Quando non si confessa Gesù Cristo

Posté par atempodiblog le 15 mars 2013

Quando non si confessa Gesù Cristo dans Anticristo papafrancescoi

Noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore. Quando non si cammina, ci si ferma. Quando non si edifica sulle pietre cosa succede? Succede quello che succede ai bambini sulla spiaggia quando fanno dei palazzi di sabbia, tutto viene giù, è senza consistenza. Quando non si confessa Gesù Cristo, mi sovviene la frase di Léon Bloy: “Chi non prega il Signore, prega il diavolo”. Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio.

Papa Francesco I

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Come la Chiesa dà «valore» alla carità

Posté par atempodiblog le 14 mars 2013

L’intervista a Giuseppe Rusconi autore del libro inchiesta “L’Impegno. Come la Chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno”.
Un’analisi dettagliata di quanto lo Stato italiano risparmia ogni anno grazie al contributo del mondo ecclesiale pari a 11 miliardi di euro
Tratto da: Rosso Porpora

Come la Chiesa dà «valore» alla carità dans Articoli di Giornali e News giusepperusconi

“Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà” (…) ma “la carità non avrà mai fine”. Questo scriveva San Paolo nella sua prima Lettera ai Corinzi, e questo ha continuato a fare la sua e la nostra Chiesa, nei modi più diversi, fino a oggi. La questione, semmai, (in questi ultimi tempi diventata più attuale) è stata quella di documentare, certificare e quantificare il suo “impegno” (soprattutto dal punto di vista economico) che, per alcuni, sembrava avvolto da un alone di mistero. Per aiutarci a dipanare queste nubi è arrivato il lavoro del giornalista Giuseppe Rusconi autore del libro inchiesta “L’Impegno. Come la Chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno” (ed. Rubbettino). L’autore, già docente di letteratura italiana e storia e giornalista parlamentare a Berna, si è occupato di Chiesa italiana e di Vaticano come direttore del mensile “il Consulente RE” e ora con interviste a personalità del mondo cattolico con la rubrica cardinalizia “Rossoporpora” (www.rossoporpora.org). A lui abbiamo rivolto alcune domande per approfondire ed alimentare quel sano dibattito che il suo lavoro ha contribuito ad alimentare e che a breve, utilizzando gli stessi criteri, cercheremo di riproporre per analizzare quanto viene fatto nella nostra diocesi.

Come nasce l’idea di questo libro-inchiesta?
Covavo l’idea da qualche anno, da quando cioè è incominciata con grande spiegamento di mezzi una campagna massmediatica con l’obiettivo di dipingere la Chiesa come parassita dello Stato italiano. Volevo tentare di evidenziare il grande servizio sociale reso dal mondo cattolico alla comunità nazionale. Senza toni polemici, ma facendo esempi concreti e fornendo dati precisi o almeno verosimili.

Possiamo dire che uno degli intenti del suo lavoro sia quello di sfatare la falsa credenza che la Chiesa “sfrutti” lo stato ricevendo risorse economiche (tipo l’8 per mille) utilizzandole poi per scopi non sempre dimostrabili?
No. Non sono partito con una tesi preconfezionata. Sono partito cercando di indagare sulla realtà delle cose. A indagine sviluppata è emersa la constatazione che la Chiesa era ben lungi dall’essere parassita dello Stato italiano.

Quali criteri sono stati utilizzati per fare questa ricerca e quanto tempo è stato necessario per realizzarla?
La ricerca è durata un anno, comprendendo anche gli aggiornamenti necessari subito dopo Natale, immediatamente prima che il libro andasse in stampa.

Criteri di ricerca?
Selezionare un numero consistente di ambiti d’azione sociale della Chiesa, contattare i responsabili, constatare di persona (vedi ad esempio, per la lotta contro la droga, la visita alla sede della comunità di don Chino Pezzoli in periferia di Milano), chiedere i dati numerici sul servizio, controllarne nel limite del possibile la credibilità. Poi preparare ogni capitolo, diviso in tre parti. Nella prima un’introduzione con le parole della Chiesa sull’argomento, nella seconda l’esempio concreto, nella terza la quantificazione economica dell’impegno della Chiesa italiana nel settore.

