Dopo un litigio…

Posté par atempodiblog le 30 mai 2009

Dopo un litigio... dans Citazioni, frasi e pensieri ratzingerx

Capita di litigare nella vita, ma l’importante è l’arte del perdono e della riconciliazione, che non lascia amarezze nell’anima”.

Benedetto XVI

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… credere a tutto.

Posté par atempodiblog le 30 mai 2009

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« Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente, perché comincia a credere a tutto ».

-Gilbert Keith Chesterton-

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La telefonata

Posté par atempodiblog le 30 mai 2009

La telefonata dans Racconti e storielle telefonoc

Una sera ho ricevuto una telefonata da un caro amico. Mi ha fatto molto piacere la sua telefonata e la prima cosa che mi ha chiesto è stata: “Come stai?”.
Non so perché gli ho risposto: “Mi sento molto solo”.
“Vuoi che parliamo?” Mi disse.
Gli ho risposto di si, e mi ha subito detto:
“Vuoi che venga a casa tua?”.
Io ho risposto di si.
Depose la cornetta del telefono e in meno di 15 minuti, lui stava già bussando alla mia porta.
E così io gli ho parlato per molte ore di tutto, del mio lavoro, della mia famiglia, della mia fidanzata, dei miei dubbi e lui sempre attento mi ascoltava.
E così si è fatto giorno, mi sentivo rilassato mentalmente, mi ha fatto bene la sua compagnia, soprattutto il suo ascolto, mi sono sentito sostenuto e mi ha fatto vedere i miei sbagli.
Mi sentivo molto bene e quando lui si è accorto che mi sentivo meglio, mi ha detto:
“Bene, ora me ne vado, perché devo andare al lavoro”.
Io mi sono sorpreso e gli ho detto:
“Perché non mi hai avvisato che dovevi andare al lavoro? Guarda che ora è, non hai dormito niente, ti ho tolto tutto il tempo questa notte”.
Lui ha sorriso e mi disse:
“Non c’è problema, per questo ci sono gli amici!”.
Mi sono sentito molto felice e orgoglioso di avere un amico così. L’ho accompagnato alla porta di casa e mentre lui camminava verso l’auto gli ho gridato da lontano:
“Ora è tutto a posto, ma perché mi hai telefonato ieri sera così tardi?”.
Lui ritornò verso di me e mi disse a voce bassa che desiderava darmi una notizia, ed io gli ho chiesto:
“Cos’è successo?”.
Mi rispose: “Sono andato dal dottore che mi ha detto di essere molto malato”
Io rimasi muto …. ma lui mi sorrise e mi disse: “Ne riparleremo, ti auguro una bella giornata”
Si è girato e se ne è andato.
Mi è servito un po’ di tempo per rendermi conto della situazione e mi sono chiesto più volte: perché quando lui mi ha chiesto come stavo, io mi sono dimenticato di lui ed ho solo parlato di me?
Come ha avuto la forza di sorridermi, di incoraggiarmi, di dirmi tutto quello che mi ha detto, stando in quella situazione?
Questo è incredibile! …. Da quel momento la mia vita è cambiata. Ora sono meno drammatico con i miei problemi e godo di più per le cose belle della vita.
Adesso dedico il giusto tempo alle persone a cui voglio bene …. Auguro loro che abbiano una bella giornata e ricordino che: “Colui che non vive per servire … non serve per vivere …”.

La vita è come una scala, se tu guardi in alto, sarai sempre l’ultimo della fila, ma se tu guardi in basso, vedrai che ci sono molte persone che desidererebbero essere al tuo posto.
Fermati allora ad ascoltare e aiutare i tuoi amici, loro hanno bisogno di te!

