Sant’Agostino

Posté par atempodiblog le 28 août 2012

Una scintilla nascosta dans Citazioni, frasi e pensieri agostino

Viveva una volta in Africa, dove oggi c’è la Tunisia, una famiglia composta dal padre, dalla madre  e da un ragazzo.
Il padre era pagano, la madre si chiamava Monica ed era una fervente cristiana. Il figlio aveva imparato da lei il Catechismo ed era catecumeno, cioè si preparava a ricevere il Santo Battesimo.
Si chiamava Agostino e non fu battezzato perché dava grandi dispiaceri alla mamma.
Era molto intelligente ed era sempre il primo della classe. Poi divenne professore.
Egli aveva voluto dimenticare Dio, ma Dio non si dimenticò di lui e un giorno il Vescovo di Milano, S.Ambrogio, lo convertì.
Agostino divenne un grande Santo, molto più caritatevole. Fu anche lui Vescovo. Nella sua sala aveva fatto scrivere con grandi lettere: “Qui non si parla male del prossimo”.
Quanti cattolici dovrebbero scrivere questa frase nelle loro case!

PROPOSITO: Cercherò di non parlare male di nessuno.

di Henry Perroy

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Il criterio della verifica personale

Posté par atempodiblog le 26 août 2012

Il criterio della verifica personale dans Fede, morale e teologia fariseoepubblicano

Quando cerchiamo di comprendere noi stessi alla luce di Dio, quando vogliamo sapere la verità su ciò che sta realmente nel nostro cuore – al di là degli abili inganni con cui tentiamo di rappresentarci a noi stessi, ed anche al di là dei singoli peccati di cui possiamo essere vittime per delle debolezze momentanee – il punto della verifica è proprio questo atteggiamento radicale: ci fidiamo di noi stessi o di Dio? Vogliamo abbandonarci a Lui o siamo adoratori del nostro io?

Difficilmente sappiamo conoscere noi stessi, e ci riusciamo soltanto mediante la luce che Dio ci dona; ma Gesù, con la Sua luce interiore di Verbo di Dio, conosce quel che c’è nel cuore di ogni uomo: sa vedere se, al di là dei difetti e delle fragilità umane, un cuore è aperto e desideroso di migliorarsi, oppure se, camuffato sotto una giustizia puramente esteriore, è un cuore indurito. Egli accorda fiducia ai pubblicani e alle meretrici, la cui vita è immersa nel peccato, perché vede in loro – forse – la consapevolezza della propria fragilità e la disponibilità ad abbandonarsi a Dio perché li guarisca. Il pubblicano è peccatore, ma desidera guarire e si affida a Dio come il malato fa con il medico; questo è indice di guarigione incipiente. Invece, quando una persona è formalmente giusta, ma il suo cuore è indurito – è l’atteggiamento degli scribi, o del fariseo pieno di sé che prega nella sinagoga – cova i peccati più gravi, quelli di coloro che, non credendo in Cristo, l’hanno condannato e messo in croce.

Anche noi, per conoscere noi stessi, al di là delle nostre virtù attuali e dei nostri difetti attuali, dobbiamo saper scorgere il nostro atteggiamento di fondo, la radice da cui verranno i nostri comportamenti.

Padre Livio Fanzaga

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Ivan: i segreti metteranno la Chiesa alla prova

Posté par atempodiblog le 25 août 2012

Ivan: i segreti metteranno la Chiesa alla prova dans Medjugorje

Le prove aumenteranno per la Chiesa cattolica nel periodo in cui i dieci segreti profetici della Vergine Maria affidati ai veggenti di Medjugorje si avvereranno. Un assaggio è già presente, ha detto il veggente Ivan Dragicevic a Radio Maria il 14 agosto.

“Ivan, è giusto dire che il tempo dei dieci segreti sarà un tempo di grande prova per la Chiesa e per il mondo?” ha chiesto Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria.

“Certamente. Sono pienamente d’accordo. Sui dieci segreti non possiamo dire nulla. Posso solo dire che è un periodo molto importante. In modo particolare è un periodo importante per la Chiesa. Tutti dobbiamo pregare per questo”. Ha risposto Ivan.

“Sarà un periodo di prova per la fede delle persone?”, “un po’ è presente già ora”. È stata la risposta del veggente.

Papa Benedetto XVI ha annunciato l’Anno della Fede il 16 ottobre 2011. Inizierà l’11 ottobre quest’anno e si concluderà il 24 novembre 2013.