Un lavoro del genere, così vasto e dettagliato avrà avuto bisogno di dati, relazioni, notizie circostanziate fornite da diversi uffici. È stato facile ricostruire l’enorme mole di dati che fornisce nel suo libro? Ha trovato collaborazione dai soggetti interrogati?
No, non è stato facile, considerato come sulla sponda cattolica spesso troviamo dati insufficienti e/o contraddittori. Pensiamo ad esempio al volontariato che in genere guarda prima al fare con entusiasmo piuttosto che alla gestione amministrativa. La collaborazione negli ambiti contattati non è però mai mancata.

Riprendendo una parte del titolo “…come la chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno”; tra i tanti esempi citati, quali crede che siano i più belli ed importanti?
Difficile dire. Certo però ad esempio la lotta alla disoccupazione giovanile nel Sud incarnata nel progetto ‘Policoro’ mi sembra di grande importanza non solo psicologica. Oppure la lotta contro l’usura, condotta con tenacia dalla Consulta nazionale antiusura, oggi impegnata tenacemente anche sul fronte anti-gioco d’azzardo.

Tantissimi gli ambiti da lei analizzati per realizzare l’inchiesta che, così come precisa nella tabella riassuntiva, non ha l’ambizione di essere esaustiva ma che, secondo noi, ha già avuto il merito di contribuire ad aprire un sano dibattito sul ruolo sociale attivo svolto dalla Chiesa in Italia. Quanto questo lavoro aiuterà il dibattito e spingerà la Chiesa, a tutti i livelli, a “spiegare” quanto si fa ogni giorno per la società?
Spero di sì. La comunicazione di quanto la Chiesa fa concretamente sul terreno sociale è non solo opportuna, ma oggi – siamo in tempi di scristianizzazione accelerata tra un numero consistente di giovani e non solo – indispensabile. Il tutto con chiarezza, trasparenza, senza presunzione di essere gli unici e i migliori. Così, semplicemente.

Entriamo nel vivo della sua ricerca. A ogni “capitolo di spesa”, viene associato un esempio, una realtà dove già tutto questo accade ed è quindi possibile. Sembra quasi che lei voglia incoraggiare chi, parrocchie, diocesi, comunità, ancora non ha intrapreso quella strada chiarendo che quella è una strada possibile, praticabile, che qualcuno c’è già riuscito.
Questa è una conseguenza evidente della mia indagine. I tempi sono però socialmente drammatici e questo da una parte rende ancora più urgente il dispiegarsi ancora maggiore della ‘fantasia della carità’, dall’altra pone limiti oggettivi derivati dalla crescente mancanza di mezzi finanziari a disposizione.

Uno dei punti più interessanti da lei toccati riguarda quello dei fondi alle scuole paritarie (che per i 2/3 sono cattoliche) che ogni anno fanno risparmiare allo Stato 4,5 miliardi di euro; senza aggiungere i 370 milioni della formazione professionale. Perché allora tanta avversione e pregiudizi verso questo settore che aiuta lo Stato sia in termini economici, sia valoriali e di contenuto?
La scuola statale pubblica è secondo me fondamentale in uno Stato democratico che deve assicurare a tutti la possibilità di un’istruzione solida, indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia. Questo detto e riconosciuto, è giusto però che sia assicurata la libertà di educazione all’interno del sistema scolastico pubblico, anche perché non raramente oggi giungono notizie preoccupanti da certe scuole statali in cui si impongono agli studenti ideologie contrarie alla dignità umana. Ad esempio si impone la partecipazione a spettacoli o si adottano libri di propaganda omosessuale. Senza parlare di certe ‘lezioni’ in classe in cui la Chiesa viene dipinta come oscurantista e profittatrice. Allora è giusto difendere il diritto alla libertà di educazione all’interno del sistema pubblico, garantita da scuole in cui si cerchi di far crescere l’alunno dandogli la possibilità di vivere i valori cristiani, che sono nel contempo anche umani, fondamento della nostra civiltà. La lotta ideologica contro le scuole paritarie cattoliche è spesso espressione della volontà di lobby finanziarie e libertarie di emarginare la Chiesa dal dibattito pubblico, costringendola nel privato. É la lotta contro forse l’ultimo grande punto di riferimento che nel suo agire postula la dignità di ogni persona umana. Un ultimo punto: la scuola cattolica è stata fondata da ordini e congregazioni religiose, da diocesi e abbazie molto prima che sorgessero le scuole dello Stato!

