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La trasfigurazione del volto di Ivan di Medjugorje

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2011

La trasfigurazione del volto di Ivan di Medjugorje dans Medjugorje ivandragicevic

Il tanto atteso incontro con il veggente di Medjugorje Ivan Dragicevic si è avuto nella giornata di lunedi 21 sulla sommità del monte scalambra ad oltre 1400 metri di altezza. Davanti ad un pubblico in religioso silenzio c’è stata la trasfigurazione del volto dell’uomo in stato di contemplazione e subito dopo la recita della seconda parte del santo rosario, i suoi occhi si sono illuminati d’immenso mentre sulle sue labbra è apparso il sorriso mentre la Madonna gli parlava (Clicca qui per vedere il video). <<Cari amici, con la grazia di Dio sono felice di essere qui con voi (un lungo applauso hanno accolto queste parole). Non poteva essere questo – spiega Ivan Dragicevic – il modo migliore di iniziare il tempo di Avvento. Posso confessarVi che con il mio cuore sono ancora in contatto con la Madonna. E’ difficile riprendersi da questa grandezza dell’incontro con la Madonna. Una volta, quando tutti noi veggenti, eravamo inginocchiati  davanti alla Madonna, abbiamo posto a Lei una domanda: Maestra perché sei così bella? « Cari figli, sono bella perché amo anche voi se amate sarete belli ».  Io Spero che noi con questo amore torneremo alle nostre case. Anche oggi la Madonna ci porta l’amore, perché la Madonna ci ama così tanto. « Se Voi sapeste quanto vi amo  potreste piangere dalla gioia » – mi ha detto.  E’ difficile descrivere l’incontro con la Madonna con queste povere parole, perché non ci sono in questo mondo le parole adatte per poter descrivere la bellezza dell’incontro con la Madonna. Ecco vi voglio descrivere brevemente quello che è accaduto con l’incontro con la madonna: Per incontrare la Madonna, si può parlare con la preghiera del Santo Rosario, pregando insieme a Voi, mi sono avvicinato sempre di più con il  mio Cuore a Lei . Quando mi sono inginocchiato, ed ho pregato è venuta la Madonna, il primo segno è sempre una luce all’interno di questa luce appare Lei. Perché quella è la luce del paradiso, perché una parte del paradiso che  viene insieme alla Madonna. Appena arriva la Madonna io non vedo più niente ne davanti ne dietro a me. Guardo solamente la Madonna. Questa sera la Madonna è venuta con noi e ci ha portato il saluto materno. Mi ha assicurato che prega per i presenti qui  e per il Santo Padre, prega poi per tutti i malati qui presenti e vi benedice tutti con la benedizione materna. Poi la Madonna mi ha detto: « cari figli anche oggi vi invito al tempo della grazia che sta venendo. Pregate nelle Vostre famiglie, rinnovate la preghiera famigliare,, pregate per le Vostre parrocchie, per i vostri sacerdoti , pregate per le vocazioni della chiesa. Grazie cari figli perché anche questa sera avete risposto alla mia chiamata ». Io ho raccomandato tutti voi, tutti i Vostri bisogni  per tutte le Vostre famiglie e in particolare i malati, il Vostro Vescovo. Questa sera la Madonna è venuta molto, molto gioiosa  e felice (lungo applauso)>>.

Si è chiusa così la lunga giornata di preghiera  per le famiglie, fortemente voluta dal Parroco Don Primo, che è riuscito a trascinare nonostante il freddo pungente ad oltre 1400 metri  sul Monte Scalambra circa 2000 persone, che hanno raggiunto la vetta  in tutti i modi e almeno un centinaio sono venuti a piedi dal centro storico con oltre tre ore di cammino. Malati, carrozzine, tutti incuranti del freddo per assistere  a questo importante incontro che comunque ha lasciato il segno.

La messa è stata celebrata da Mons. Felicetto Gabrielli, con tutti i presbiteri presenti, che ha sottolineato l’importanza di questo incontro mentre a Don Primo abbiamo chiesto. Don Primo salire sul Monte Scalambra oggi è stato come salire sul Monte Tabor. Cosa ci dobbiamo portare dentro? “Quando Gesù si trovò con i suoi discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni loro videro il volto di Gesù trasfigurarsi. Possiamo dire che oggi abbiamo visto qualcosa di simile, abbiamo visto nel volto del veggente Ivan la gioia della sua esperienza intima della visione della Mamma celeste che gli stava  apparendo in quel momento. Certamente, tutti noi abbiamo vissuto in parte questa gioia che abbiamo colto sul suo volto. La Madonna ha certamente distribuito grazie speciali nei nostri cuori, ora con questa grazia , con la Forza dello Spirito Santo che è aumentato in noi dopo questa bellissima esperienza di preghiera e di fede. Il Signore ci chiede di ritornare giù di andare a spendere questa testimonianza di fede, di andarla ad annunciare  nella nostra vita quotidiana”.