“Forse è per questa ragione che Papa Benedetto, ispirato dalla Madonna, ha annunciato “l’Anno della Fede”?

“Penso che il Papa sia guidato direttamente dalla mano della Vergine Maria, e in questo è sicuramente d’accordo con te. Guida la sua Chiesa, e quello che avviene qui viene trasmesso a tutto il mondo”.

Perché tutto vada nel migliore dei modi Ivan raccomanda e incita tutti a pregare per le intenzioni della Vergine Maria. Dice di non conoscere per intero il piano della Vergine Maria, ma ciò non esime lui o altri dalla corresponsabilità per la realizzazione:

“Io non so esattamente quale sia il piano della vergine Maria, ma questo non significa che io non debba pregare per la realizzazione di questo piano. Noi non abbiamo bisogno di sapere tutto, ma noi dobbiamo pregare e cercare di adempiere le richieste della Madonna.”

“La Madonna ha un piano per il mondo. La Madonna ha un piano per la Chiesa. Ma invita tutti noi a  partecipare perché ognuno di noi è parte del suo piano. La Madonna dice: <<sono con voi e con voi voglio realizzare i miei piani. Perciò decidetevi per il bene, combattete contro il peccato e il
male>>.

“Vedi, quando parliamo del piano della Madonna, non so dire di preciso di cosa si tratti, ma questo non significa che non devo pregare per la sua realizzazione. Se la Madonna lo vuole, dobbiamo accettare le sue richieste”.

Fonte: Spirit Daily
Traduzione a cura di: atempodiblog.unblog.fr

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Guardati dal giudicare

Posté par atempodiblog le 25 août 2012

Guardati dal giudicare dans Apoftegmi dei Padri del deserto

Il padre Isacco di Tebe si recò un giorno in un cenobio; vide un fratello peccare e lo condannò. Quando uscì nel deserto, un angelo del Signore andò a fermarsi davanti alla porta della sua cella e gli disse: «Non ti lascio entrare!». «Ma perché?», disse l’altro. L’angelo gli rispose: «Dio mi ha mandato a chiederti: – Dove ordini che io getti il fratello caduto che tu hai giudicato?». Immediatamente Isacco si prostrò e disse: «Ho peccato, perdonami!». «Alzati! – gli disse l’angelo –, Iddio ti ha perdonato; ma d’ora innanzi guardati dal giudicare qualcuno prima che Dio l’abbia giudicato» (240cd; PJ IX, 3).

Apoftegma dei Padri del deserto

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Il cespuglio spinoso

Posté par atempodiblog le 25 août 2012

Il cespuglio spinoso dans Derisione

Era cresciuto sui fianchi del monte e si era inebriato di aria e di sole. Ma dopo i primi tempi in cui era un germoglio verde tenero,i suoi rametti contorti e sgraziati si erano coperti di spine sgradevoli ed appuntite…
Era detestato dagli uccelli e dalle pecore, alle quali senza volerlo strappava bioccoli di lana quando lo sfioravano. Perfino le capre, che non sono schizzinose e brucherebbero anche le pietre, lo evitavano.
Gli altri cespugli e gli arbusti sfoggiavano fiori e foglie, e taluni perfino frutti. Il povero cespuglio spinoso produceva solo spine… Il vento della sera gli portava il disprezzo e la derisione delle altre piante.
Ma quando Dio volle parlare a Mosè, scelse l’umile cespuglio spinoso sui fianchi della montagna. E il cespuglio divenne il trono di Dio, splendente più del sole, ardente di luce e di fuoco, come se ognuna delle sue spine si fosse trasformata in una pietra preziosa dai mille riflessi di luce purissima.

La scolaresca era in fila davanti alla mostra delle più grandi invenzioni del secolo. La maestra cercava di preparare i bambini a quello che avrebbero visto. Chiese: “Chi sa dirmi una grande invenzione di oggi, che non c’era cento anni fa?”.
E un ragazzino, convinto e puntandosi l’indice al petto:

“Io signora maestra”.

di Don Bruno Ferrero – “A volte basta un raggio di sole”