Quello legato ai risparmi che lo Stato matura grazie alla sanità cattolica (circa 1,2 miliardi ogni anno), sembra essere uno dei dati più difficili da ricavare. Quali sono state le difficoltà?
Il settore della sanità cattolica è molto complesso, considerati i suoi contenuti. É in grave crisi (come del resto tutta la sanità) a causa di vari fattori: il taglio dei posti-letto, il calo continuo del personale religioso (che è in gran parte volontario), lo scandaloso continuo rinvio dei rimborsi dovuti da parte delle Regioni. In alcuni casi, clamorosi e ben noti, poi, sono gli stessi gestori della sanità cattolica a essere caratterizzati da incompetenza e voracità. Cercare di calcolare la cifra complessiva di risparmio per lo Stato grazie alla presenza della sanità cattolica non è stato facile. La cifra di 1,2 miliardi annui è però verosimile. Anzi, qualcuno ha già fatto osservare che è inferiore alla realtà. Preferisco però che mi si dica di aver sottovalutato che non di aver gonfiato e millantato, malattia molto diffusa nella nostra società dell’apparire.

Restiamo ancora su alcuni dei “risparmi” che segnala nel suo libro. Quello del volontariato risulta essere uno dei “calcoli” più complessi e che alla fine, però, dà un valore di 2,8 mld. Perchè ha voluto comunque inserirlo nella sua inchiesta nonostante la difficoltà nel ricavarlo?
Il motivo è semplice: la tendenza internazionale ormai affermata a quantificare economicamente tale servizio, sebbene si possa anche pensare che volontariato e quantificazione economica facciano a pugni. Anche in Italia però tale tendenza è ormai consolidata, come dimostra ad esempio il Rapporto Cnel-Istat del 2011.

A tutta una serie di interventi “strutturali” lei ha aggiunto alcuni casi, come le emergenze nei terremoti in Emilia e Abruzzo, dove la Chiesa ha dimostrato la sua prontezza e reattività di intervento. In cosa si differenzia l’aiuto dato in questi casi dalla Chiesa rispetto a quello istituzionale?
L’aiuto, se incisivo, è sempre valido, indipendente dal fatto che venga da cattolici o non cattolici. Certo, ad esempio nel caso dei terremoti citati, la Chiesa – soprattutto attraverso la Caritas – ha dimostrato ancora una volta di preferire i fatti, cioè la cura della singola persona e della singola comunità, ai grandi discorsi che non sempre si concretizzano.

Alla fine della sua ricerca – che tiene a precisare non esaustiva – sente di aver “tralasciato” qualcosa?
La ricerca non è appunto esaustiva, né poteva esserlo. Per gli esempi è stata fatta da me, per forza, una scelta, che ha escluso tante altre realtà benemerite che conosco o che non conosco (e sono moltissime!). Se si decidesse tra qualche tempo un’edizione aggiornata del libro, sarei volentieri disposto ad ascoltare anche realtà che non ho potuto inserire nelle 140 pagine de ‘L’impegno’.

In definitiva possiamo affermare che la Chiesa, “sostenuta da Qualcun altro”, ma “anche così umana e imperfetta” – come scrive nelle conclusioni del suo libro – è una risorsa insostituibile per lo Stato e per noi cittadini?
Immaginate un po’ che la Chiesa per assurdo chiudesse immediatamente le sue opere sociali. Cosa ne sarebbe dell’Italia? Avremmo come minimo milioni di poveri per le strade. Allora: sarebbe tempo che chi di dovere comprendesse il vantaggio per lo Stato della presenza operosa di una Chiesa vicina ai cittadini, soprattutto ai più bisognosi d’aiuto. É una rete solidale essenziale quella del mondo cattolico, che sarebbe ingiusto punire con una fiscalità pesante e balzelli insopportabili. Lo Stato lo capirà o preferirà invece tirarsi la zappa sui piedi suoi e nostri?