Così oggi si è praticamente consacrato il gemellaggio tra la Madonna della Pace di Monte Scalambra e quella di Medjugorje in Bosnia Erzegovina.

Il TG1 manderà in onda il servizio ripreso e commentato dal collega Piero Damosso la mattina dell’8 Dicembre  nella trasmissione Uno Mattina.

Giancarlo Flavi – Ecco la notizia quotidiana

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Ricordo di Padre Slavko Barbaric

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2011

Ricordo di Padre Slavko Barbaric (11/3/1946- 24/11/2000)

padre slavko

Considerazioni di Padre Livio Fanzaga sulla morte di Fra Slavko

Sia Venerdì sera che Sabato mattina vi ho dato notizia della improvvisa morte di P. Slavko che, come sapete, era un po’ « l’anima » di Medjugorje dove si trovava dal 1982. P. Slavko non è mai stato Parroco di Medjugorje, ma aveva l’incarico, da parte del suo Padre Provinciale, di essere un po’ il « Parroco » di quella « Parrocchia » spirituale che fa capo a Medjugorje e che si è dilatata fino a toccare tutti i cinque continenti, che è appunto la « Parrocchia dei pellegrini » di Medjugorje. P. Slavko, quindi, era un po’ « l’anima » di tutte le iniziative di accoglienza dei pellegrini e di tutte le iniziative spirituali che la Parrocchia organizzava per i pellegrini. Era un uomo ancora giovane (55 anni) che dal 1987 ci inviava e commentava per noi il messaggio mensile della Madonna. P. Slavko è stato servo buono e fedele, servo infaticabile della Gospa. Mi pare che la connotazione migliore che si possa dare di P. Slavko sia proprio questa: un uomo totalmente a servizio della Madonna e dei pellegrini, un servo fedele e anche molto umile. Infatti, anche se era un po’ burbero di carattere, era però infaticabile e molto umile: non si metteva mai in cattedra, era proprio totalmente a servizio. Nella Parrocchia di Medjugorje la sua mancanza è grandissima!
La morte di P. Slavko è stata degna della sua vita, una morte che è stata un segno di Maria. Infatti P. Slavko è morto di Venerdì, alla vigilia del 25 del mese, dopo aver guidato la Via Crucis sul Krizevac per i pellegrini. Proprio là, davanti alla grande Croce, dopo aver dato la Benedizione e aver raccomandato di fare attenzione a non cadere scendendo poiché pioveva, si è accasciato a terra, probabilmente per un infarto. Questa morte è stata improvvisa e inaspettata. La Madonna lo ha voluto portare in Cielo.
Noi tutti ci siamo meravigliati perché la Madonna ha nominato P. Slavko in un suo messaggio, ma questa non è stata la prima volta. Posso dirvi con certezza che nel 1984 la Madonna ha fatto il suo nome in un messaggio, perché c’era una pressione per allontanarlo da Medjugorje. In quel tempo, infatti, il regime comunista cercava di soffocare le apparizioni, anche facendo pressioni sui superiori di P. Slavko perché fosse allontanato da Medjugorje. La Madonna disse al veggente Ivan: « Desidero che P. Slavko rimanga qui » e infatti, nonostante tutte le difficoltà che P. Slavko ha avuto fino a oggi, egli è rimasto a Medjugorje finché Dio non l’ha chiamato a Sé, finché non ha compiuto la sua missione. E la sua morte in cima al Krizevac alla vigilia del 25 del mese, è dolorosa e gloriosa nello stesso tempo perché da ciò che Maria dice nel suo messaggio del 25 Novembre 2000, comprendiamo che Maria ha messo il Suo sigillo su questa vita. Ma vorrei che comprendessimo bene il significato delle parole della Madonna: non si tratta di una « beatificazione » di P. Slavko da parte Sua, infatti la stessa morte di questo servo buono e fedele non può che essere interpretata come approvazione di Dio sulla sua vita. Credo che la Madonna con questa frase abbia voluto dire qualcosa anche a noi. Intanto l’espressione: « Gioisco con voi » ci ricorda che la morte del giusto è sempre motivo di gioia: « Beati i morti che muoiono nel Signore ». La Madonna ci chiede di gioire con Lei guardando a questa morte da un punto di vista soprannaturale. Poi l’espressione « Desidero dirvi”, a mio parere, va interpretata. Secondo me, infatti, la Madonna ha chiesto a Dio di poterci dire che Slavko era nato in Cielo. Perché lo ha chiesto a Dio? Secondo me perché ha voluto dirci che, se facciamo bene il nostro dovere andremo in Paradiso senza andare in Purgatorio, per dirci che non è poi così difficile andare in Paradiso. Tutti noi abbiamo i nostri limiti e difetti, ma Dio non ne tiene poi tanto conto. Dio tiene conto della fedeltà con cui lo serviamo. Certamente P. Slavko non era esente da difetti, ma l’essenza della sua personalità era quella del servo fedele e infaticabile della Madonna con dedizione
totale. La Madonna vuol dire a tutti noi che se adempiamo il compito che Dio ha affidato a ciascuno di noi andremo in Paradiso. Per la Madonna non esistono i compiti più importanti e quelli meno importanti, Lei ci ha detto: « Per me siete tutti importanti”! Il compito di P. Slavko che portava i messaggi in tutto il mondo per la Madonna era altrettanto importante di quello del Sacerdote sconosciuto che confessava o di quello delle donne di Medjugorje che lavano i pavimenti della Chiesa. Se ognuno di noi farà il proprio dovere in spirito di servizio alla Madonna, ci salveremo, perché a questo Dio guarda. Poi è bellissima l’espressione « E’ nato in Cielo”. Nel momento della morte, se moriamo nella fede, nasciamo in Cielo. « … e intercede per voi”: già è attivo, tutti noi, arrivati in Cielo, siamo già in missione!
La gioia più grande che ci da questo messaggio è quella di ricordarci che si può andare in Cielo senza passare dal Purgatorio facendo il proprio dovere con tanta fedeltà, essendo servi applicati e infaticabili. Ecco ciò che piace alla Madonna, ecco come Lei vuole il nostro cammino di santità: applicati, fedeli ogni giorno, con tanto amore.

