi cristiani tiepidi di cui parla l’Apocalisse e di cui appunto Gesù dice: “poiché non sei né freddo, né caldo, ma sei tiepido, io ti rigetto, ti vomito fuori” e questa è la tentazione nella quale spesso molti di noi che abbiamo risposto alla chiamata viviamo, ma non abbiamo ancora preso una decisione irrevocabile, totale, radicale e cioè non abbiamo deciso per la preghiera, non abbiamo deciso per Dio, non abbiamo deciso per la conversione, non abbiamo deciso per il Paradiso, non abbiano deciso di combattere il peccato, non abbiamo ancora dato quella svolta radicale alla nostra vita per cui sbandiamo: un po’ siamo di Dio, un po’ siamo del mondo e così, in questo modo, non siamo né carne né pesce!

Il tempo che ci aspetta è un tempo di prova, c’è un vento forte, una bufera, gli alberi che non hanno radici profonde vengono sradicati, le case che non sono costruite sulla roccia vengono spazzate via.

Andiamo incontro a tempi in cui la bufera satanica sarà sempre più intensa, la seduzione sempre più forte, le prove sempre più dure e perciò dobbiamo essere saldi, radicati nella fede, forti nella fede.

Come si diventa forti e radicati nella fede? Mediante la preghiera. Mediante la preghiera con la quale decidiamo la conversione, perché è nella preghiera che noi vediamo che non siamo né carne né pesce, che siamo incerti, che viviamo nel compromesso, un po’ Dio, un po’ il mondo, un po’ zolfo, un po’ acqua santa!

In questo modo il diavolo ci sradica come niente fosse. La Regina della Pace ha detto una volta: “vi agita come foglie al vento”, o peggio ancora, “satana si prende gioco di voi ed Io non posso aiutarvi, perché vi siete allontanati dal mio Cuore”.

Quindi la Madonna vuole che nella preghiera, nella preghiera continua, nel bussare al Cuore di Cristo senza interruzione, senza mai stancarsi, noi chiediamo la grazia della fortezza, della decisione, della perseveranza, della radicalità, in modo tale da entrare nella forza dell’amore. Come si entra nella forza dell’amore?

Si entra nella forza dell’amore aprendo il cuore all’amore di Gesù, vedendo il Suo amore intenso, vedendo come siamo amati e quindi anche noi aprirci al Suo amore, dedicare a Lui la nostra vita, amarLo sopra ogni cosa, fare i sacrifici che ci richiede, fare le battaglie che ci richiede, fare le rinunce che ci richiede, fino a dare la nostra vita per Lui, questa è una grazia troppo grande, però, se il Signore la dà, la prendiamo volentieri, perché questo, cari amici, è il seguace che la Madonna vuole, cioè vuole gente “forte e decisa nella fede e nella preghiera”. Se non abbiamo questa fortezza, questa decisione, dice la Madonna, non stanchiamoci di bussare al Cuore del suo amato Figlio, finché anche il nostro cuore si apra all’Amore di Dio.

Poi quando c’è l’amore di Dio dentro il cuore, per Dio si fa qualsiasi cosa! Tutte le grandi imprese, tutte le grandi conversioni, tutte le imprese più nobili, tutte le cose più belle, nascono dall’Amore di Dio, dal fatto che abbiamo deciso che l’Amore di Dio si impossessi dei nostri cuori e allora le cose più grandi sono alla nostra portata, perché Dio ce le fa fare, diventiamo strumenti della Sua gloria!

La Madonna poi dopo aver indicato quello che dobbiamo fare in questo mese di Giugno, cioè metterci davanti al Cuore di Cristo, bussare a questo Cuore, chiedere la forza e la decisione di essere radicali nel Suo amore, dice: “Io sono con voi, intercedo per tutti voi e prego per la vostra conversione”, “vi accompagno, vi proteggo, vi prendo per mano, vi sollevo, vi consolo, vi guarisco, vi tengo sul Mio petto, vi tengo sulle Mie ginocchia, vi prendo per le mani”, insomma, tutte espressioni che la Madonna ci ha detto, perché è la Madre, è la Madre che ha il compito di portare tutti noi suoi figli a suo Figlio Gesù!

Trascrizione dall’originale audio ricavata dal sito: www.medjugorjeliguria.it

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Corigliano e il fattore peccato originale

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

Corigliano e il fattore peccato originale
di Roberta Vinerba – La nuova Bussola Quotidiana

Corigliano e il fattore peccato originale dans Articoli di Giornali e News fabianaluzzifoto

“Anche lui è una povera vittima”. Siamo abituati ad udire queste parole in bocca ai genitori dell’assassino. Poco invece sulle labbra della madre della vittima. Ho sobbalzato nel leggere le parole della madre di Fabiana, la sedicenne di Corigliano massacrata da quello che le cronache chiamano “fidanzatino”. Ho sobbalzato perché in un tempo nel quale i genitori di un ragazzo che si macchia di delitti anche efferati sogliono sempre scusarlo, il dolore che si colora di compassione, diventa uno schiaffo in pieno viso a noi, uomini e donne eredi di quei cattivi maestri che ci hanno insegnato che il peccato non esiste, che l’uomo nasce buono e che è la società che lo peggiora, che con una buona teoria si può costruire sulla terra il paradiso.

