Le denunce

Posté par atempodiblog le 19 octobre 2008

da Avvenire.it

STUDENTI NEL MIRINO
«Agli esami siamo obbligati a dire che Dio non esiste»
 

«All’inizio dell’anno i professori a scuola chiedono agli alunni: alzi la mano chi è cattolico. Lo fanno per discriminarli e punirli». La confidenza, raccolta da un vescovo vietnamita, rende bene lo stato di sudditanza che i cattolici devono subire in uno dei pochi Stati che ancora si definiscono orgogliosamente «socialisti». 
Da alcuni mesi, inoltre, i cattolici – conosciuti e ‘schedati’ dalle autorità: il controllo è asfissiante, ‘spie’ e delatori sono presenti in tutte le parrocchie, i seminari, perfino nei vescovadi – hanno difficoltà ad ottenere i passaporti per uscire dal Paese. Ha Vi, studentessa cattolica di lingue all’università di Dalat, secondo centro universitario del Vietnam, confida: «Agli esami siamo obbligati a dire che l’uomo deriva dalla scimmia e che Dio non esiste, se vogliamo superare le prove. Lo scorso anno a me, cattolica, un anno hanno fatto fare apposta un esame proprio il giorno di Natale».
(L. Faz.) 



IL «CASO» DEI MONTAGNARD
Dimenticati e sfruttati. «Se non ci fossero i missionari…»
 
 

Sono 55 i gruppi etnici presenti in Vietnam; alla maggioranza Kinh, cioè vietnamita, appartengono circa l’89% degli 84 milioni di abitanti del Paese. Tra i gruppi etnici (quali i K’ho, i Churu, i Ma, i Hmong) i missionari cattolici (numerose anche le confessioni protestanti) sono molto presenti con attività di evangelizzazione, aiuto sociale e promozione umana. «Il governo si disinteressa di noi», dice una giovane montagnard K’ho nei pressi di Dalat. 
«Se non ci fossero i missionari, la gente vivrebbe ancora povera, lavorando i campi e senza istruzione. Invece i padri ci hanno insegnato nuovi lavori, istruiscono i bambini che non hanno i soldi per pagare la scuola pubblica, ci insegnano la fede con il catechismo». La povertà dei montagnard è doppia: si tratta di gente in situazione di sottosviluppo e sfruttata dalla maggioranza Kinh con la colpevole compiacenza del governo. I vietnamiti, ad esempio, si impossessano dei loro terreni oppure li pagano cifre irrisorie.
(L. Faz.) 



I FRATI ARRESTATI
Necessario un permesso per distribuire le medicine ai poveri


Alcuni giorni fa due frati francescani sono andati in un villaggio della diocesi di Kon Toum, negli Altopiani centrali, per consegnare dei medicinali ad un gruppo di poveri della zona. I seguaci di San Francesco hanno fatto del servizio ai montagnard uno dei punti centrali del loro apostolato. Essendo privi del permesso delle autorità, sono stati fermati e tenuti in arresto per un giorno intero dalla polizia del posto. «Ma come si fa a chiedere ogni volta un permesso per una cosa simile?» si chiede un religioso. Un vescovo che lavora con i montagnard ci conferma: «Di certo le autorità non motivano degli arresti con il fatto che le persone incarcerate sono cattoliche, ma ancora oggi ci sono montagnard che vengono imprigionati per la loro fede cristiana, magari con la scusa di aver
disobbedito o infranto le leggi». (L. Fazz.)

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