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Matrimoni gay, l’invidia del demonio

Posté par atempodiblog le 14 mars 2013

Matrimoni gay, l’invidia del demonio
di Jorge Mario Bergoglio, S.J.

Lettera del cardinale Bergoglio ai quattro monasteri carmelitani di Buenos Aires in occasione del voto al Senato della Repubblica Argentina sulla proposta di legge intesa a legalizzare il matrimonio e le adozioni omosessuali (approvata il 15 luglio 2010).

Buenos Aires, 22 giugno 2010

Matrimoni gay, l'invidia del demonio dans Fede, morale e teologia papafrancescoi

Care sorelle,

Scrivo queste poche righe a ciascuna di voi che siete nei quattro monasteri di Buenos Aires. Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia.

Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori.

Ricordo una frase di Santa Teresina quando parla della sua malattia infantile. Dice che l’invidia del Demonio voleva vendicarsi della sua famiglia per l’entrata nel Carmelo della sua sorella maggiore. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra.

Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una «mossa» del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio. E Gesù dice che per difenderci da questo accusatore bugiardo ci manderà lo Spirito di Verità.

Oggi la Patria, in questa situazione, ha bisogno dell’assistenza speciale dello Spirito Santo che porti la luce della verità in mezzo alle tenebre dell’errore. Ha bisogno di questo Avvocato per difenderci dall’incantamento di tanti sofismi con i quali si cerca a tutti i costi di giustificare questo disegno di legge, e che confondono e ingannano perfino persone di buona volontà.

Per questo mi rivolgo a Voi e chiedo preghiere e sacrificio, le due armi invincibili di santa Teresina. Invocate il Signore affinché mandi il suo Spirito sui senatori che saranno impegnati a votare. Che non lo facciano mossi dall’errore o da situazioni contingenti, ma secondo ciò che la legge naturale e la legge di Dio indicano loro. Pregate per loro e per le loro famiglie che il Signore li visiti, li rafforzi e li consoli. Pregate affinché i senatori facciano un gran bene alla Patria.

Il disegno di legge sarà discusso in Senato dopo il 13 luglio. Guardiamo a san Giuseppe, a Maria e al Bambino e chiediamo loro con fervore di difendere la famiglia argentina in questo particolare momento. Ricordiamo ciò che Dio stesso disse al suo popolo in un momento di grande angoscia: «Questa guerra non è vostra, ma di Dio».  Che ci soccorrano, difendano e accompagnino in questa guerra di Dio.

Grazie per quanto farete in questa lotta per la Patria. E per favore vi chiedo anche di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi conservi.

Con affetto

Jorge Mario Bergoglio, S.J.
Arcivescovo di Buenos Aires

Traduzione a cura di Massimo Introvigne – La nuova Bussola Quotidiana, 14/03/2013

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La prima preghiera di Papa Francesco I: «Siate misericordiosi»‎‏

Posté par atempodiblog le 14 mars 2013

Il nuovo Pontefice era accompagnato dal segretario di Ratzinger, Monsignor Georg
Prima visita del Papa a Santa Maria Maggiore
Ai confessori: «Siate misericordiosi»
Francesco è andato come promesso a ringraziare la Madonna. Al suo arrivo entusiasmo tra studenti e cittadini romani
Tratto dal: Corriere della Sera

La prima preghiera di Papa Francesco I: «Siate misericordiosi»‎‏ dans Articoli di Giornali e News santamariamaggiore

Sicuramente è mattiniero.  Papa Francesco è arrivato pochi minuti dopo le 8 a Santa Maria Maggiore, una delle principali basiliche della capitale per ringraziare la Madonna. Ma la sua visita è anche la prima in una chiesa romana da vescovo di Roma.

PREGHIERA -  Con il Papa c’erano il prefetto della Casa Pontificia, monsignor George Gaenswein, e il vice prefetto della Casa Pontificia, Leonardo Sapienza. Visita molto breve, rappresentata esclusivamente dal raccoglimento di Papa Francesco in preghiera davanti all’Altare della Vergine. Rivolgendosi poi ai confessori Papa Francesco ha detto: «Siate misericordiosi, le anime hanno bisogno della vostra misericordia».