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L’Amore non è amato

Posté par atempodiblog le 24 août 2012

L'Amore non è amato dans Citazioni, frasi e pensieri Suor-Faustina

La mia stanzetta isolata [in ospedale]  è vicina ad una sala dove ci sono gli uomini. Non sapevo che gli uomini fossero così chiacchieroni; dal mattino fino a notte fonda continuano a parlare di svariati argomenti. Nella sala delle donne c’è molto più silenzio. Si fa sempre questa accusa alle donne; io però ho avuto modo di convincermi del contrario. Difficile per me concentrarmi nella preghiera in mezzo a quelle risate e a quelle spiritosaggini. Non mi danno alcun disturbo solo quando la grazia di Dio prende totalmente possesso di me, poiché allora non so quello che avvenga attorno a me. O Gesù mio, questa gente quanto poco parla di Te! Parlano di tutto, ma non di Te, o Gesù. E se parlano poco, certamente non Ti pensano affatto. Si occupano del mondo intero, ma su di Te, o Creatore, il silenzio. È triste per me, o Gesù, vedere questa grande indifferenza e ingratitudine da parte delle Tue creature. O mio Gesù, desidero amarTi per loro e ricompensarTi col mio amore.

Santa Faustina Kowalska

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Nelle cadute

Posté par atempodiblog le 24 août 2012

Nelle cadute dans Citazioni, frasi e pensieri venerabile-Josefa-Menendez

Farò conoscere alle anime fino a qual punto il Mio Cuore le ama e le perdona, e come si compiaccia delle loro stesse cadute…! Sì, scrivilo, Me ne compiaccio!

Leggo nel fondo delle anime e vedo il loro desiderio di piacerMi, di consolarMi, di glorificar­Mi, e l’atto d’umiltà che sono costrette a fare vedendosi così deboli, è proprio quello che consola e glorifica il Mio Cuore: supplisco Io a ciò che loro manca!”.

Gesù alla Ven. Josefa Menendez

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Piangere molto sulle mancanze commesse non è umiltà

Posté par atempodiblog le 24 août 2012

Piangere molto sulle mancanze commesse non è umiltà dans Citazioni, frasi e pensieri

Piangere molto sulle mancanze commesse non è umiltà: e più ancora se sono involontarie. Appena cade deve chiedere perdono a Gesù, e poi –come un bambino con la mamma– avvicinarsi al Suo Cuore, fiduciosa che non solo l’ha perdonata, ma che se n’è dimenticato!

Santa Teresa di Los Andes

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Due grandi navi su un fiume

Posté par atempodiblog le 23 août 2012

Due grandi navi su un fiume dans Apoftegmi dei Padri del deserto

Si raccontava di un fratello venuto a Scete per vedere il padre Arsenio; giunto alla chiesa, pregava i chierici di farglielo incontrare. Gli dissero: «Ristorati un poco, fratello, e poi lo vedrai». Ma egli diceva: «Non toccherò cibo prima di averlo incontrato». Gli mandarono un fratello ad accompagnarlo, perché la cella di Arsenio era molto lontana. Dopo aver bussato alla porta, entrarono, e, salutato l’anziano, si sedettero in silenzio. Disse allora il fratello mandato dalla comunità: «Io vado, pregate per me». Il fratello forestiero, che non aveva il coraggio di rivolgere la parola all’anziano, gli disse: «Vengo anch’io con te». E uscirono insieme. Lo pregò poi: «Portami dal padre Mosè, quello che prima era un ladrone». Al loro arrivo, questi li ricevette con gioia e li congedò dopo un’accoglienza molto ospitale. Il fratello che faceva da guida disse all’altro: «Ecco, ti ho portato da un padre straniero e da un egiziano, quale dei due ti è piaciuto di più?». «Per ora mi è piaciuto di più quello egiziano», rispose. Uno dei padri, udito ciò, pregò Dio: «Signore, spiegami questa cosa: l’uno sfugge gli uomini per il tuo nome, l’altro per il tuo nome li abbraccia». Ed ecco gli apparvero due grandi navi su un fiume e vide in una di esse il padre Arsenio, che navigava in grande quiete con lo Spirito di Dio, nell’altra vide il padre Mosè insieme a degli angeli di Dio che navigavano con lui e lo nutrivano con favi di miele (104b-105b).

Apoftegma dei Padri del deserto

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Ciò che può dire un viaggio in Scozia

Posté par atempodiblog le 23 août 2012

Ciò che può dire un viaggio in Scozia dans Viaggi & Vacanze

La Scozia è una delle mete turistiche più ambite, ma non è scontato e neanche facile cogliere – al di là delle incantevoli vallate, degli spettacolari fiordi, delle isolate brughiere, delle innumerevoli pecore dalle facce strane e delle mucche pelose, al di là delle stupende cattedrali gotiche, dei celebri castelli e anche delle distillerie di whiskey, al di là perfino dei kilt e delle cornamuse – il quid profondo, l’idem sentire che tiene unito questo popolo a questa terra e alla sua storia.