Tratto da: volontari.org

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I nodi si sciolgono

Posté par atempodiblog le 28 mai 2009

I nodi si sciolgono dans Riflessioni nodonodo dans Riflessioni 
I nodi più tenaci si sciolgono da soli, poiché la corda si consuma. Tutto se ne va, tutto passa, l’acqua scorre e il cuore dimentica. Così meditava il famoso scrittore francese Gustave Flaubert (1821-1880). Le immagini sono incisive: l’usura dei nodi col passare del tempo e col consumo causato dagli agenti esteriori, il fluire dell’acqua, il dissolversi delle cose, l’oblio dell’anima. Certo, questa regola che segna le vicende umane è anche benefica: permette ai dolori più atroci di attenuarsi, talora fino alla loro estinzione, concede una tregua alle tensioni, genera nuove attese e così via. Proprio per questo non bisogna mai disperare, bensì aspettare con costanza e coraggio il futuro. Ogni giorno, come diceva Gesù, porta con sé la sua pena; ma è anche vero che ogni alba che sorge può contenere una sorpresa. Contro il biblico Qohelet che implacabilmente ricordava che «non c’è niente di nuovo sotto il sole», lo stesso Signore dichiarava: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Se vogliamo, però, fermarci sulla considerazione di Flaubert, possiamo riflettere con realismo sulla fragilità della vita e delle cose. Guai ad aggrapparci a ciò che per definizione è perituro. I nodi fermi si allentano, le stesse passioni svaniscono, i beni si dissipano ed è per questo che rimane sempre valido l’appello evangelico a cercare tesori che non siano consumati da ruggine o rapinati da ladri. Sono quei valori permanenti che si fondano sull’amore, sulla giustizia, sulla verità, sul bene: queste sono realtà eterne e trascendenti, incise nel libro della vita che Dio tiene davanti a sé. Nel tempo che scorre innestiamo, allora, l’eternità a cui ancorare la nostra esistenza.

di Gianfranco Ravasi – Avvenire

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Medjugorje raccontata ai bambini

Posté par atempodiblog le 28 mai 2009

Jakov. Un angioletto per Maria
Medjugorje raccontata ai bambini

Medjugorje raccontata ai bambini dans Libri jakov 
Autori: Claudia Radici Pata, Benedetta & Riccardo Caniato
Con prefazioni di Jakov Colo e di Padre Livio Fanzaga

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Barça sul tetto d’Europa

Posté par atempodiblog le 27 mai 2009

Barça sul tetto d'Europa dans Sport messis
Immagine: Afp – Gazzetta.it

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La storia di Nick Vujicic

Posté par atempodiblog le 27 mai 2009

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Senza stelle

Posté par atempodiblog le 26 mai 2009

Senza stelle dans Citazioni, frasi e pensieri sorrisow

Simili a un vascello che il pilota vuole dirigere senza il ricorso alle stelle, i popoli hanno perso la loro rotta e non la ritroveranno se non ritornando a guardare il cielo.

di Félicité R. de Lamennais  – tradotta da G. Ravasi

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Potenza della preghiera

Posté par atempodiblog le 26 mai 2009

 Potenza della preghiera dans Citazioni, frasi e pensieri don-Dolindo

Non c’è forza di lotta e di tribolazioni che possa prevalere contro un’anima che confida in Dio ed in Maria. Satana è sconcertato ed è vinto dalla fiducia, perché essa è umile riconoscimento della propria insufficienza.

Il mondo non può nulla su chi si appoggia all’Onnipotente, e LA VITTORIA E’ SEMPRE SICURA.

di Don Dolindo Ruotolo

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Preghiamo per una bambina sofferente

Posté par atempodiblog le 26 mai 2009

Vi invito a recitare la preghiera per l’ammalato, proposta dalla Madonna a Medjugorje, per una bambina molto malata. Grazie a tutti!

Preghiamo per una bambina sofferente dans Amicizia paperette

lazingarella dans Amicizia

Durante l’apparizione del 23 giugno 1985, la veggente Jelena Vasilj riferisce che la Madonna ha detto a proposito di questa Preghiera per l’ammalato: «Cari figli, la preghiera più bella che potreste recitare per un ammalato è proprio questa!».