ENTUSIASMO -  La prima visita del nuovo Pontefice in una chiesa romana ha provocato entusiasmo tra la folla. Ragazzi e ragazze che si accingevano a varcare il portone di ingresso del liceo classico Albertelli, non appena resisi conto della ressa di fotografi e operatori televisivi e della presenza quindi di forze dell’ordine hanno capito che c’era il Papa in Basilica e rapidamente si sono spostati dalla scuola per raggiungere l’ingresso laterale della Basilica. Dalle finestre delle abitazioni circostanti gente anch’essa sorpresa dal clamore vive questo momento particolare, mentre il traffico nella zona – già di per sè intenso perchè in prossimità della stazione Termini – si è fatto ancora più caotico.

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Un Arcivescovo argentino ha detto: “Il nostro Cardinale, Mons. Bergoglio, è stato molto felice quando gli dissi che sarei venuto a Medjugorje”

Posté par atempodiblog le 14 mars 2013

Un Arcivescovo argentino ha detto: “Il nostro Cardinale, Mons. Bergoglio, è stato molto felice quando gli dissi che sarei venuto a Medjugorje” dans Medjugorje bergogliomedjugorjefran

Mons. Emilio Ogñénovich, Arcivescovo Emerito dell’Arcidiocesi di Mercedes-Luján (Argentina) è stato a Medjugorje dal 25 al 31 Maggio 2006. Durante la sua visita ha incontrato il Parroco Fra Ivan Sesar. Mons. Ogñénovich, che ha fondato una Televisione ed una Radio Cattolica a Buenos Aires, ha espresso il desiderio di visitare Radio “Mir” Medjugorje, che considera l’anima di Medjugorje. In una intervista concessa a Huanita Dragi, Mons. Emilio Ogñénovich ha detto riguardo a Medjugorje:
“Sfortunatamente all’interno della Chiesa c’è ancora molta ignoranza sulla grande realtà soprannaturale che sta avvenendo a Medjugorje, nel cuore del mondo moderno. Ciò che mi riempie di speranza sono le parole di Giovanni Paolo II che ha detto, a noi Sacerdoti e Vescovi, di accompagnare i pellegrini a Medjugorje perché qui essi pregano, si convertono, digiunano, cambiano vita. La Chiesa avrà bisogno ancora di tempo per esprimere la sua posizione su Medjugorje, come, nella sua sapienza, si è presa del tempo per esprimere la sua posizione su Fatima e Lourdes.
Riguardo a Medjugorje, condividerò la mia convinzione personale con i miei Confratelli Vescovi della Conferenza Episcopale Argentina e con il nostro Cardinale, Mons. Bergoglio, che è stato molto felice quando gli dissi che sarei venuto a Medjugorje. Se mi chiedete la mia opinione su Medjugorje, vi dirò che può essere paragonata ad una madre, ad una donna al sesto mese di gravidanza che aspetta con impazienza il momento della nascita di suo figlio, ma nessuno può affrettarlo, perché il momento giusto arriverà”.

Tratto da: Medjugorje.hr
Fonte:
Maria a Medjugorje

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Francesco, vai e ripara la mia casa

Posté par atempodiblog le 13 mars 2013

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Papa Francesco I, dono di Dio

Posté par atempodiblog le 13 mars 2013

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Ringraziamo Dio per il dono del nuovo Papa Francesco I. E’ apparso sulla loggia di S. Pietro un uomo vestito di bianco che irradia umiltà, dolcezza e semplicità. Un Papa che ha iniziato il suo Pontificato recitando con noi le preghiere del buon cristiano. Un Papa che, come suo primo gesto, andrà a chiedere l’aiuto della Madonna perchè l’assista nel suo ministero di Vescovo di Roma, che presiede alla carità della Chiesa universale. Un Papa che si chiamerà Francesco e che vuole abbracciare tutti gli uomini come fratelli. Siamo grati alla Madonna per questo dono del suo amore materno alla Chiesa e al mondo intero.

di Padre Livio Fanzaga

PS Grazie al  sostegno morale del Card. Bergoglio, Vescovo di Buenos Aires, Radio Maria si è estesa in tutta l’Argentina.

