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Persone ragionevoli

Posté par atempodiblog le 7 novembre 2011

Persone ragionevoli dans Citazioni, frasi e pensieri blaisepascal

Vi sono due categorie di persone che si possono dire ragionevoli: o quelli che servono Dio con tutto il cuore perché lo conoscono, o quelli che lo cercano con tutto il cuore perché non lo conoscono.

Blaise Pascal

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Amore del prossimo

Posté par atempodiblog le 7 novembre 2011

Amore del prossimo dans Don Giustino Maria Russolillo rb9qj6

Nostro Signore ci ha dato la sua immagine e somiglianza viva e vera, nella quale vuole ricevere la nostra stima, onore e servizio: il nostro caro prossimo. In verità, ritiene pensato di Lui, detto di Lui, e fatto a Lui, esattamente quello che pensiamo, diciamo e facciamo al prossimo. Egli diviene davvero uno con il nostro prossimo attraverso il potere del Suo amore divino.
Finché l’anima non sprofonda nell’inferno, è sempre oggetto di stima e dell’amore di Dio, ciò significa che è degna di essi poiché Dio non può stimare e amare un oggetto indegno di Sé.
Nessun errore quindi, nessuna colpa esterna, la mia stima e amore di lui nel Signore.
Come le profondità impenetrabili del mare e le cime delle montagne più alte non potranno mai eliminare la forma sferica della terra, poiché la sua grandezza colossale è tale da sorpassarli enormemente, così anche tutte le colpe ed errori del nostro prossimo non potranno mai eliminare la sua stimabilità e amabilità di base, nel mondo soprannaturale, perché è molto più grande che il suo stesso male.
Dobbiamo essere molto vigilanti, nel nostro mondo interiore, per non acconsentire a nessun pensiero non gentile, nessun giudizio sfavorevole, ma dobbiamo coltivare ogni possibile gentilezza d’amore per i nostri fratelli. E in verità, è sempre un peccato contro la giustizia, carità o molte altre virtù dire in qualsiasi modo, in qualsiasi tempo e luogo, qualunque cosa non sia di lode o di vantaggio del nostro prossimo.
Questa è la prima e più grande forma di misericordia che noi dobbiamo avere per il nostro prossimo, così come vorremo che sia per noi stessi. E noi siamo minacciati di giudizio di Dio senza misericordia se noi stessi non mostriamo misericordia.
Quando veniamo a conoscenza di un errore, una colpa del nostro prossimo ci assicureremo che la sua conoscenza rimarrà sepolta in noi, e quell’idea morirà in noi, tanto più ne siamo coinvolti, in un mare di misericordia e compassione.
Ognuno dovrebbe essere consapevole del fatto che il Signore permette che veniamo a  conoscenza di un errore o colpa di un fratello così che possiamo caricarcene noi davanti al Signore, e lavarlo con la preghiera e il Sangue di Gesù. Riguardo a riferirlo al superiore, dovremmo astenercene, con l’eccezione di casi che sono moralmente contagiosi o una minaccia al bene comune; chiunque occupa un ufficio, quando sia possibile, dovrebbe provare a risolvere le cose da solo, senza riportarlo alle più alte autorità.
Se ognuno, al primo indizio di qualsiasi problema, porterà la sua preoccupazione al Signore e cercherà un rimedio attraverso la preghiera e il Sangue di Gesù, non ci sarà bisogno di riportarlo a nessuno. Pratichiamo eroicamente la carità verso il prossimo nonmeno della carità verso Dio, essendo la stessa cosa. Sappiamo che il mezzo più efficace al bene universale è la stima universale.
In realtà, gli uomini hanno più bisogno di stima che di amore. Ogni apostolato, ogni cura di anime, deve sempre cominciare con la stima soprannaturale. Mai dubitare della possibilità della perfetta santificazione di tutti i giusti: la carità tutto crede, tutto spera.
Mai disperare della riparazione di ogni peccato passato, dalla estirpazione di ogni peccato presente, dalla preservazione di ogni peccato possibile per il futuro, dell’avvento e del trionfo del Regno di Dio. Il prossimo è il terreno per tastare tutte le perfezioni divine, ispirazioni, missioni, vocazioni e operazioni. Il divino Artista vuole la nostra cooperazione, entrambe nella sua stessa carità.