Sia chi la Scozia la immagina ancora, sia chi ha potuto vederla, la sente come una terra legata al suo passato, indissolubilmente, al punto che una Scozia differente, una Scozia pienamente aperta agli sconvolgimenti odierni e futuri (di cui Londra è il centro dissolutore per eccellenza), non sarebbe più la Scozia. E ciò è vero, in effetti: non che in Scozia non ci siano stati cambiamenti, non che non ve ne siano anche di profondi in corso (come in ogni luogo dell’Occidente), non che gli scozzesi, sebbene periferici, non abbiano anch’essi più o meno subito ciò che ogni europeo sta subendo, specie negli ultimi decenni.

Ma è innegabile che la più banale delle visioni ideali della Scozia rimane ancor oggi la più reale: gli scozzesi sono ancora profondamente ancorati alla loro tradizione, alla loro storia, alla loro civiltà. Perfino alle loro famiglie aristocratiche, tutte, in qualche modo, discendenti dagli antichi clan, che per secoli forgiarono la storia di questa terra con le loro brutali guerre intestine, con il loro lavoro dei campi e dei pascoli, con la loro fiera autarchia e dura mentalità gerarchica.

Al di là del fantasma di turno, ogni castello scozzese ti parla: al suo interno trovi foto, quadri, ricordi, di famiglie di secolare tradizione, ancor oggi in gran parte abitanti i loro manieri e – in qualche modo più o meno evidente – ancor oggi “signori” delle terre limitrofe che un tempo erano di loro diretta proprietà. In ogni castello ancora abitato, le famiglie hanno voluto costantemente mettere in mostra al visitatore il legame ininterrotto con l’ascendenza storica e genetica, la cronologica gloria dei loro antenati, il mai tramontato gusto per il saper vivere e per il saper morire, che sia per la patria o di vecchiaia.

I castelli più antichi, ruderi medievali, si affacciano su laghi e fiordi, guardiani di un passato che è ogni giorno presente agli occhi degli scozzesi in vita.

È facile dire che il suonatore di cornamusa, che si trova sotto ogni castello e che ogni 30 minuti ti intona il potente suono dello strumento nazionale, stia lì per soldi o per folklore. Non è così, non solo così. Il suonatore di cornamusa non è il nostro centurione sotto il Colosseo: è molto di più, è il pianto per un mondo che a nessun costo si vuole perdere, per una società che è ancora viva nei cuori di gran parte degli scozzesi, perché fatta di cose (castelli, famiglie, ruderi, laghi, fiordi, pecore, mucche, whiskey) ancora presenti ovunque e ogni giorno ai loro occhi.

Certo, poi c’è anche Edimburgo, città piccola ed elegante, ma anche contemporanea per il suo caos, che suona ancora più stonato agli occhi e alla mente del turista che vi arriva dopo 10 giorni di Highlands. Ma perfino Edimburgo ritrova il suo dna nella fortezza che la domina, specie le sere del celeberrimo Tattoo, lo “spettacolo nazionale della Scozia”, quando centinaia di scozzesi in kilt e cornamuse intonano l’inno al senso della loro esistenza, della loro patria, della loro terra.

Nei vari manieri, nei municipi delle città, nei luoghi pubblici, non è la Union Jack che sventola, ma la bandiera della Scozia, con il suo unicorno e il suo leone. E anche al Tattoo, v’è sì l’ovvio omaggio alla Regina e si intona l’inno inglese, ma al di là di questo è la storia di Scozia che si celebra. Verso la fine dello spettacolo, si fa silenzio, silenzio di cornamuse e anche di pubblico. Nella penombra della sera avanzata, al suono triste di una sola cornamusa, un giovane paggio scozzese, in kilt, porta, con passo lento e grave, una corona per tutto il grande cortile d’entrata
alla fortezza, dove si svolge lo spettacolo. Quella splendida corona, che tutti guardano, si dirige verso il portone della fortezza (dove è conservata, con lo scettro e la spada regali), che si apre per farla entrare e poi si richiude. Quasi come a dire: in Gran Bretagna c’è sì un sovrano, ma questa corona attende ancora il suo vero sovrano…