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Francesco I, il Papa di Maria

Posté par atempodiblog le 13 mars 2013

IL PRIMO SALUTO DEL PAPA
“Preghiamo l’uno per l’altro. Cominciamo un cammino di amore”.

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“Voi sapete che il dovere del Conclave era di dare un vescovo a Roma; sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo. Ma siamo qui. Grazie dell’accoglienza. Preghiamo tutti insieme per il vescovo emerito di Roma”.

Un pensiero affettuoso a Ratzinger. Poi ha recitato con tutta la piazza il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria.

“Adesso incominciamo questo cammino, vescovo e popolo, un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi, l’uno per l’altro, per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi cominciamo sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa bella città. Vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi pregate il Signore perché mi benedica. In silenzio fate questa preghiera di voi su di me”.

Dopo la benedizione Urbi et Orbi in latino, si è accomiatato.

“Pregate per me, ci vediamo presto, domani voglio andare a pregare la Madonna perché custodisca tutta Roma. Buon riposo”.

Fonte: Avvenire

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Il card. Bergoglio è Papa Francesco I

Posté par atempodiblog le 13 mars 2013

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Habemus Papam: BERGOGLIO Card. Jorge Mario, S.I. Ripercorriamone la vita

Posté par atempodiblog le 13 mars 2013

Habemus Papam: BERGOGLIO Card. Jorge Mario, S.I. Ripercorriamone la vita dans Articoli di Giornali e News jorgemariobergoglio

Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, S.I., Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L’11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo «San José» di San Miguel.

Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell’Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires.

Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia  presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo «San José», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea.

Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote.

Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua.

È stato maestro di novizi a Villa Barilari,  San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell’Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni.

Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel.

Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore.

Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l’ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luján, Monsignor EmilioOgñénovich.

Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino.

È autore dei libri: «Meditaciones para religiosos» del 1982, «Reflexiones sobre la vida apostólica» del 1986 e «Reflexiones de esperanza» del 1992.

È Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito.
Gran Cancelliere dell’Università Cattolica Argentina.

Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001).

Dal  novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina.

Dal B. Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

È Membro:

  • delle Congregazioni:  per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; per il Clero; per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica;

  • del Pontificio Consiglio per la Famiglia:

  • della Pontificia Commissione per l’America Latina.

Fonte: vatican.va

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In diretta dal Vaticano. In attesa della nuova fumata…

Posté par atempodiblog le 13 mars 2013

In diretta dal Vaticano

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«Tempi da Anticristo, un Papa guerriero ci guiderà»

Posté par atempodiblog le 12 mars 2013

«Si avvicina il tempo della grande prova, e l’unico modo per rispondere è una riforma della Chiesa attraverso la santità». Padre Livio Fanzaga, direttore e vera anima di Radio Maria, non ha dubbi. Guidato anche dai messaggi trasmessi dai veggenti di Medjugorje, sa leggere in profondità questo nostro tempo così pieno di incognite, con un mondo attraversato da una grave crisi, morale ancora prima che economica, e una Chiesa che aspetta l’elezione del nuovo Papa tra tensioni e divisioni.

«Tempi da Anticristo, un Papa guerriero ci guiderà» dans Anticristo liviofanzagaradiomaria

Padre Livio, dai microfoni di Radio Maria lei insiste molto sulla prova che aspetta il mondo e soprattutto la Chiesa. Ma quali sono i segni che questo tempo si avvicina?
Mi sembra che i segni siano piuttosto evidenti: in una parola si potrebbe dire l’avanzata del potere delle tenebre. Non solo la grave crisi economica e finanziaria, ma la possibilità che oggi l’uomo ha di distruggere la terra su cui vive, il trionfo della religione umanitaria, la costruzione di un mondo senza Dio e quindi lo scatenarsi di un attacco furioso contro la Chiesa, la persecuzione. Se guardiamo con attenzione non possiamo non vedere come il tempo abbia preso un’accelerazione incredibile, come un masso che prende velocità staccandosi da una montagna e rotolando verso il basso.