Sì, ascoltando le parole di quella donna mi sono chiesta: di cosa è vittima questo ragazzo? La tragedia è talmente grande, il mistero del male che racchiude il fatto è talmente profondo che qualunque contributo, sociologico, pedagogico, psicologico è ben accolto. Eppure sento che le spiegazioni che si possono dare – pur tutte lecite perché contengono una scintilla di verità – non colgono l’abisso, non attingono a quel “pozzo dell’abisso” che è il cuore umano.

Cosa nasconde in sé un ragazzo che ha la freddezza di dire ai coetanei di dover andare a comprare la benzina sapendo in cuor suo della ragazza agonizzante sulla quale l’avrebbe cosparsa? È sufficiente ragionare di valori che mancano? Ci basta parlare della scuola che latita? E ancora: la solita argomentazione, giusta certamente, della crisi della famiglia?
Non c’è forse qualcosa di più profondo, di più oscuro, di più antico e originario che sta all’uomo come una ferita putrescente dalla quale si sprigionano gas sulfurei, dolore, cancrena che prende possesso di tutto il corpo fino a farne una enorme massa decomposta?

La questione è tutta qui: ci stupiamo ogni volta della profondità dell’abisso della malvagità umana perché ci dimentichiamo che l’uomo è ferito nella libertà, nella volontà, nella conoscenza. Dimentichiamo, perché ci fa comodo crederci onnipotenti, buoni, liberi, adulti, emancipati, che l’essere umano è un poveraccio che ai piedi dell’albero del bene e del male ha scelto il male. Vogliamo dimenticarci che il peccato originale esiste, che agli albori del mio essere vi è una impossibilità, quella di amare, di essere libero per amare.

Senza la rivelazione della redenzione operata da Cristo che come una lama di luce incide la realtà del peccato e la mostra nel mentre l’annienta; senza la grandezza inaudita di un Dio che muore, non potremmo mai intuire – non dico comprendere, ma almeno intuire – l’enormità della ferita del peccato che spinge l’uomo alla malvagità e alla distruzione.

Se Dio è diventato peccato per annullare nella sua carne il peccato, vuol dire che vi è nell’uomo una forza che lasciata a sé lo annienta. Senza questa verità sull’uomo, non si capisce l’uomo. Senza attingere alla natura ferita e redenta, ferita ma redenta, come è possibile tenere insieme, ad esempio, il realismo e la speranza educativa? Come la colpa e la redenzione? Come il delitto e il riscatto? Come la giustizia e il perdono? Solo il realismo cristiano che conosce il Nuovo Adamo, sa trattare col vecchio Adamo.

Il ragazzo di Corigliano è vittima, sì, nel modo più radicale e atroce: vittima del peccato. Vittima e carnefice, ma carnefice perché vittima. L’uomo è questo: ogni carnefice è tale perché prima è vittima. E se è vittima è anche riscattabile, anzi, già riscattato. Da qui si apre il discorso sulla responsabilità: prima di tutto personale, poi familiare e sociale. Ma se non ammettiamo la grandezza di una coscienza ottenebrata dal peccato non ammettiamo neppure la grandezza della possibilità del riscatto. Se non si scende negli inferi di quello che si è commesso, se non si guarda senza pietà fin dove ci si è spinti, come potrà emergere l’altra grandezza, quella che risplende nella croce del Signore che vuole salvare anche questo ragazzo, anche lui, figlio Suo?

E infine, non posso parlare di questo assassino senza dire di me. Non posso stare davanti allo schermo a guardare, come se questo fatto non riguardasse anche me, non fosse una tragica ma concreta possibilità anche per me. L’antropologia cristiana, così cruda, così tragica, così magnifica, dice a me che la bestia dorme anche dentro di me. Dice che non ho nessuna assicurazione che mai si sveglierà. So anzi, molto bene che sbuffi del suo sonno leggero ne odo a volontà: le mie ire, le mie avarizie, i miei tradimenti, il mio orgoglio, la mia lussuria, la mia ipocrisia, la mia pigrizia, che cosa sono se non i segni della presenza della bestia in me? Devo guardarla negli occhi e non rifuggirla, chiamarla per nome e non negarla. Dai miei inferi posso allora dire: siano rese grazie a Dio che mi salva, mi ha già salvata da me stessa, dal mio inferno personale. Lui, diventato vittima per me. E mai come quando mi inginocchio davanti a questa Vittima – riconoscendo il mio peccato nel Suo perdono – divento grande, risplende la bellezza della natura umana nella sua verità.