« O mio Dio, questo ammalato che è qui davanti a te,
è venuto a chiederti ciò che desidera e che ritiene
essere la cosa più importante per lui.

Tu, o Dio, fa’ entrare nel suo cuore la consapevolezza
che è importante innanzitutto essere sani nell’anima!

O Signore, sia fatta su di lui la tua santa volontà in tutto!
Se tu vuoi che guarisca, che gli sia donata la salute.
Ma se la tua volontà è diversa,
fa’ che questo ammalato possa portare la sua croce con serena accettazione.

Ti prego anche per noi che intercediamo per lui:
purifica i nostri cuori per renderci degni di donare la tua santa misericordia.

O Dio, proteggi questo ammalato e allevia le sue pene.
Aiutalo a portare con coraggio la sua croce così che attraverso di lui venga lodato e santificato il tuo santo nome ».

(dopo la preghiera, recitare tre volte il Gloria)

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Un pezzetto di cielo…

Posté par atempodiblog le 25 mai 2009

Un pezzetto di cielo... dans Citazioni, frasi e pensieri preghieraz

Si deve essere capaci di vivere senza libri e senza niente. Esisterà pur sempre un pezzetto di cielo da poter guardare, e abbastanza spazio dentro di me per congiungere le mani in una preghiera.

di Etty Hillesum

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Si tenda sempre alla meta

Posté par atempodiblog le 22 mai 2009

 Si tenda sempre alla meta dans Citazioni, frasi e pensieri davilae

«Importando molto conoscere come incominciare, dico che si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non mai fermarsi fino a che non si sia raggiunta quella fonte. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succedere, mormori chi vuol mormorare, si fatichi quanto bisogna faticare: ma a costo di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presentano, si tenda sempre alla meta, ne vada il mondo intero! » (Cam. 21, 2; cfr. ivi 21,7-8).

Santa Teresa d’Avila

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Tanti bigliettini

Posté par atempodiblog le 18 mai 2009

Quando si parla male alle spalle di qualcuno è come se si attaccassero, dietro questa persona, tanti bigliettini a sua insaputa, con su scritto quello che noi pensiamo lui sia. Le altre persone li leggeranno e, magari senza neanche conoscere questa persona, senza avergli mai parlato, si faranno una idea di lui che non risponde alla realtà… magari lo isoleranno, lo faranno piangere…
Se abbiamo parlato male di qualcuno possiamo ancora rimediare… togliamo quei bigliettini mettendone degli altri nuovi, parliamo bene di loro con coloro a cui ne avevamo parlato male… e se ci parlano male, invece, di qualcuno non diamo subito credito a ciò che ci viene detto…
Tanti bigliettini dans Riflessioni inciuci

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Il contadino sulla soglia

Posté par atempodiblog le 18 mai 2009

Il contadino sulla soglia dans Racconti e storielle lacrimavj7 

Un giorno, all’imbrunire, un contadino sedette sulla soglia della sua umile casa a godersi il fresco. Nei pressi, si snodava una strada che portava al paese, ed un uomo passando vide il contadino e pensò: «Quest’uomo è certo un ozioso, non lavora e passa tutto il giorno seduto sulla soglia di casa…».

Poco dopo, ecco apparire un altro viandante. Costui pensò: «Quest’uomo è un dongiovanni. Siede qui per poter guardare le ragazze che passano e magari infastidirle…».

Infine, un forestiero diretto al villaggio disse tra sé: «Quest’uomo è certamente un gran lavoratore. Ha faticato tutto il giorno ed ora si gode il meritato riposo…».

In realtà, noi non possiamo sapere granché sul contadino che sedeva sulla soglia di casa. Al contrario, possiamo dire molto sui tre uomini diretti al paese: il primo era un ozioso, il secondo un poco di buono, il terzo un gran lavoratore.

Tutto ciò che dici parla di te; soprattutto quando parli di qualcun altro.