Lei parla di un grande attacco alla Chiesa, e lo ha detto più volte anche Benedetto XVI parlando di nemici esterni ma anche interni.
Si deve leggere questa situazione come l’approssimarsi del grande attacco di Satana alla Chiesa, “Satana sciolto dalle catene” nel linguaggio dell’Apocalisse e come afferma la Madonna a Medjugorje. L’obiettivo è distruggere la Chiesa, delegittimare i suoi pastori, e il cristianesimo in generale. Mi sembra sia evidente come la Chiesa sia sotto attacco globale, anche attraverso i media e i grandi poteri che regolano il mondo, mentre si afferma una nuova religione umanitaria, con l’uomo ridotto ad animale. E’ l’impostura anticristica di cui parla anche il catechismo della Chiesa cattolica (no. 675-676). Il tempo della prova, per la Chiesa, è il tempo della grande apostasia, e lo stiamo già vedendo.

Quali sono i segni all’interno della Chiesa?
Lo vediamo soprattutto in uno sbriciolamento della fede, e responsabili ne sono gli stessi sacerdoti. Maria Valtorta lo aveva previsto già nel 1943, ma anche la Madonna nell’apparizione alle Tre Fontane lo aveva annunciato: la crisi del sacerdozio, che è ancora in atto. Non solo dopo il Concilio hanno abbandonato il sacerdozio il 20% dei preti, ma quelli che sono rimasti si sono in larga parte secolarizzati, hanno edulcorato la fede, la stanno dissolvendo. La crisi del sacerdozio è crisi intellettuale più che morale, cioè è crisi di fede. Lo vediamo in tanti libri di teologi, biblisti, negli insegnamenti nei seminari, c’è quello che già Paolo VI chiamava l’affermarsi di un pensiero non cattolico. Si dissolve la fede in Gesù figlio di Dio, si nega l’inferno – se c’è è vuoto, si dice -, addirittura si arriva a negare i miracoli, vale a dire il soprannaturale che è l’essenza della nostra fede. La parola di Cristo viene demolita, la Sua volontà – vedi la questione del sacerdozio alle donne – la si vorrebbe riaggiustare secondo criteri umani. Si dice che la Chiesa si deve aggiornare e si invocano riforme umane. Ma la Chiesa non si deve aggiornare, è la fedeltà alla sua identità che l’ha preservata nei secoli. Guai a noi se perdiamo la dimensione evangelica, radicale, l’affermazione di Cristo salvatore del mondo. La tentazione da superare è il cedimento al mondo. Cosa hanno risolto i protestanti ammettendo le donne al sacerdozio o eliminando il celibato dei preti? Nulla, anche dal punto di vista morale ci sono più pedofili tra i pastori protestanti che tra i preti cattolici. Queste sono le false riforme della Chiesa, e il mondo tifa per quelli che nella Chiesa si mettono su questa strada.

E in questo panorama c’è la rinuncia del Papa…
Anche questo è un segno del tempo che si sta preparando. Benedetto XVI è pienamente cosciente di ciò che si prepara, ha rinunciato per dare spazio a uno più forte fisicamente, e lo ha detto con chiarezza. Andiamo verso tempi in cui c’è bisogno anche della forza fisica, oltre che morale, serve un Papa guerriero, un vero soldato di Cristo. E Benedetto XVI continuerà a seguire la battaglia con la preghiera, che è l’arma principale, come desidera anche la Madonna.

Può spiegare meglio questo passaggio?
L’obiettivo della Madonna è rafforzare la fede attraverso la preghiera. Perché dalla preghiera viene tutto, è una sorgente d’acqua che fa ricrescere tutto: l’incontro con Dio, la scoperta dei sacramenti, la luce del discernimento, la forza del combattimento spirituale. Fin dall’inizio delle sue apparizioni a Medjugorje ha invitato i veggenti a dire il Credo, prima del rosario, dopo la messa: sempre il Credo, che Lei dice essere la preghiera più bella. La Madonna vuole riformare la vita cristiana, bisogna che la grazia cambi i cuori, vuole la conversione, ed ecco quindi l’importanza della confessione. Non è un caso che il simbolo di Medjugorie siano le decine di confessionali all’aperto a cui si accostano ogni giorno centinaia di fedeli. Anche questo peraltro conferma quello che dicevo sulla crisi del sacerdozio: qui da noi i confessionali sono vuoti, ma se le stesse persone qui non si confessano e poi si sentono spinte a farlo a Medjugorje, evidentemente c’è qualcosa che non funziona nei preti qui, non è colpa dei fedeli.
Da questa conversione poi la Madonna desidera la pratica dei comandamenti: al proposito, ha fatto scalpore che nell’apparizione dello scorso 25 dicembre per la prima volta la Madonna non abbia parlato: si è invece alzato Gesù Bambino che ha ammonito “Io sono la vera pace, osservate i miei comandamenti”. Se non abbiamo la vita di Cristo dentro di noi, non siamo credibili.
La vera riforma che è chiesta è la santità, e del resto le grandi riforme nella Chiesa le hanno sempre fatte i santi. E tutti i fedeli sono chiamati alla santità, tutti siamo chiamati a una conversione che dura tutta la vita.