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A Maria SS. della perpetua visitazione

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

A Maria SS. della perpetua visitazione
del Beato Giustino Russolillo
Tratta da: Il Granellino

A Maria SS. della perpetua visitazione dans Don Giustino Maria Russolillo Visitazione

Ci uniamo, o Santa Vergine Maria, alla riverenza e alla gioia muta di S. Zaccaria, di S. Elisabetta, al gaudio e all’esultanza del Battista, alla festa di tutte le anime e i popoli nell’accogliere le Vostre visite inaspettate tanto salutari per la gloria eterna.

Voi ci portate Gesù! Prima che si offra per noi nel mistero del Suo Sacrificio, prima che si doni a noi nel mistero della Sua dottrina, prima che ci conquisti nell’operazione de’ Suoi prodigi.

Egli si offre per noi nel Vostro seno verginale, viene a noi nella Vostra visitazione, ci parla con le Vostre parole, ci santifica con la Vostra presenza. Da quale misteriosa ragione ci viene l’onore e il beneficio ineffabile della Vostra visita? Come mai Voi lasciate la solitudine di Nazareth e il raccoglimentodella santa Casa?

Voi Vi mettete nelle vie del mondo, verso le nostre case di peccatori, proprio quando, divenuta Madre di Dio, sembrava che doveste starvene maggiormente in Dio solo.

Ma venendo a noi, Voi non uscite dal Vostro rapimento nel Signore! Voi maggiormente Vi sprofondate nel mistero della Redenzione cominciata con l’Incarnazione in Voi del Verbo Divino!

Voi Vi portate le anime con la forma più gloriosa di ringraziamento alla grazia divina, qual è questa della Vostra cooperazione all’opera divina.

Da quale misteriosa ragione ci viene l’onore e il beneficio inestimabile della Vostra visita? Non dalla solita carità e umiltà del Vostro cuore, o Vergine amatissima e umilissima!

Esso ci viene dalla carità e umiltà dello stesso Cuore di Gesù che palpita in Voi e eleva la Vostra umiltà e carità, alla suprema somiglianza e unione con l’umiltà e carità Sua divina.

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Nella visitazione di Maria ricevo quella di Gesù

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

Nella visitazione di Maria ricevo quella di Gesù dans Citazioni, frasi e pensieri Magnificat

“Tu mi porti Gesù, nella Tua santa visitazione, ricevo quella di Gesù, vieni e resta sempre con me, Santa Maria” .

Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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Offerta del cuore a Maria

Posté par atempodiblog le 31 mai 2013

Offerta del cuore a Maria dans Don Dolindo Ruotolo madonnamaggioges

L’anima: O Maria, o Madre mia cara, sono giunta alla fine del tuo mese, e mi sento nel cuore un rammarico: in questo tempo mi affidai a te, e tu, da buona Mam­ma mia, mi conducesti per mano e mi inse­gnasti tante verità. Ora che è terminato il mese mi pare quasi di rimanere abbando­nata a me stessa. Sono inesperta, debole, miserabile, ho bisogno sempre di te, Mam­ma mia, e perciò Ti affido e Ti consacro tutto il mio cuore.
Eccolo, lo metto nelle Tue mani, lo affido alla Tua misericordia. Lo accetti Tu, o buona Mamma? Io Te lo do senza riserve, perché so bene che dandolo a Te lo do a Dio. Tu sei mediatrice tra Lui e la creatura, Tu sei l’Avvocata dei poveri peccatori, Tu sei la speranza nostra!

La Madonna: Vieni, o mia piccola figlia, io Ti ricevo e Ti accolgo nel mio Cuore. Qui è il tuo rifugio, il tuo asilo di pace; Io ti suggello in esso… Vieni a Me! Questo Mio Cuore è la via del Cielo; Io ti faccio passare per Me per condurti un giorno in seno a Dio. Confida in Me, confortati. Passerà il tuo esilio penoso, e ti accompagnerò Io stessa nella Patria celeste.

Il mese di Maggio è terminato, ma non è terminato il Mio amore per te: Io ti be­nedico. Vivi in pace, in comunione con Gesù Eucaristia, vivi una vita di rassegnazione alla Volontà di Dio, di preghiera e di ca­rità; fuggì il peccato, ama la virtù… un giorno Mi vedrai in Cielo e finiranno tutte le tue ansietà e le tue pene. Amen.

Giaculatoria: Dolce Cuore di Maria, siate la salvezza mia.

Fioretto: Passate questo giorno in atto di fiducia incondizionata a Maria.

di Don Dolindo Ruotolo
Una profonda riforma del cuore alla scuola di Maria – Casa Mariana

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