E chi potrebbe essere questo sovrano? La risposta, per chi sa e vuole trovarla, è in ogni maniero, in ogni negozio di ricordi, nei tanti stemmi regali, ovunque presenti in questa terra speciale. Anche nelle magliette per ragazzi. Lì non trovi, eccetto banali situazioni, i Windsor. Trovi gli Stuart. Trovi il volto di Mary, i ritratti dei suoi discendenti, soprattutto il volto di Bonny Prince Charly, del bel Principe Carlo Stuart, il leader indiscusso degli highlanders, che nel 1715, nel 1719 e poi con lui nel 1745, si elevarono in armi contro i neo-sovrani protestanti della casata di Hannover, Re di Inghilterra, per ridare alla Scozia la propria legittima dinastia, la propria indipendenza, la propria fede.

Quella corona che passa in mezzo a centinaia di suonatori di cornamuse nello spettacolo scozzese per eccellenza ed entra nella fortezza della Scozia, attende ancora il suo Re. E forse anche qualcos’altro… Ad Inverness, entrando nella cattedrale gotica (dove furono
fucilati dagli inglesi decine di highlanders cattolici), ho subito avuto una stranissima sensazione: mi sembrava di essere in una chiesa cattolica, nulla mancava eccetto il Ss.mo Sacramento. Poi, in un punto della navata di sinistra, ho visto delle candele accese. Incuriosito, mi sono avvicinato, e sono
rimasto fermo e muto: quelle candele accese, infatti, erano sotto un affresco della Madre di Dio. Gli scozzesi non dimenticano. E aspettano.

di Massimo Viglione – Corrispondenza romana

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Maria, Regina del Cielo

Posté par atempodiblog le 22 août 2012

Maria, Regina del Cielo dans Fede, morale e teologia Maria-Regina-del-Cielo

Nel sublime canto del poeta Dante Alighieri, la contemplazione del poeta, giunto al vertice del Paradiso, al centro della candida rosa formata da angeli e santi, si fissa negli occhi della Vergine Maria, per ottenere dalla Regina del Cielo la grazia di poter intuire per un istante l’essenza di Dio stesso.

Tutta la riflessione della Chiesa attraverso i secoli, la teologia spirituale e soprattutto la contemplazione dei mistici, sempre hanno affermato la sovranità di Maria santissima, che si estende a tutto il creato ed anche alla gloria del Paradiso.

La predilezione di Dio per Maria santissima è il fondamento di questa dottrina certa e consolante. Dio ha prescelto dall’eternità questa donna per ricapitolare in Lei tutto il progetto originario di amore ch’Egli aveva sull’uomo. Immacolata, purissima, Madre del Figlio di Dio, Martire nella corredenzione con Cristo, Madre dei credenti e della Chiesa, Maria fu privilegiata della incorruttibilità del suo corpo umano nella risurrezione della sua Assunzione al Cielo. E lì proclamata con ogni diritto da Dio come la più alta tra tutte le creature, associata alla vittoria di Cristo suo Figlio, associata in tutto per la Grazia santificante che l’ha identificata in pienezza, qual creatura umana può ricevere, con la divinità del Figlio di Dio eterno.

Il Figlio di Dio! Il Creatore dell’universo insieme con il Padre, il Vincitore del peccato e della morte, Colui che ci ha donato lo Spirito dell’Amore e della santità! E Maria è associata pienamente a Lui, più di tutti gli angeli e santi, al vertice della santità della creazione. Per questo è proclamata Regina dell’universo, come degli Angeli e dei santi. La gloria del trionfo di Cristo suo Figlio si colora e viene celebrata da tutto il Paradiso con la presenza specialissima di Maria.

Giustamente i santi, particolarmente don Bosco, don Cafasso e don Allamano l’hanno voluta invocare come Regina di vittorie anche nella storia della Chiesa. La Vergine è con Cristo e per merito suo Madre della Chiesa, Ausiliatrice del popolo cristiano, Consolatrice di quanti sperano l’intercessione sua potente, pietosa sorella di quanti sono immersi nelle tristezze di questa vita.

Così dunque la invochiamo, riverenti dinnanzi alla meravigliosa provvidenza di Dio, che vuole manifestarci un barlume della sua tenerezza infinita di amore, nel volto sereno e consolatore di Maria. Se Maria, pur semplice creatura, per volontà di Dio tanto ci ama, se sollecita si prende cura di ciascuno di noi, se intercede con il Figlio davanti al Padre nostro Dio, quanto ci deve amare quel Dio che ispira e sostiene i sentimenti di Maria!