Dal commento al messaggio del 25/11/2000 di P. Livio Fanzaga
Tratto da: Ascolta tua Madre

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Dio non si smentisce

Posté par atempodiblog le 24 novembre 2011

Dio non si smentisce dans Libri santabernadette

Dio ce l’ha per abitudine di andare contro corrente. Fa sempre il contrario di quello che gli uomini pensano. I suoi gusti sono esattamente opposti ai nostri. Ciò che per noi è oro, per lui è spazzatura e viceversa. “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie – oracolo del Signore” (Is 55,8). Per compiere le più grandi imprese Dio sceglie gli strumenti apparentemente meno adatti, almeno secondo una valutazione umana. Eppure le persone da lui scelte sono come frecce che colpiscono infallibilmente nel segno. Di chi il merito? Della freccia o dell’arciere? Il merito è di Dio, perché senza di lui non possiamo fare nulla. Ma come è importante che il dardo si lasci prendere docilmente in mano e aderisca con volontà pronta e decisa alla forza che lo dirige!
Dio invia Samuele da Iesse il Betlemita “Perché – dice – fra i suoi figli mi sono scelto un re” (1 Sam 16, 3-14). Il profeta passa in rassegna tutti i sette figli di Iesse, forti e imponenti, ma il Signore non aveva scelto nessuno di loro. “Io non guardo ciò che guarda l’uomo – dice il Signore -. L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore”. Rimaneva ancora il più piccolo, che il padre non aveva nemmeno preso in considerazione e l’aveva lasciato a pascolare il gregge. “Manda a prenderlo”, ordina Samuele. Quegli mandò a chiamarlo e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e di gentile aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!”.
Ciò che gli uomini avevano scartato Dio l’aveva scelto: “Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio” (1 Cor 1,27-29). Dio si comporta così sempre, ieri come oggi. Gli è bastata una bambina dei Pirenei illetterata, fragile e malata per fare di Lourdes uno dei capisaldi mondiali della civiltà dell’amore.

Tratto da: Sui passi di Bernadette – Padre Livio Fanzaga

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