Don Giustino Maria Russolillo
Fonte: vocationist.org

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La verità nasca dalla carne

Posté par atempodiblog le 7 novembre 2011

“Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne”.
Emmanuel Mounier

La verità nasca dalla carne dans Don Luigi Giussani cieloi

“La verità nasca dalla carne”. […] si capisce benissimo quel che vuole dire, ma non ci si rende conto di quel che vuole dire. “Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne”. Soltanto se la verità nasce dalla carne c’è un parto pieno di letizia, la vita diventa feconda, c’è un’opera che cresce nella pazienza, questa forza suprema e sublime dell’uomo che ha un ideale. E’ solo dalla verità che nasce dalla carne che si stabilisce una storia nuova, piena di calma e di sicurezza, senza presunzione e senza scosse violente, senza violenza.

“Occorre soffrire perché la verità non si cristallizzi in dottrina, ma nasca dalla carne”. […] Che la verità nasca dalla carne – e la verità è ciò che ci è stato annunciato, è Cristo, in tutto consiste – vuole dire che Cristo sia testimoniato e reso visibile dal tuo modo di alzarti al mattino, ché la carne è alzarsi al mattino; dal tuo modo di intrattenere i rapporti con i tuoi familiari, perché la carne è il modo di stare con i tuoi familiari; dal tuo modo di andare a scuola, perché la carne è la strada che devi percorrere per andare a scuola, è il treno, è il tranvai e l’automobile; dal tuo modo di affrontare la scuola e il professore e il contenuto e i libri e i testi e il tempo da non perdere.

Che la verità nasca dalla carne significa che la verità deve determinare un cambiamento – che la riveli presente – nel tuo rapporto con la ragazza, nel rapporto tra l’uomo e la donna, significa che deve determinare un cambiamento nel comportamento verso te sesso, di sentire te stesso, di sentire fluirti dentro l’attaccamento all’esistenza, nel modo con cui reagisci al sentirti dentro tremare tutto o stancarti o annoiarti, nel modo con cui pensi al tuo passato, nel modo con cui tu guardi l’azione compiuta, nel modo con cui tu guardi questo presente, che sarebbe pieno di uggia, pieno di niente, di aridità, deserto, “nomi senza perché”. Che la verità nasca dalla carne vuole dire che cambino queste cose, perché non si comprende e non si arriva a Cristo, se non dal di dentro di questo cambiamento.

La presenza di Cristo ora, “qui e ora” (Giovanni Paolo II, Discorso al movimento di ‘Comunione e Liberazione’), come diceva il Papa, è sperimentabile in – in, in! -, è sperimentabile in questi cambiamenti. Con la frase di tomistica memoria: “L’essere è là dove agisce”. L’essere lo si percepisce presente dove agisce: se senti il suono di un “din don”, c’è una campana che vibra. L’essere è presente dove agisce. Cristo è presente in questo cambiamento nella tua carne, cioè della tua umanità concreta. […] il parto pieno di gioia è questo, il sentimento dell’opera che cresce con la forza sublime della pazienza (“Nella vostra pazienza possederete voi stessi”) è questo: è dentro, Cristo. La Sua potenza, la potenza della Sua presenza è dentro l’esperienza presente di un cambiamento, che diventa parto, esperienza di generazione, esperienza di un’opera che cresce fino a diventare esperienza di una storia che rimane, tappe che si susseguono con calma, con sicurezza: tutta la misconoscenza, anche di chi dovrebbe aiutarci, non riesce più a togliere la nostra persona dalla strada su cui è stata messa. Se anche si scandalizzano dei vostri errori, dimenticando in modo atroce e inverecondo i loro – come dei genitori che si sfoghino sui piccoli errori dei piccoli, piccoli rispetto a quelli che fanno loro -, non riescono a distrarci da questa strada. Però, occorre che la verità nasca dalla carne: che il discorso diventi esperienza vuol dire che tu sperimenti questo, t’accorgi di questo, lavori per questo, “fabbrichi” questo, perché nulla si cambia in te – salvo il dono originale, che è pure in ogni momento -, nulla si cambia in te, il dono originale non si fissa in te, se non con la tua collaborazione.

Don Luigi Giussani – Ciò che abbiamo di più caro. Ed. Rizzoli

Publié dans Don Luigi Giussani, Emmanuel Mounier, Fede, morale e teologia, Libri | Pas de Commentaire »

Una compagnia guidata al destino

Posté par atempodiblog le 7 novembre 2011

Una compagnia guidata al destino dans Amicizia dongius

L’amicizia è una compagnia guidata al destino.
Bisogna cercare questa amicizia.
L’amicizia non è la possibilità di sfogarsi vicendevolmente.
L’amicizia è possedere in comune qualcosa di grande.
L’amicizia è tanto più grande quanto più è grande ciò che si possiede in comune.
Perciò la più grande amicizia è possedere in comune il destino.
Una compagnia guidata al destino.

Don Luigi Giussani

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