Padre, Padre dei Cieli, Padre nostro amatissimo, padre di tenerezza infinita, ti ringraziamo per le meraviglie operate in Maria e nei tuoi Santi. Ti ringraziamo per aver fatto di loro i nostri protettori, cui hai voluto concedere l’efficacia della loro preghiera per noi.

E tu, Madre santa, Consolatrice nostra, volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi, abbi pietà delle nostre miserie di poveri peccatori, allontana da noi il male del peccato e delle insidie del demonio, ed aiutaci, Madre Potente, perché anche noi possiamo con te, contemplare il frutto del tuo seno, Colui che hai generato nella tenerezza di Mamma, Gesù fratello e redentore nostro. Amen.

Don Franco ASSOM sdb
Vice rettore Basilica Maria Ausiliatrice di Torino-Valdocco

Fonte : Don Bosco Land 

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Il Papa è sotto la protezione di Maria

Posté par atempodiblog le 21 août 2012

Veggente Medjugorje, Papa non in pericolo
‘E’ sotto protezione Madonna, eletto proprio in ora apparizioni’

Il Papa è sotto la protezione di Maria  dans Medjugorje

(ANSA) – ROMA, 19 AGO – Nonostante gli scandali che hanno investito il Vaticano, come la fuga di documenti e l’arresto del maggiordomo, il Papa non corre rischi, né la sua Chiesa è sotto l’azione del male.
Lo sostiene una delle veggenti di Medjugorje, Marija Pavlovic, interpellata sull’argomento da pellegrini italiani nella cittadina bosniaca, secondo cui Benedetto XVI « è sotto la protezione di Maria in quanto eletto, il 19 aprile 2005, proprio alle 18.42, nell’ora delle apparizioni della Madonna di Medjugorje ».

Tratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno

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La Regina della pace ci esorta a pregare per l’ordine sacerdotale

Posté par atempodiblog le 21 août 2012

« Cari figli, anche oggi in modo particolare vi invito a pregare per i miei sacerdoti, per i miei diletti, a pregare per i Vescovi e per il Santo Padre. Pregate, cari figli, per i miei pastori, pregate più che mai. La Madre prega insieme con voi ed è con voi. Perciò perseverate nella preghiera e pregate insieme con me per le mie intenzioni. Grazie, cari figli, anche oggi per aver risposto alla mia chiamata ».

 La Regina della pace ci esorta a pregare per l'ordine sacerdotale dans Medjugorje

Cari amici, la Regina della pace ci esorta con la Chiesa a pregare per tutto l’ordine sacerdotale: il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti, che sono i Pastori del gregge di Gesù Cristo. I Sacerdoti sono i « figli diletti » di Maria perchè rappresentano suo Figlio. Attraverso di loro ci viene comunicata la fede e la grazia della redenzione, mentre senza di loro rimaniamo nelle tenebre e nella morte.
E’ così grande la dignità sacerdotale che S. Francesco non si è ritenuto degno di riceverla.
Con Maria preghiamo per i nostri Pastori perché siano numerosi e santi.
Siano lodati Gesù e Maria. Buona giornata.

Padre Livio Fanzaga

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I nostri corpi risorgeranno

Posté par atempodiblog le 15 août 2012

(Credo… la risurrezione della carne)

I NOSTRI CORPI RISORGERANNO

(Gv. 5, 28 s.)

 

I nostri corpi risorgeranno dans Fede, morale e teologia


Terminò in un fallimento l’esperienza della predicazione di Paolo ad Atene: il suo discorso dinanzi all’areopago quando giunse al punto cruciale della « Risurrezione dei morti, alcuni si misero a deriderlo, altri dissero: su questo argomento ti ascolteremo un’altra volta ». La stessa cosa accadde quando Paolo davanti al Re Agrippa, incatenato, parlò di Cristo Risorto e accennò alla Risurrezione dei morti: « Festo a gran voce disse: sei pazzo, Paolo; la troppa scienza ti ha dato al cervello ».

E’ difficile essere compresi quando si parla della Risurrezione dei morti, ma è una verità sicura e fondamentale. E’ uno dei temi centrali nella predicazione degli apostoli. Quando qualcuno mise in dubbio la Risurrezione dei morti, l’intervento di S. Paolo scattò fulmineo: « Se i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto e se Cristo non è risorto è vana la nostra fede… Ora, Cristo è risorto ».