Insomma, sembra proprio che la Madonna stia preparando un piccolo esercito per la battaglia che s’avvicina.
Esatto, c’è un’incessante chiamata a diventare suoi apostoli decisi a testimoniare fino a dare la vita. Nel tempo della prova è necessario che ci sia un piccolo gregge che resiste, per dare luce agli altri, punto di riferimento per gli altri. Dio ha sempre fatto così: laddove ci sono le tenebre accende una luce, basti ricordare  Massimiliano Kolbe e Edith Stein nei lager nazisti.

di Riccardo Cascioli –  La nuova Bussola Quotidiana
Tratto da: Ascolta tua Madre

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Il Papa, il mio più dolce e più grande amore

Posté par atempodiblog le 12 mars 2013

Il Papa, il mio più dolce e più grande amore dans Citazioni, frasi e pensieri sanluigiorione

«Ed ora, ad uno ad uno e insieme, spiritualmente abbracciandovi “in osculo sancto”, vi conforto alla virtù, o figlioli miei, che siete l’anima mia. E vi esorto ad avere sempre grandissima confidenza nella Divina Provvidenza, e ad amarvi, figlioli miei, ad amarvi insieme, e ad amarvi tanto, e ad amare le Anime, le Anime!, cercando specialmente gli umili e i piccoli abbandonati. Questo è il desiderio affocato dell’anima mia; ma, prima ancora il mio più dolce e più grande amore è il Papa, cioè Cristo: il Papa, per me e per Voi, è Gesù Cristo stesso: “il dolce Cristo in terra”, diceva Caterina da Siena.

Amare il Papa è amare Gesù Cristo. Onde dobbiamo avere a singolarissima grazia del Cielo di logorare, di consumare e dare la vita umilmente e fedelissimamente, ai piedi della Chiesa e per la Santa Chiesa, per i Vescovi e per il Papa.  E così, fedeli all’azione interiore e misteriosa dello Spirito e di quella eterna Verità che ci fa liberi: guidati dal magistero autentico, vivo e solo infallibile della Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica e romana: in uno spirito di amore, di comunione soave, sacra, fraterna: i Figli della Divina Provvidenza aiutando Iddio, credano, sperino, lottino, soffrano, amino!».

San Luigi Orione

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Il Padre

Posté par atempodiblog le 11 mars 2013

Il Padre dans Charles Péguy 15zpagy

«Il padre è colui che è chiamato ad attraversare il mare controcorrente, prendendosi sulle proprie spalle il peso di un pezzo di mondo».

Charles Péguy

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Il Volto che perdona

Posté par atempodiblog le 11 mars 2013

Il Volto che perdona dans Citazioni, frasi e pensieri 2v157xl

«Gesù Cristo è al centro di tutto, assume tutto, soffre tutto. E’ impossibile colpire una creatura senza colpirLo, umiliare qualcuno senza umiliare, o uccidere qualunque uomo senza maledire o uccidere Lui stesso. Il più vile di tutti i manovali è costretto a servirsi del Volto di Cristo per ricevere un ceffone da non importa quale mano. Altrimenti lo schiaffo non potrebbe mai rag­giungerlo e resterebbe sospeso, nell’intervallo dei pianeti, per secoli e secoli, fino a che non incontrasse il Volto che perdona».

Léon Bloy

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