Tratta da:
dongiancarlo.it

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Bisogno di gentilezza

Posté par atempodiblog le 14 mai 2009

Bisogno di gentilezza dans Riflessioni manotesa 

Nei discorsi pubblici su «cosa ci vorrebbe» si vola alto, si parla di bisogno di civiltà, umanità, accoglienza. Tutto vero naturalmente, ma a molti sembra spesso vago. Le civiltà sono molte e diverse; le idee sull’«umano» anche; l’accoglienza forse dovrebbe essere reciproca, l’autoctono deve accogliere lo straniero, ma anche questo ultimo deve accogliere chi è già lì, le sue idee, norme e costumi.
C’è però un bisogno più semplice, elementare, condiviso da tutti: quello di gentilezza.
Basta ascoltare le vecchie canzoni, e confrontarle con gran parte dei rap di oggi, per capire che è in atto un indurimento dell’esistenza. La vita appare intrisa di un’aggressività esagerata, a volte caricaturale. Che i giovani per primi denunciano, anche se spesso proprio loro vi indulgono (come il gruppo tedesco di Kannibal Instinct). Anche i media, amplificando ogni cosa, danno però molto più spazio ai gesti di aggressività che a quelli di gentilezza. Fin da prima della crisi, ormai da molti anni nessuno dice più a una donna: «Ti amo», oppure: «Buon compleanno!», comprandosi una pagina di quotidiano. Mentre giornali e televisioni divulgano e amplificano accuse coniugali, privatissimi retroscena sentimentali, notizie e commenti rancorosi, dove ogni gentilezza è assente.
La mancanza di gentilezza continua poi nei gesti quotidiani di tutti, nel fare la spesa, nel modo di rivolgersi al cliente, al venditore, al fornitore. Migliaia di durezze, di sguardi taglienti, di commenti secchi, hanno nel corso degli anni preso il posto dei sorrisi, delle battute cordiali, delle occhiate sorridenti. Gli italiani, grandi e apprezzati protagonisti del sorriso e della battuta, non sorridono quasi più, e negli incontri di ogni giorno si tengono molto sulle loro. I soldi non c’entrano: tutto ciò è cominciato in anni di benessere senza precedenti, e da allora non si è più arrestato.
Tanta durezza non è affatto naturale. Anche se la vita non è un’infinita festa da ballo, e anzi proprio per questo, ogni società si è sempre impegnata ad accompagnare i suoi riti e momenti sociali con forme e modi di scambio più piacevoli, e meno distruttivi possibile. L’essere umano non regge una vita quotidiana incessantemente competitiva, sgradevole, dove l’altro che incontri non solo non ti ama (non è suo compito), ma ti attacca. Non ce la fa.
Dietro la moltiplicazione di disagi come gli attacchi d’ansia, quelli di panico, le diverse forme di fobia sociale (i ragazzi che non escono dalla propria camera, gli adulti asserragliati nel proprio tinello, o nel locale-cantina degli attrezzi), c’è anche questo: la fatica di vivere una socialità ostile, non amichevole, diffidente e chiusa.
La modernità ricca e sviluppata deve porsi il problema di come recuperare la gentilezza quotidiana delle società più povere e tecnicamente arretrate che l’hanno preceduta. Si tratta di un’operazione ormai indispensabile. Non per superiori ragioni morali, o dettami politici, ma perché la socialità senza gentilezza non funziona, si inceppa, crea problemi (e costi, anche sociali) infiniti. Il tranviere perennemente arrabbiato (come quelli di molte grandi città), che riparte senza badare alla vecchietta che sta ancora scendendo, diffonde aggressività e malessere, anche se è sindacalmente tutelato. Altrettanto, naturalmente, vale per l’industriale o il politico arrogante che non si fa carico dei bisogni dei dipendenti, e dei cittadini. Basta poco.
Un po’ di gentilezza: un sorriso, uno sguardo di simpatia, una mano tesa. Coloro che faranno spontaneamente questi gesti, saranno i protagonisti di domani.

di Claudio Risé
Tratto da “Il Mattino di Napoli”

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