Il celebre scrittore Vittorio Messori scrive che con la Risurrezione dei morti il cristianesimo raggiunge il vertice dell’umanesimo e supera tutte le altre religioni: « Il cristiano vede nel Vangelo un vertice che non può essere superato: perchè nulla è più alto che vada oltre l’Incarnazione di Dio stesso; nulla è pensabile che vada oltre la Risurrezione dei morti.

Gandhi stesso lo comprese e perciò disse che compito dell’Induismo – se vuol avere un futuro – è assorbire il massimo possibile di cristianesimo ».

Il filosofo Jean Guitton afferma: « Questo mistero è paradossale e sta al centro della fede, è il mistero dei misteri »

S. Agostino esclama: « La nostra speranza è la Risurrezione dei morti; la nostra fede è la Risurrezione dei morti. Tolta questa fede, tutta la dottrina cristiana va in frantumi ».

1. LA RAGIONE ESIGE LA RISURREZIONE DEI MORTI:

a) Dio è sapienza infinita, le sue opere sono fatte bene. Ora, Dio ha creato l’uomo composto di anima e di corpo, cioè di spirito e di materia. La morte li divide: il corpo muore e l’anima non muore; ma questa separazione violenta e contro natura (dovuta al peccato) non può durare in eterno, non può l’uomo rimanere incompleto per l’eternità. Dunque è necessaria la Risurrezione dei corpi.

b) Dio è giustizia infinita e ciò esige che il corpo debba seguire, nel premio o nella pena della vita ultraterrena, la sua anima, poiché esso è stato compagno e strumento di bene o di male sulla terra: dunque deve risorgere.

2. LA SACRA SCRITTURA CI DÀ LA CERTEZZA DELLA RISURREZIONE DEI CORPI.

« E’ certa la Risurrezione dei corpi? – chiedeva il S. Curato d’Ars – E’ certa come è certo che c’è la domenica dopo il sabato? Di più! E’ certa com’è certo che c’è il giorno dopo la notte? Di più!
Perché può darsi che i giorni cessino, ma non può darsi che la Parola di Dio non
si avveri ». Infatti Dio per mezzo dei profeti e del suo stesso Figlio Gesù e di S. Paolo e di S. Giovanni ha parlato chiaramente.

Isaia: « Il Signore distruggerà la morte per sempre e tergerà le lacrime su ogni volto… I tuoi morti rivivranno, i tuoi cadaveri risorgeranno! Si sveglieranno ed esulteranno quelli che giacciono nelle tenebre ».

Daniele: « Quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre ».

I sette fratelli Maccabei e la loro mamma, davanti al carnefice che per ordine del Re Antioco con orribili torture aveva cercato di costringerli a calpestare le leggi del Signore senza riuscirvi, prima di esalare l’ultimo respiro, affermano la loro fede nella Risurrezione, e uno di loro cui era stata strappata la pelle del capo insieme ai capelli, a nome di tutti dice: « Tu, o scellerato, ci elimini dalla vita presente, ma il Re del mondo, dopo che saremo morti per obbedire alle sue leggi, ci risusciterà a vita nuova ed eterna ».

Cristo Dio con autorità afferma: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e Io lo risusciterò nell’ultimo giorno ». « Io sono la Resurrezione e la vita. Chi crede in me, anche
se muore, vivrà ».

Gesù dice di se stesso: « Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con
forte potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro del cielo ».

S. Paolo con entusiasmo esclama: « Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Poichè se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo ». « Tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. E’ necessario infatti che questo corpo corruttibile si rivesta di incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà rivestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: Dov’è, o morte, la tua vittoria? ».

Anche S. Giovanni ci parla, nell’Apocalisse, della Risurrezione di tutti i morti e del loro presentarsi al Giudizio di Dio: « Vidi un trono grande, candido, e Uno che vi sedeva: dal suo cospetto fuggì terra e cielo. E vidi i morti, grandi e piccoli, ritti dinnanzi al trono e furono aperti dei libri. E un altro libro fu aperto che è della vita; e furono giudicati i morti da quello che era scritto nei libri, secondo le loro opere. E il mare rese i suoi morti, e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno fu giudicato secondo le sue opere ».

3. COME SARANNO I CORPI RISORTI?

I corpi dei dannati, dice S. Bonaventura, « saranno carichi di miserie e di difetti », sensibili al dolore, pesanti, oscuri, tenebrosi, orribili e destinati a rimanere per sempre, insieme all’anima, nell’inferno.

Invece i corpi degli eletti saranno
meravigliosi. Rimarranno gli stessi corpi di prima perchè, altrimenti, non si tratterebbe di una Risurrezione, ma di una nuova creazione; conserveranno pure i loro sensi come la vista, l’udito, l’odorato, il tatto, il gusto. Tuttavia i corpi con i loro sensi saranno trasformati, spiritualizzati, pur restando visibili. Infatti lo Spirito Santo ci dice per mezzo di S. Paolo: « Si semina un corpo corruttibile e sorge incorruttibile; si semina ignobile e sorge glorioso; si semina debole e sorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale ».

Questi corpi non saranno mai più soggetti a
sofferenze: « Ecco la dimora di Dio con gli uomini – dice la Bibbia –; e tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perchè le cose di prima sono passate ». Saranno corpi perfettissimi, agili come la fantasia, veloci come il pensiero, luminosi e partecipi dello splendore e della gloria dell’anima. « I giusti – dice Gesù – rifulgeranno come il sole nel Regno del Padre loro ».

4. ATTENZIONE: CHI RISORGERA’ PER L’IGNOMINIA, CHI PER LA GLORIA.

Già il profeta Daniele aveva detto: gli uni risorgeranno « alla vita eterna, e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna ».

Gesù esclama: « Non meravigliatevi di questo, perchè viene l’ora in cui tutti quelli che sono nei sepolcri udranno la voce e ne usciranno: quelli che bene operarono per una risurrezione di vita,
quelli che male operarono per un risurrezione di condanna ».

Cammineremo verso la Risurrezione gloriosa, se, risorgendo alla grazia di Dio, perseveremo e cresceremo in grazia.

Le preghiere, i sacrifici, le lotte, le rinunce, le sofferenze aumenteranno, giorno dopo giorno, la nostra gloria futura, come ci assicura lo Spirito Santo: « Il momentaneo e leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria ».

ESEMPIO. Nelle biografie del P. Pio da Pietralcina, incontriamo il celebre attore Carlo Campanini. E’ una delle innumerevoli anime che hanno trovato Dio per merito delle inaudite sofferenze e dell’assiduo apostolato in confessionale del P. Pio. Carlo, dopo la sua conversione, nei teatri e nelle piazze d’Italia, ove parlava ai gruppi di preghiera di P. Pio, andava ripetendo: « Io vivevo come una bestia, senza Messa, senza preghiera, immerso in tanti peccati. Poi ho incontrato un santo Sacerdote che mi ha riportato al Signore. Ho incominciato a partecipare alla Messa ogni giorno. Ma qualche volta cadevo ancora in alcuni peccati di desiderio impuro. Il P. Pio mi disse: Carlo, non avvilirti; pensa che hai una Mamma nel Cielo; invocala ogni giorno con la recita del Rosario. Da quel momento ho sempre recitato ogni giorno tre Rosari, e non sono più caduto in nessun peccato, neppure di desiderio. E nel mio cuore, pur in mezzo a tribolazioni, ho sempre avuto tanta gioia!… ».

Anche noi se vivremo una intensa vita eucaristica e mariana, vinceremo tutte le tentazioni, vivremo in grazia e nella gioia, in attesa del giorno in cui, come dice S. Paolo, « Gesù Cristo trasfigurerà il nostro fragile corpo per renderlo conforme al suo Corpo glorioso ».

PROPOSITO. Chiediamo alla Madonna che il  nostro corpo sia sempre strumento di grande amore a Gesù e al prossimo affinché  possa risorgere per la risurrezione gloriosa ».

Fonte: Con Maria Verso Gesù
Piccola e completa Istruzione religiosa – alla luce di Maria Immacolata – sul Credo, sui Sacramenti e i Comandamenti
di fr.Crispino Lanzi,  Cappuccino

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Transito di Maria

Posté par atempodiblog le 15 août 2012

Transito di Maria dans Citazioni, frasi e pensieri Maria_Assunta_in_Cielo

O Maria, il tuo transito fu tutto effetto dell’immenso desiderio di amore della visione di Dio e della missione di Madre Universale!

Beato Giustino Maria della Santissima Trinità Russolillo

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